Cari 5 Stelle, con la Raggi ora ci vuole coraggio

Cari 5 Stelle, con la Raggi ora ci vuole coraggio

Esattamente sei mesi fa, il 14 giugno scorso, ho spiegato su questo blog perché non potevo accettare la proposta di entrare nella giunta di Virginia Raggi come assessore alla Cultura, e perché l’avrei votata al ballottaggio se fossi stato un cittadino romano.

Allora, tra l’altro, scrivevo: «Se la sinistra radicale non riesce, con ogni evidenza, a rispondere a tutto questo, è impossibile non riconoscere che i Cinque Stelle (occupando di fatto lo spazio che in Spagna è stato conquistato da Podemos) stanno invece aprendo nuovi spazi di cittadinanza: suscitando partecipazione almeno quanto questo Pd sembra invece puntare, irresponsabilmente, sull’astensione. Se votassi a Roma, al secondo turno sceglierei dunque la Raggi, anche perché (nonostante l’evidente probità di Roberto Giachetti) è vitale – dopo l’impressionante disastro consociativo – che sul Campidoglio tiri un’aria radicalmente nuova. Se poi quest’aria riuscirà a costruire una alternativa nazionale ispirata ad un riformismo radicale, e se lo farà aprendosi a valori e personalità della sinistra, il Paese non avrà che da guadagnarci».

Ebbene, a distanza di sei mesi quelle promesse, quelle possibilità, quelle aperture si chiudono nel peggiore dei modi. Personalmente ero già rimasto interdetto dalla fiducia continuamente rinnovata alla Muraro contro ogni ragionevolezza, e poi dalla palese insopportazione per il rigore di Paolo Berdini, ben deciso a far rispettare il piano regolatore e dunque a non far affogare il futuro stadio nel cemento e nella corruzione.

L’arresto clamoroso di Raffaele Marra è il drammatico epilogo di un crescendo di inadeguatezza, superficialità, arroganza. E peggio ancora dell’arresto, è come ora si cerchi di minimizzarlo e addirittura di rimuoverlo.

È il momento di ricordare a Virginia Raggi che i valori fondamentali per cui una parte rilevante dei cittadini italiani continua a guardare al Movimento Cinque Stelle sono la totale trasparenza; la discontinuità radicale con il sistema di poteri che annulla la politica vera; l’onestà; la fedeltà al mandato dei cittadini e la dichiarata volontà di perseguire solo l’interesse generale. Ebbene, cosa rimane di tutto questo quando addirittura le manette certificano che siamo tornati al peggio della gestione Alemanno?

E non si dica che Marra era un qualunque dipendente del Comune: perché l’effetto di questa versione da impuniti è lo stesso che provocò chi farfugliò di email non lette, o (per cambiare partito) lo stesso che ora provoca chi prima promette di ritirarsi dalla politica in caso di sconfitta al referendum, e ora cerca di fare il puparo dietro le quinte. Tutto: ma non provate anche a prenderci in giro.

Ora siamo al momento della verità: o il Movimento 5 stelle dimostra agli italiani di saper tener fede alle proprie promesse, e cioè di essere in grado di rispondere ai propri principi e di mantenere il proprio patto con gli elettori, o la sua sorte è segnata. E sarebbe una notizia terribile per la democrazia italiana, che ha bisogno di un Movimento 5 Stelle davvero trasparente come avrebbe bisogno di un Partito Democratico davvero di sinistra.

Ci vuole coraggio: se fosse l’unica strada possibile, anche il coraggio di dichiarare chiusa l’esperienza di questa giunta, chiedere scusa solennemente e impegnarsi a selezionare in modo efficace la propria classe dirigente. «Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nel fuoco della Geenna». Un linguaggio radicale, certo: ma non era questo il linguaggio del Movimento?

Articolo9, 16 Dicembre 2016

 

6 commenti

  • Roma non fa la stupida.

    Come mai i romani fanno gli stupidi da tanto tempo?

