Una bussola da Libertà e Giustizia

Una bussola da Libertà e Giustizia

La domanda che in queste settimane si sente rimbalzare ovunque, come una mantra ossessivo, non è «per chi voterai, il 4 marzo?», ma: «tu vai a votare, il 4 marzo?».

È davvero fortissima, a questa tornata elettorale, la tentazione di non andare a votare, o di annullare il voto. Una delle cause è una legge elettorale così orribile da rigettare anche i più volenterosi. E poi un’offerta politica nel complesso sconfortante e una campagna elettorale che arranca, mille miglia lontana dalle grandi questioni del Paese, incapace di mettere a confronto visioni diverse: che forse, semplicemente, non esistono.

Anche per un’associazione di cultura politica come Libertà e Giustizia non è facile affrontare questa marea montante di motivata disillusione. Eppure, crediamo che non sia tempo di disimpegno. Come gli ateniesi di Pericle anche noi siamo convinti che chi non partecipa al discorso pubblico non sia innocuo, ma inutile.

È per questo che abbiamo pensato a queste pagine: che non contengono – è bene dirlo subito e con chiarezza – alcuna indicazione di voto. Nessuno può disporre del libero voto altrui, figuriamoci se potrebbe mai provarci Libertà e Giustizia.

No, queste pagine sono pensate come un vademecum, una guida, un metro.

Innanzitutto una guida al voto in senso tecnico: per capire come difendersi dal micidiale Rosatellum, per quanto possibile.

E poi un metro per misurare programmi, proposte e biografie delle varie liste alla luce del Progetto che ci sta davvero a cuore: quello della Costituzione. È per questo che abbiamo scelto alcuni – solo alcuni, seguendo in modo certo arbitrario le nostre urgenze – articoli della Costituzione, e abbiamo indicato come concretamente si possono e si devono attuare.

Intervenendo in Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 – subito dopo il voto finale di approvazione della Carta – il presidente del Consiglio dei ministri, Alcide De Gasperi, pronunciò parole terribilmente chiare per il suo, e per i successivi esecutivi della Repubblica: «Il Governo ora, fatta la Costituzione, ha l’obbligo di attuarla e di farla applicare: ne prendiamo solenne impegno».

Ebbene: nelle prossime pagine si troverà uno strumento per capire quanto i programmi dei partiti coincidano o si discostino da questa via, la Via Maestra.

Non indichiamo una rotta: ognuno sceglierà la sua. Ma abbiamo almeno provato a costruire una, seppur rudimentale, bussola. Ci auguriamo che possa accompagnare una navigazione che non sarà facile.

(*)Tomaso Montanari, presidente di Libertà e Giustizia


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Libertà e Giustizia: VERSO IL 4 MARZO

1 commento

  • Chi non va a votare. non è solo innocuo e inutile, ma certamente DANNOSO, perchè l’astensione gonfia le percentuali, e quindi l’influenza, del voto “organizzato”, cioè quello mafioso, venduto e comprato, di casa pound, forza nuova, etc.

    Perchè il VOTO ORGANIZZATO va compatto al seggio, a nessuno dei suoi è concesso di andare al mare o a sciare.

    E quanto sopra, deve essere detto a chiare lettere perchè quasi la generalità di chi molto motivatamente pensa di astenersi, si ferma alla constatazione dell’assenza di qualsiasi entusiasmo offrano le candidature, senza pensare agli effetti collaterali accennati.

    Per cui andare a votare anche solo e faticosamente per quel che ci appare il male minore, sarà cmq un gesto di cittadinanza responsabile.

    Paolo Barbieri

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