MILANO — «Scelgo Rosy Bindi. E lo faccio principalmente perché è donna». Adriana Cavarero ( foto), figura di spicco del «pensiero della differenza sessuale» e docente di Filosofia politica all’Università di Verona, interpellata, rivela quale sarà la sua scelta alle primarie del Partito democratico. E proprio ieri un’altra femminista, Letizia Paolozzi, sul Liberazione, ha scritto un editoriale il cui messaggio coincide con il pensiero di Cavarero: le donne di sinistra devono appoggiare Bindi. «Rosy Bindi ha fatto grandi sforzi con i Dico — commenta la filosofa —, e questa è una cosa che noi donne di sinistra non possiamo certo dimenticare. Bisogna un po’ premiarla, che cavolo. E da quel che ho sentito in giro l’elettorato femminile è particolarmente lucido, in questo momento. È pronto a superare steccati. Insomma, è vero che Bindi non è proprio una esponente del femminismo di sinistra. Ma non è nemmeno la Santanché». Attenzione, Cavarero non ha nulla contro Veltroni, anche lui candidato alla segreteria del Pd: «Walter è un mio amico da tanti anni, figuriamoci. Ma Bindi sta dimostrando di avere coraggio, perché sa bene di non essere così popolare come lui e di non avere, soprattutto, una platea così vasta come Roma. E però credo che noi donne non possiamo continuare a dire: viva le donne. Ma poi, quando ce ne è una in ballo, tirarci indietro». Per Cavarero, dunque, «è il momento di rischiare e di fermare il condizionamento femminile che è tuttora in atto da parte dei maschi.
Votando Rosy, che ha avuto il coraggio di sfidarli, questi uomini. Anche quando come massimo insulto le hanno dato, raffinati, della racchia».
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