La scuola di Genova 2012: La risorsa cultura

Sala del Camino, palazzo Ducale, Genova

20-21 ottobre, 10-11 novembre, 24-25 novembre 2012

Leggi l’articolo de “Il Secolo XIX”

L’Italia è il paese nel mondo che ha un patrimonio culturale unico, ricco, universalmente riconosciuto, pieno di potenzialità. Il patrimonio comprende il paesaggio naturale e quello trasformato dall’uomo, dotato di grande valore storico-culturale; le opere architettoniche e d’arte; le elevate forme di espressione nella letteratura, nella musica, nel teatro, nel cinema; l’artigianato di qualità, anche tecnologica, e la cultura del cibo di eccellenza.

Questo patrimonio, pur considerato nel sentire comune come complesso prezioso di beni valorizzato solo in parte, è stato fino ad oggi fruito da un limitato numero di persone già acculturate, o più recentemente proposto ad un turismo di massa con un’offerta culturale talvolta di basso profilo.

Libertà e Giustizia vuole contribuire, anche attraverso questa Scuola, a creare consenso culturale e politico intorno ad una unitaria strategia di interventi sui beni culturali quale priorità per il Paese.
Il progetto della Scuola intende dimostrare che è possibile coniugare lo sviluppo economico legato alla fruizione dei beni culturali e del paesaggio con lo sviluppo culturale e civile nella consapevolezza che la loro conservazione è finalizzata alla conoscenza; approfondire le potenzialità di un’economia dei beni culturali che sia motore della creazione di ricchezza e di occupazione attraverso il permanente arricchimento del patrimonio, la sua valorizzazione, la diffusione di cultura attiva.

Nel contesto di crisi dell’Occidente e dei meccanismi che hanno governato l’economia mondiale negli ultimi decenni, l’Italia sta attraversando una fase di declino più grave di altri paesi europei. Le manovre economiche attivate dal nostro paese sono prevalentemente orientate ad arginare il debito dello Stato; non ci sono sufficienti risorse per investimenti ed occupazione. Particolarmente negativi sono l’assenza di investimenti e la rinuncia ad una adeguata politica di sviluppo nella ricerca, nella cultura e nella formazione. Tutti questi fattori potrebbero essere invece elementi di efficace competitività nei confronti di paesi il cui sviluppo economico è basato principalmente sulla produzione di merci a basso costo. In mancanza di strumenti e politiche adeguate il patrimonio di beni culturali e paesaggio continuerà ad essere soggetto al degrado già da tempo in atto, con conseguente riduzione della sua attrattività, crisi del turismo, aggressività della speculazione edilizia, crescente alienazione dei beni pubblici.
I beni culturali ed il paesaggio, se governati da una politica lungimirante, possono invece rappresentare una opportunità di sviluppo con un rapporto assai vantaggioso tra risorse culturali di cui il Paese dispone (il nostro capitale), valore aggiunto prodotto, occupazione attivata.

La struttura della scuola
Tre moduli (20-21 ottobre, 10-11 novembre, 24-25 novembre), ognuno svolto in un fine settimana. Nelle tre mezze giornate (sabato mattina e pomeriggio, domenica mattina) si svolgono relazioni seguite da discussione; la sera del sabato un “caminetto” sarà dedicato a uno scambio più informale, stimolato da una introduzione.

Si ringrazia la Fondazione Palazzo Ducale per l’ospitalità offerta alla Scuola.

Il programma

I docenti

Modalità di iscrizione

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