La retorica del catastrofismo e la campagna dell’odio

La retorica del catastrofismo e la campagna dell’odio

Il clima che i proponenti della riforma costituzionale, Renzi e Boschi, stanno premeditatamente creando ha davvero ben poco a che fare con la politica costituzionale. La Costituzione è diventata, a questo punto e per loro espresso proposito, un oggetto di contenzioso politico, proprio come un programma elettorale: di costituzionale non vi è nulla. Figuriamoci se questo fosse stato il clima dei Costituenti! Avremmo avuto la guerra civile non settant’anni di vita civile.

E fa davvero stupire il più sprovveduto osservatore leggere le opinioni di stimati articolisti, giornalisti, e intellettuali: tutti loro “bevono” (per usare un verbo che piaceva a Piero Gobetti) l’espediente retorico del plebiscito: non c’è alternativa. La catena di idee è questa: poiché non ci possiamo permettere, come Paese, di avere una crisi di governo, e siccome Renzi la scatenerebbe se perdesse il plebiscito, non abbiamo alternativa se non votare come lui vuole, anche perché non c’è altro politico disponibile in questo momento a parte Renzi: quindi turarsi il naso e votare. La nuova Costituzione è brutta, può essere pericolosa perché non ci tutela da cattive maggioranze, eppure per “spirito di responsabilità” la si deve votare. La responsabilità è invocata per l’oggi e verso l’oggi, non per verso il paese.

La retorica del catastrofismo ha fatto breccia nel cervello degli intellettuali, che mostrano così la labilità della razionalità e dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, che davvero nessuno può dirsi “intellettuale” in una democrazia, perché tutti lo sono poiché indistintamente di tutti sono queste emozioni così poco razionali.

Ma appunto per questo, appunto perché i sacerdoti del Sì non possono vantare, proprio come quelli del No, alcuna privilegiata saggezza, mettiamo sul tappeto le questioni reali implicate in questa battaglia sulla Costituzione: parliamo del carattere di questa nuova versione della Costituzione e degli effetti che può generare, soprattutto se accoppiata con l’Italicum. Dicevano i teorici e i politici settecenteschi che hanno teorizzato e/o scritto le costituzioni che queste devono essere scritte “per i demoni non per gli angeli”.  E come per il ‘Peter sobrio’, che scrive le regole pensando a se stesso quando potrebbe essere ubriaco, queste carte di regole e di intenti servono proprio per esorcizzare e contenere il potere, in particolare quando e se tenuto da mani sconsiderate.  Una Costituzione che promette di non fare troppi danni solo a patto che una maggioranza specifica governi è una costituzione per il presente, non per il futuro (o per un presente corto rispetto al futuro lungo, secondo cui dovrebbe essere pensata la vita di una Costituzione), e quindi è improvvida. E allora, come si può coerentemente e razionalmente sostenere che, sì, questo nuovo Senato è pasticciato, e forse necessiterà di ritocchi in corso d’opera, e però deve approvato? Perché, sapendo che ha questi problemi, non si è provveduto a superarli prima di giungere alla sua approvazione? Non è irrazionale questo comportamento?

La campagna referendaria che ci attende sarà in molta parte all’insegna dell’odio verso i sostenitori del No – l’unico modo per sfuggire alle obiezioni, per non rispondere nel merito, per non dar conto di questa irrazionalità. E’ a questo che ci si deve preparare – a un parlare senza dialogo e senza discussione; a un parlare su binari paralleli per convertire i propri e condannare al rogo mediatico gli altri.  Alla fine, quale che sia l’esito, l’Italia sarà una società molto divisa. La Costituzione, la grammatica comune, sarà essa stessa la causa della divisione. Anche in questo vi è una sovrabbondanza di irrazionalità.

8 commenti

  • Non servirà l’”odio”, basteranno l’ironia, il sarcasmo, la denigrazione sparati dal potenziale massmediatico enorme nella disponibilità del PdC e della sua abilità di comunicatore propagandista.

    E che non ci siano alternative sul terreno e vero!

