Il Governo occupa la Rai e impegna i Sindaci per il Sì al referendum: è legittimo tutto questo?

Il Governo occupa la Rai e impegna i Sindaci per il Sì al referendum: è legittimo tutto questo?

Siamo in fase di vacanze, ma non ci sfugge e non può sfuggire a nessuno la gravità di alcune cose che stanno accadendo, in vista del referendum sulla riforma del Senato.

Si è compiuta, in questi giorni, la “occupazione” della RAI da parte del Governo, già avviata con la nomina di un Amministratore delegato dotato di amplissimi poteri, ed ora con la più evidente e chiara delle tante conseguenze dell’impostazione della riforma della televisione pubblica.

Sono stati cambiati quasi tutti i direttori dei telegiornali. Colpisce soprattutto la sostituzione di Bianca Berlinguer, al Tg3 (che neppure Berlusconi aveva osato toccare, rispettando almeno un minimo di pluralismo), per di più con un personaggio che ha dimostrato le sue simpatie politiche (non è lui che si dimise da una carica in RAI per protesta contro la giusta reazione  di Giannini ad un attacco piuttosto pesante del Presidente del Consiglio?).

Insomma, si vuole preparare il terreno per un tipo di informazione sui temi del referendum, che corrisponda ancora di più a quanto è già avvenuto nel primo periodo della raccolta delle firme (abbiamo già dimenticato il rapporto documentato tra le 17 ore dedicate al “SI” e il minuto dedicato al “NO”?).

Ma non basta. Leggiamo su tutta la stampa che un Ministro ha lanciato la “campagna d’estate”, impegnando i Sindaci perché si attivino nella campagna per il SI. Ci diranno che non lo ha fatto come Ministro, ma come persona; ma come si fa a distinguere, anche se ciò fosse, visto che tutti i giornali parlano dell’iniziativa del “Ministro” in questione per contattare e sollecitare i Sindaci?

E’ legittimo e politicamente corretto, tutto questo? Non dovrebbe il Governo (e non dovrebbero i Ministri) restare neutrale nella campagna referendaria? E’ vero che è lo stesso Governo che ha “creato” queste riforme e si è impegnato a fondo per farle passare, con tutti i mezzi, in Parlamento; ma la decenza imporrebbe che almeno nella campagna referendaria lasciasse decidere liberamente i cittadini, garantendo una corretta informazione, anziché cercare di influenzarli, direttamente o indirettamente, per il “SI”.

Ma i tempi sono quelli che sono; tutto questo lo abbiamo visto (e pour cause) sotto il sole di agosto, ma temo che dobbiamo aspettarci ben altro per l’ormai imminente autunno. Per parte nostra reagiremo sempre a questi tentativi di impedire la formazione di orientamenti liberi e informati; ma confidiamo che a garantire la libertà e l’indipendenza di giudizio dei cittadini intervengano anche quegli organi dello Stato cui spetta il compito, appunto, di tutelare i diritti di tutti.

Milano, 05 Agosto 2016

(*) Presidente Nazionale Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia)

6 commenti

  • Carlo Della Rossa PERCHE’ LA MAGISTRATURA TACE?????SIAMO O NON SIAMO IN DITTATURA????PUO’ QUESTA SPECIE DI SGORBIO FARE E DISFARE A SUO PIACIMENTO IL BELLO E IL CATTIVO TEMPO????CON QUALI POTERI????E’ UN NON ELETTO E PERTANTO ILLEGALE E SENZA AUTORITA’ LE SUE TASSE E LEGGI DOVREBBERO ESSERE CANCELLATE E RIFATTE,MENTRE I MAGISTRATI DOVREBBERO INTERVENIRE PER GARANTIRE ALLA GIUSTIZIA QUESTI PERSONAGGI A SENSO UNICO E SENZA LEGGI MA DITTATORI BELLI E BUONI,E NON VENITEMI A CERCARE IL CANONE RAI,ANDATE A PRENDERVELO IN QUEL POSTO UMIDO CHE SAPETE VOI,GIUDICI DOVE SIETE??????

