Il difficile equilibrio tra libertà e responsabilità (Ecco perché mi sono dimesso)

Il difficile equilibrio tra libertà e responsabilità (Ecco perché mi sono dimesso)

Sono stati poco più di 7 anni impegnativi e faticosi. Fare il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale a Modena è stato un privilegio ed un onore di cui ringrazierò sempre i cittadini modenesi che mi hanno eletto e i consiglieri e le consigliere comunali dell’attuale e del passato mandato amministrativo. Per me che nella vita faccio il medico questa esperienza è risultata straordinariamente formativa e largamente appagante. La fatica (fisica e in termini di tempo) di svolgere il ruolo di coordinamento del gruppo consiliare, di fare da collegamento con i sindaci (Pighi e Muzzarelli), le giunte, il partito e i cittadini non infrequentemente ha visto la gioia di contribuire a costruire dei progetti, di vederli realizzati e di sentirsi parte di una squadra ampia votata alla ricerca del “miglior governo possibile” della propria comunità (che viene prima di tutto!). Per me aggiungere al lavoro, della mia “vita vera e normale”, per il singolo paziente l’impegno amministrativo collettivo e pubblico per la mia comunità è stato qualcosa di veramente importante. Arrivandoci, poi, non con designazioni o cooptazioni ma con il voto dei cittadini modenesi che mi hanno eletto due volte in consiglio comunale, è stato motivo di forza e legittimazione democratica.

Sapevo che il ruolo di capogruppo si sarebbe giocato prevalentemente sulla continua “lotta” tra libertà e responsabilità. La libertà di quello di quello che sono e che penso. La libertà di esprimere ed adoperarsi per le cose in cui credo. La responsabilità, inevitabile in quel ruolo, di dirigente politico. La libertà testata nel lavoro quotidiano di dovere, con approccio riformistico che è la mia dimensione politica, trovare sempre nuovi equilibri, mediazioni e in alcuni casi rinunciare alle proprie convinzioni, per il bene supremo della unità e della realizzazione dei progetti politici e amministrativi di governo della città. Penso, immodestamente e me ne scuso per questo, di esserci riuscito: in 7 e più anni mai gli atti del Pd o di maggioranza sono “andati sotto” in consiglio comunale. Anche sulla questioni più spinose abbiamo trovato sempre un punto di caduta accettabile e sostenibile che consentisse a tutti di ritrovarsi, con diverso tasso di soddisfazione, nella decisione assunta. Ora sento che questo equilibrio non sarà più possibile. La vicenda del referendum costituzionale sottopone la mia capacità di trovare quell’equilibrio, tra libertà e responsabilità, ad una prova in cui non vedo possibilità di soluzione positiva. E la Costituzione Repubblicana, nata dalla Resistenza, non è una delibera o una decisione politica ordinaria ed è normale che sia così. Mi era capitato anche in passato di andare in “sofferenza di equilibrio” (“Italicum”, “Jobs Act”, “Buona Scuola”, abolizione generalizzata dell’IMU, tagli ai Comuni etc), eravamo sì dinanzi a scelte importanti ma, appunto, ordinarie ed emendabili in futuro, dopo averle sperimentate.

Io penso che il mio partito abbia il diritto di esprimere una linea ufficiale su un referendum come quello costituzionale (meglio sarebbe stato confrontarsi prima con iscritti ed elettori, ma oramai…….) e credo che chi come me ha dei dubbi, non è convinto o non condivide e voglia esprimere questi sentimenti debba risolvere questo conflitto. Un opzione è adeguarsi, accettare, mantenendo la propria carica (o per mantenere la carica). L’altra opzione è premiare la propria necessità di libertà e rimettere la carica politica, di guida e coordinamento, a cui si è stati chiamati. Altre opzioni non ve ne sono.

Libertà è anche questo. Rinunciare ad un ruolo prestigioso per potere seguire il proprio istinto, la propria passione civile, le proprie idee, magari anche sbagliate, “comprimendo” il carico della responsabilità e della paura che i propri atti possano nuocere alla comunità dei modenesi o alla comunità politica a cui si appartiene.

Per queste ragioni in data odierna ho rassegnato le dimissioni da capogruppo, comunicandole in primo luogo al mio gruppo e al sindaco che ringrazio per la fiducia e la collaborazione di questi mesi.

 

(*) Ex capogruppo Pd a Modena.

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