    Le vicende di Roma sono emblematiche, una gran parte dei romani non potevano non sapere. Vedo gli stessi rivolgersi a se stessi dicendo: Di che t’impicci? Ti sembra che possa servire a qualcosa, tira a campare e rimani tranquillo, almeno non perderai quello che ti è concesso di avere. Non hai proprio alcun potere per cambiare questo andazzo, speriamo che ci pensino quelli che il potere ce l’hanno. Quanto ho appena scritto sembra essere stato smentito dal risultato delle ultime amministrative: ci chiamano per l’ennesima volta a scegliere i governanti, per quanto ho visto che succede in giro, non andrei nemmeno a votare! Oh, guarda un po’, ci sono facce nuove, non mi costa e non rischio niente, gliela faccio vedere a quegli impuniti; voto per i nuovi! La speranza è l’ultima a morire. Ma chi di speranza vive di speranza muore; il risultato è stato il fallimento totale. Perché? Cerco di capire e prendo per prima in considerazione la dichiarazione della sindaca: Marra non era il mio braccio destro. Il mio braccio destro siete voi, i cittadini. È vero il suo braccio destro sono i cittadini che hanno avuto il potere nell’arco di tempo del giorno delle votazioni di eleggerla sindaco quasi all’unanimità. Ma è un braccio destro, quello costituito dai cittadini, attivamente strapotente quel giorno (caricato di profonda conoscenza analitica della situazione e di energia progettuale) che però appena fatto lo spoglio è finito incapsulato con la propria energia in un serbatoio, impedito a operare in qualsiasi attività significativa. Se l’involucro fosse stato sufficientemente resistente l’energia sarebbe rimasta disattivata fino alle nuove votazioni, altrimenti la pressione potrà creare uno sfogo di cambiamento (eventualmente una rivoluzione). Teniamo presente che per compiere le attività di governo della città come per qualsiasi altra di questo mondo non si può fare a meno di energia per progettare e per fare. La società è già attrezzata a tale scopo. Le funzioni di progettazione e gestione sono già supportate da strutture economiche munite di proprio potere che proseguono con le proprie modalità in modo completamente svincolato dal volere dei cittadini ben chiusi nella loro capsula di disattivazione. Perché i nuovi eletti non sono riusciti ad avviare il miglioramento della situazione? Perché la nuova sindaca è una cittadina di Roma investita della responsabilità di governare da cittadini che dopo averla eletta non hanno più alcun potere sulla stessa. Sono altri, purtroppo che hanno quel potere e cioè chi le può permettere di assolvere le funzioni di governare e chi può fare decadere il mandato di sindaco. Esaminiamo queste due forme di potere:
    1) Le strutture esistenti per assolvere alle funzioni di governo sono composte da cittadini fra i quali emergono dirigenti che utilizzano il potere per trarne vantaggi personali, mentre i subalterni si comportano come già…

  • Esaminiamo queste due forme di potere:
    1) Le strutture esistenti per assolvere alle funzioni di governo sono composte da cittadini fra i quali emergono dirigenti che utilizzano il potere per trarne vantaggi personali, mentre i subalterni si comportano come già detto all’inizio seguendo il principio di tirare a campare. Le strutture sono state attaccate violentemente dal virus della corruzione e la società ha predisposto anti-virus inefficaci o addirittura a loro volta invasi.
    2) Il secondo potere è posseduto dalla classe dei politici. La società ha stabilito sul piano formale che i politici esplichino il sevizio per i cittadini, inteso a far funzionare nel miglior modo possibile il governo della città. In realtà si è invece consolidata la pratica politica di lavorare per accrescere il proprio potere con la mira ultima di conservarlo.

    Si consolidano in modo conseguenziale i legami delle relazioni interpersonali fra i detentori delle due forme di potere, portate a tramare contro chi guida l’amministrazione per prenderne il posto. A questa coalizione si contrappone un governante estremamente debole in cerca di alleati proprio fra chi vuole o sostituirlo o non perdere il proprio potere di trarre vantaggio dalla propria condizione di amministratore effettivo.

    Mentre spero che qualcuno indichi un modo migliore per tirarsi fuori da questo tragico circuito, io provo a dire la mia; vedo due strade:
    La prima, da scartare perchè regressiva, consiste nel dare al sindaco il potere di un tiranno che possa fare piazza pulita di ogni corrotto, ma che veda all’entrata del campidoglio troneggiare la ghigliottina pronta a decapitarlo se il popolo insoddisfatto, lo chiede. Non credo che i romani se la passerebbero bene.
    La seconda è un espediente per espandere nel tempo oltre il giorno delle elezioni con continuità fino alle nuove elezioni, il potere dei cittadini.
    Nel momento dell’acquisizione della carica di governante, questi acquisisce le seguenti qualità:

    La fiducia dei cittadini che subito però, come già detto, rimane svuotata di un appoggio concreto.
    Una solidità economica concretamente assegnatale dallo Stato, insieme agli altri eletti.
    La possibilità di scegliere i propri collaboratori per organizzare la nuova gestione della città.

    Il modo in cui sta evolvendo la crisi attuale offre la possibilità di un’interpretazione logica:
    La mancanza di un appoggio concreto della cittadinanza che sa ma parla al vento, lascia che vengano fatte scelte sbagliate oltretutto riconoscibili come tali, dettate dalla necessità di togliersi al più presto dall’impaccio. Le scelte sbagliate fanno decadere la fiducia del primo punto con tutto quello che può conseguire.
    Io credo che tutto cambierebbe se la cittadinanza continuasse ad avere il potere che ha avuto nel momento del voto.
    Potrei chiudere qui le mie riflessioni ed aspettare che altri avanzino proposte per come la cittadinanza possa risultare efficace nello svolgere il compito di appoggio e…

  • Potrei chiudere qui le mie riflessioni ed aspettare che altri avanzino proposte per come la cittadinanza possa risultare efficace nello svolgere il compito di appoggio e di controllo, ma ho paura che il mio appello cada nel vuoto come un sogno inattuabile se non è supportato da un piano sicuramente strapieno di difetti ma che porti a discutere, a proposte migliori, a sviluppare dibattito.