  • Le telefonate di Del Rio ai sindaci sono partite da casa sua o da un ufficio del Ministero ?
    La carta con cui , Del Rio ha rivolto l’invito ad altri sindaci , che intestazione aveva ? PD o Ministero ?
    E’ proprio vero che tutto questo Del Rio l’ha fatto in forma privata prsonale ? Che prove ci sono ?
    Qualcuno puo’ indagare ?

  • 30 anni di denunce, anche urlate e reiterate, non hanno prodotto alcuna correzione al degrado e al declino del Paese, ma fatto solo le fortune mediatiche, editoriali e finanziarie dei “denunciatori professionali”.

    Hanno anche portato l’indignazione e il rancore della Cittadinanza ai livelli massimi possibili, come testimonia la demoscopia indipendente di I. Diamanti, che da lustri certifica come fino al 95% di essa non abbia più alcuna fiducia e disprezzi l’offerta politica http://www.demos.it/rapporto.php .

    Indignazione e rancore a cui non viene offerta la possibilità di evolvere in una ribellione costruttiva per un futuro più dignitoso e migliore, ma solo di appassire in una frustrazione e rassegnazione sempre crescenti e disarmanti…

    Eppure basterebbe poco a:
    “Costruire la rivoluzione” (Attualità, Primo Piano | 16 giugno 2011 | 47 commenti|)
    “…Cambiamola questa nostra Italia. Facciamola nuova. Non ricostruiamo macerie su macerie.
    Si chiama, in gergo tecnico politico, “rivoluzione”. Non saremmo i primi e nemmeno gli ultimi a invocarla, profonda, convinta, serena, esigente, libera e giusta.”
    di Sandra Bonsanti (al tempo presidente di Libertà e Giustizia).

    Cambiare il Paese esercitando la Carta! Si può fare restituendole autorità ed autorevolezza, blindando così il suo Spirito Originale ed Autentico contro ogni insulto!

    Limitarsi al NO! al referendum confermativo, che riporta ad una C. negata e regala vantaggi politici ad una destra penosa, non basta!

  • L’inadeguato presidente del consiglio dice che la “schiforiforma” ha il timbro di Giorgio Napolitano. Il timbro è stato posto come presidente della repubblica. Il capo dello Stato ha dei compiti specificati esattamente dalla Carta costituzionale. Quel compito non conferisce al capo dello Stato di porre timbri su “schiforme” che cancellano sostanzialmente la repubblica parlamentare. L’iter della “schiforma” è stato imposto dal governo. La “schiforma” mette il parlamento al servizio dell’esecutivo che rappresenterà sempre meno il popolo e sempre più il “sistema di potere”. La “schiforma” cancella totalmente la sovranità che dovrebbe appartenere al popolo. La “schiforma” colpisce l’articolo uno della carta costituzionale. Al popolo verrà tolto ogni potere. Tutto questo avviene nel paese della corruzione. Non scordiamoci che le opere pubbliche di questo paese costano cinque volte in più di quanto costano in paesi comparabili. Quei costi dicono che il vero problema italico sono i controlli. Rafforzare l’esecutivo vuol dire aumentare la corruzione. Il problema italico non è la velocità delle leggi ma farle bene e soprattutto comprensibili al comune cittadino . La “schiforma” di renzi si inserisce nella “strategia della tensione” che da sempre ha insanguinato l’Italia. Il problema italiano non è riformare la Costituzione ma applicarla. Difendiamo la costituzione antifascista. Ora e sempre resistenza!

  • C’è qualcosa di stalinista, in Renzi – ripeto, stalinista, non certo marxista-leninista. Non meno del suo mentore, Berlusconi, alla disperata ricerca del consenso, dedito al culto della personalità, alla deligittimazione-criminalizzazione del dissenso.

    Nulla salus extra ecclesiam?

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

 caratteri massimo. Il testo eccedente verrà troncato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>