A scuola di laicità

19 Set 2014

Il settimanale Left, che dedica il suo numero in uscita sabato alla “Laicità” intervista Sandra Bonsanti sulla scuola di formazione politica di Ravenna
che ha per tema proprio la laicità e che terrà i suoi corsi il 20 e 21 settembre. Tra i temi che saranno affrontati: bioetica, diritto di famiglia, scuola, informazione. Oltre a Sandra Bonsanti, partecipano Chiara Saraceno, Roberta De Monticelli, Carlo Flamigni, Maurizio Viroli, Luca Bottura e quel Roberto Balzani, storico, che sta correndo per le primarie del Pd alla presidenza della regione Emilia Romagna.

36_20-09-2014Left«C’è solo fame di potere adesso nella politica. Il contrario di quello che sta nel cuore dell’uomo laico. E se pensiamo ai riferimenti ai boy scout o a Comunione e Liberazione oggi si parla sempre di “chiese”». Per Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia, «essere laici significa rispetto per i valori degli altri, esporre il proprio pensiero, parlare con la propria vita. Senza imporre agli altri il proprio punto di vista». La giornalista e scrittrice è uno dei docenti della scuola di formazione politica promossa a Ravenna dal 20 al 21 settembre dal locale circolo di LG. Per la prima volta quest’anno “si insegnerà” la laicità (nelle istituzioni di diritto pubblico) con tanto di borse di studio offerte da una banca locale. Tra i temi che saranno affrontati: bioetica, diritto di famiglia, scuola, informazione. Oltre a Sandra Bonsanti, partecipano Chiara Saraceno, Roberta De Monticelli, Carlo Flamigni, Maurizio Viroli, Luca Bottura e quel Roberto Balzani, storico, che sta correndo per le primarie del Pd alla presidenza della regione Emilia Romagna. Non è un caso che si parli di laicità proprio in Romagna, una terra che vanta una forte tradizione mazziniana e repubblicana. «Io parlerò dell’Apologia dell’uomo laico, il libro che Giovanni Ferrara, il mio compagno, scrisse nel 1983, ai tempi del Caf (Craxi, Andreotti e Forlani Ndr)». Un libro introvabile, una piccola bibbia sui valori del laicismo scritta da un uomo a cui il padre, in nome di un antifascismo viscerale, dette tre nomi. Oltre a Giovanni anche Giacomo e Piero, in ricordo di Amendola, Matteotti e Gobetti. Ferrara fu uno degli esponenti più in vista del movimento laico italiano, in cui un partito piccolo come quello di Ugo La Malfa riusciva ad essere determinante. Sempre all’insegna del dialogo. «Oggi quel pensiero manca – continua Bonsanti – ed è una delle caratteristiche più amare della politica attuale, segnata dalla disattenzione e dall’irrisione per chi non segue il pensiero dominante». La stessa riforma del Senato, conclude la scrittrice, «è ciò di più antilaico che si possa immaginare: la ricerca di un potere unico decidente».

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