    Ci sarebbe una grandissima, anzi GRANDISSIMA ALTERNATIVA, ma nessuno vuol vederla! E allora andremo allo scontro armati solo del nostro NO, anzi “disarmati” solo col nostro NO e saremo sconfitti… e sarà un altro trionfo della mediocrità che avanza da noi come nel mondo…

    E’ pazzesco … il pianeta Terra che corre verso l’autodistruzione accompagnato dalla mediocrità umana… Trump, Putin, Erdogan, il Brasile, il Canada dove 100 mila persone lasciano il campo alle fiamme, Horban, Le Pen, la Polonia, Renzi e Salvini …

    E quelli che potrebbero “cambiare verso” al destino, sono costantemente relegati a parlare al vento e a scrivere le loro tesi per pochi intimi, insomma a non influire sui destini del mondo…

  • E’ inutile continuare a discutere , con questi politicanti, sul referendum costituzionale.
    E’ tempo perso. Con le persone arroganti, tracotanti e ignoranti occorre pensare ad
    altre soluzioni. Forse l’idea che ha avuto il guappo di Rignano di mandare casa per casa
    i suoi adepti potrebbero sfruttarla anche i sostenitori del NO.

  • Caro Tarallo,
    andare casa per casa …mentre lui con i suoi va contemporaneamente in tutte le case d’Italia con la TV quando vuole e quanto vuole, facendo strame della vulnerabilità delle masse (47% di analfabeti funzionali secondo l’OCSE) con quel mezzo pervasivo.

    Occorre una proposta capace di rompere e scombinare i piani del PdC, che faccia leva sul sentimento anticasta , diffuso e propagandato dai “denunciatori professionali” (Travaglio,Gabanelli & C.)

  • Gent.ma dott.ssa Urbinati,
    a me pare francamente che i toni catastrofici e molti attacchi fuori misura siano invece arrivati, fino ad ora, proprio da alcuni esponenti del “no” -(non mi riferisco a lei). Per cui chi è a favore della riforma sarebbe – più o meno – un traditore della Costituzione e persino della Resistenza, un “cattivo cristiano” (con una preoccupante saldatura tra le stimabilissime personalità dei Cattolici del No e i preoccupanti pasdaran di alcune associazioni aderenti al Family Day), una persona che sogna un Paese autoritario o, al meglio, un ignorante che beve tutto quello che gli propinano… Forse le cose non stanno esattamente così… e la discussione, su questo sono d’accordo, andrebbe spostata nel merito, dal quale si vedrebbe che si può essere o meno d’accordo, ma non siamo sull’orlo di un precipizio… Il problema è che spesso proprio chi è per il No tende a drammatizzare questo appuntamento, non calcolando che se poi vince il SI e l’Italia non sarà – per fortuna – diventata il Cile di Pinochet – perchè è così che andranno le cose – rischia di perdere molta della propria credibilità: che invece è una risorsa utilissima per il Paese, perchè criticare con intelligenza è un servizio fondamentale, mentre lanciare anatemi (non è il suo caso) serve a ben poco.
    Mi scuso con tutti per la franchezza. Senza astio verso nessuno. Con immutata stima.

  • Alle considerazioni di “sincero” – di cui ho apprezzato il garbo – mi viene da osservare che l’oggettivo, innegabile, stravolgimento della Costituzione repubblicana introdotto da Renzi-Boschi-Verdini non mi sembra presentare, allo stato attuale delle cose, le condizioni necessarie e sufficienti per portare l’Italia ad una soluzione cilena, quantomeno perché nel nostro Paese le forze armate non hanno una tradizione golpista.
    Ma, vista in prospettiva e anche alla luce di una possibile-probabile dissoluzione della UE a seguito della possibile-probabile uscita del Regno Unito dall’Unione, la situazione potrebbe velocemente cambiare. Viviamo una fase storica di rinascita delle destre nazionaliste che avrebbero ampi margini di ulteriore affermazione una volta caduto il già fragile ombrello protettivo della UE.
    Sia chiaro, non equiparo Renzi-Boschi a Pinochet (siamo seri, sono due pulcinella) ma trovo assai più inquietante la figura di Verdini e dell’ambientino di riferimento di questo macellaio che s’è fatto ripulire i panni in P2, P3, P4 …

  • “E allora, come si può coerentemente e razionalmente sostenere che, sì, questo nuovo Senato è pasticciato, e forse necessiterà di ritocchi in corso d’opera, e però deve approvato? Perché, sapendo che ha questi problemi, non si è provveduto a superarli prima di giungere alla sua approvazione? ”
    Chiedo scusa, non ho capito. Si può spiegare?

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