    Perciò senza nessuna presunzione espongo le mie idee.

    Penso che nessuno mi può smentire se affermo che il denaro possiede attraverso il proprio flusso il potere di stimolare le attività nella società. La società per evolvere al bene, dovrebbe rendersi capace di riconoscere e classificare le attività per evitare le dannose e promuovere le altre partendo dalle più opportune e di fare ciò gestendo il flusso di denaro in modo appropriato. La frase precedente è rivolta alla necessità della crescita culturale dei cittadini organizzati nella società. Il problema è che anche l’attività di crescita culturale in questa società è molto influenzata dal flusso del denaro. Non credo possa avvenire in modo molto diverso da quanto avviene per prodotti nel mercato. Chi mette in vendita un nuovo prodotto fa una campagna pubblicitaria e lo diffonde nei punti vendita del territorio. Qualcuno, interessato lo acquista; Quando viene acquistato da un numero adeguato, il prodotto diventa di moda e molti che hanno la disponibilità di denaro, lo acquistano.
    Trattiamo ora i partiti come fossero società di servizio, ma il cittadino sostenitore invece di dare direttamente il sostegno economico, formalizza una obbligazione a versare una quota periodica per la durata temporale del tesseramento, comunicando agli uffici dello Stato il proprio codice fiscale. In qualsiasi momento il cittadino può recedere dal tesseramento. Gli uffici dello Stato preposti pubblicheranno i totali dei versamenti inerenti ai territori e ai partiti alle scadenze di pagamento stabilite.

  • In questo Paese tutto viene perdonato ai puri di verbo … in fondo il passo profondo del cambiamento passa dalla Raggi che parla fluentemente una lingua straniera, blocca l’intraprendere sacrificandolo sull’altare di ipotetiche tangenti e corrutele – quelle che par abbia in casa – e faccia una foto con lo sguardo contrito ed il suo consiglio dietro a mani intrecciate per dire che, certo lei, non ha sbagliato, adducendo che in fondo Marra è uno delle migliaia di dipendenti del comune … tutto ciò basta a farle dire che lei non lascia certo e peggio ancora che un eventuale avviso di garanzia lo valuterà …. lorsignori hanno impiccato per molto meno nel recente passato! Dico solo vergogna e annoto che in sei e passa mesi la giunta di Roma non ha preso un provvedimento serio e progressista ma abbia solo confermato di appartenere ad un becero conservatorismo seppur in nuovo stile

  • Lei scrive: Ora siamo al momento della verità: o il Movimento 5 stelle dimostra agli italiani di saper tener fede alle proprie promesse, e cioè di essere in grado di rispondere ai propri principi e di mantenere il proprio patto con gli elettori, o la sua sorte è segnata. E sarebbe una notizia terribile per la democrazia italiana, che ha bisogno di un Movimento 5 Stelle davvero trasparente……..
    giustissimo, ma io penso che la società civile deve, proprio nell’interesse della democrazia, aiutare una forza giovane che può commettere errori, ma sta cercando, sia di incanalare la protesta, sia di spezzare certe catene che il sistema ha creato…… la battaglia che il m5s ha fatto x il no alla riforma è stato compatto e appassionato….. ho molto apprezzato i suoi interventi, non solo sulla riforma, ma nel campo dell’arte. Nonostante ciò che ha detto, mi è molto dispiaciuto il suo rifiuto ad entrare nella giunta Raggi

  • I grillini non solo si sono battuti in ogni piazza per il NO al referendum, ma sono stati i soli, durante il governo Letta, a battersi in parlamento per la difesa dell’art. 138, nel 2013: gli ultimi arrivati difendono le regole perfino salendo sui tetti mentre gli onorevoli navigati sono complici o silenti e mentre insigni giuristi come Onida e Carlassare si trastullano nella ‘commissione dei saggi’. Loro e solo loro difesero la Costituzione e solo loro rifiutarono nazareni e altri mercanteggiamenti sulla iegge elettorale riaffermando (finalmente!) che le leggi si fanno in parlamento con l’apporto di tutti gli eletti e non con l’accordo segreto tra capi delle varie ditte.
    Fanno tanti errori e spesso sono ingenui e pasticcioni ma di questi tempi, io personalmente, a inesperti parlamentari che difendono la Costituzione anche in completa solitudine e bersagliati da tutti, perdono volentieri errori e ingenuita’.
    Quanto al Prof. Montanari che opero’ il gran rifiuto a Roma pur con tante motivazioni, io spero che presto sia a capo del Ministero dei beni culturali in un governo espresso da un parlamento legittimo e nell’ambito di un progetto governativo finalmente orientato all’attuazione della Costituzione.

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