Ambiente, energia, sviluppo sostenibile

Ambiente, energia, sviluppo sostenibile: questo il tema della lezione di oggi, sabato 16 febbraio, della Scuola di Libertà e Giustizia. Ne hanno parlato a Pavia, nell’ambito del secondo modulo della Scuola (Le politiche pubbliche), Enrica Chiappero Martinetti, Monica Frassoni e Marzio Galeotti.L’incontro è stato moderato da Stefano Pareglio, professore associato di Economia ambientale presso l’Università Cattolica e membro del consiglio di direzione di LeG. Nella sua introduzione all’incontro, Pareglio ha sottoposto agli studenti e ai relatori una serie di temi sui quali far convergere gli interventi e il successivo dibattito. Dinamica e densità demografica, crescita economica e distribuzione della ricchezza, accesso alle opportunità offerte dallo sviluppo, pressione sulle risorse naturali: tutti questi fenomeni concorrono a determinare le condizioni di sostenibilità, unitamente alla qualità delle istituzioni che governano, o dovrebbero governare, tali fenomeni alle diverse scale. E le condizioni di sostenibilità, così come le azioni necessarie, risultano assai differenziate nei diversi angoli del pianeta. Non solo: decisivi risultano anche le variabili tempo, scala e responsabilità.Un primo profilo di riflessione, connesso ai principi ispiratori della politica economica e, dunque, al giudizio di valore che la sostiene, è stato così svolto da Enrica Chiappero Martinetti, professore associato di Economia politica all’Università di Pavia e direttore del Centro di ricerca dello IUSS di Pavia su Sviluppo umano, approccio delle capacità e povertà.Chiappero Martinetti ha trattato e qualificato termini ormai entrati nel linguaggio comune ma carichi di implicazioni, teoriche e operative, per la politica economica: crescita, qualità della vita, benessere individuale e collettivo.

In particolare, ha fatto riferimento al cosiddetto approccio delle capacità proposto dal premio Nobel per l’Economia, Amartya Sen, che considera sia gli elementi costitutivi del benessere (le dotazioni materiali, i servizi) ma anche la libertà e la possibilità degli individui di impiegare tali dotazioni per perseguire un proprio progetto di vita. In tal senso ha posto anche in relazione il rapporto tra qualità della vita e benessere, proiettando la lettura multimensionale in un’ottica dinamica.Un secondo profilo di riflessione, connesso alle regole della politica economica e, dunque, alle modalità di governance, è stato invece svolto da Marzio Galeotti, professore ordinario di Economia politica all’Università degli Studi di Milano e coordinatore del settore Cambiamento climatico della Fondazione ENI Enrico Mattei. Galeotti ha affrontato il caso paradigmatico del cambiamento climatico, connesso alla dipendenza energetica dai combustibili fossili. Tracciando la situazione attuale e le prospettive future, ha evidenziato come proprio il climate change metta in crisi non solo l’attuale modello di sviluppo economico e la sua sostenibilità nel lungo periodo, ma le stesse modalità di indagine scientifica, il quadro delle responsabilità e, soprattutto, il ruolo delle istituzioni e quindi il sistema di governance.Un terzo profilo di riflessione, connesso alle politiche energetiche e ambientali e, dunque, agli strumenti di intervento, è stato infine svolto da Monica Frassoni, europarlamentare, presidente (insieme a Daniel Cohn-Bendit) del Gruppo dei Verdi/Alleanza Libera Europea.

Frassoni ha presentato il quadro delle politiche europee, sottolineando la leadership del “vecchio continente” sui temi affrontati durante la mattinata, ma anche le relazioni complesse tra politiche ambientali, cicli ecologici ed enti di governo.

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