Continuerò a combattere l’idea di un “Partito della Nazione”

b spinelliHo deciso di prendere le distanze da L’Altra Europa con Tsipras, nata in occasione delle ultime elezioni europee, e di conseguenza il mio statuto di europarlamentare cambia: sarà quello di Indipendente nel gruppo Sinistra Unitaria Europea-Ngl.
In Italia non entrerò in nessun gruppo, se eccettuo la mia militanza nell’associazione Libertà e Giustizia. Non intendo contribuire in alcun modo a un’ennesima atomizzazione della sinistra, promuovendo o fondando un’ulteriore frazione politica. La mia attività sarà dunque interamente concentrata sulle attività parlamentari europee, con un’attenzione particolare a quello che succede in Italia e in Grecia.
L’Altra Europa nacque come progetto di superamento dei piccoli partiti di sinistra; come conquista di un elettorato deluso sia dal Pd e dal M5S sia dal voto stesso (astensionisti) – dunque un elettorato non esclusivamente “di sinistra” – e come elaborazione di nuove idee su un’Unione ecologicamente vigile, solidale, capace di metter fine alle politiche di austerità e ai nazionalismi xenofobi che esse hanno scatenato.
Ritengo che L’Altra Europa non sia oggi all’altezza di quel progetto: è quanto ho sostenuto assieme a molti ex garanti e militanti della Lista, in una lettera aperta di dissenso indirizzata il 18 aprile a chi la dirige.
In Europa, continuo a essere convinta che l’Unione e l’eurozona vinceranno o si perderanno politicamente – e democraticamente – a seconda di come sarà affrontata e regolata la “questione greca”. Proseguirò le battaglie fatte in questo primo anno di legislatura in difesa dei diritti fondamentali, a cominciare dalla questione migranti.
In Italia, continuerò a combattere le grandi intese, l’idea di un “Partito della Nazione”, l’ortodossia delle riforme strutturali, la decostituzionalizzazione della nostra democrazia. Nelle prossime regionali appoggerò tutti coloro che sono davvero e sino in fondo impegnati in questa battaglia.

1 commento

  • Nel comunicato di Barbara Spinelli , piuttosto gelido nei toni e altamente impolitico nei contenuti, si fa riferimento ad una ‘ lettera aperta di dissenso indirizzata il 18 aprile ‘ a chi dirige il movimento/lista che ha sostenuto Tsipras alle ultime elezioni europee. Sarebbe importante conoscerne il testo cui non mi sembra – salvo una mia disattenzione – sia stato dato dai media lo stesso risalto che viene, oggi, dato a questo comunicato/intervista della Spinelli. Credo che, come me, anche altri cittadini che hanno sostenuto il progetto della lista Tsipras solo un anno fa, abbiano il diritto di sapere cosa effettivamente è successo . La situazione della sinistra italiana – come direbbe il buon Celentano – non è certamente buona ma , a partire proprio dall’ esperienza della ‘ Lista Tsipras ‘ qualche sforzo di superare gli steccati e i particolarismi che l’ hanno condannata alla quasi irrilevanza è stato fatto e si sta facendo ( vedi le recenti dichiarazioni di Civati e Vendola , le elaborazioni di altri esponenti della minoranza Pd e qualche opportuno aggiustamento di tiro da parte di Landini e della dirigenza CGIL ). La situazione non è buona ma c’è, insomma, l’ intenzione di migliorarla.Credo, quindi, che sia legittimo chiedersi se questo gesto di rottura della Spinelli nasca per aiutare od ostacolare questo processo . Poiché sembra di capire che il sostegno al leader greco è ancora una delle priorità della Spinelli, se ne dovrebbe dedurre che è lo stesso Tsipras a non riconoscersi più nella lista italiana che porta il suo nome. Altrimenti, vorrebbe dire che è la Spinelli che – come avvenne già all’ inizio della sua avventura elettorale ( quando non poteva non sapere che questo movimento era di sinistra e voleva, sì, superare il frazionismo, ma da posizioni chiaramente e radicalmente di sinistra ) – presenta delle ambiguità che sarebbe il caso di sciogliere.
    Nell’ interesse della Spinelli e di tutti noi.
    Giovanni De Stefanis, LeG Napoli

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