PAV

La Costituzione per fortuna è scritta in un italiano chiaro e con una logica piana.


Per la formazione delle leggi, l’articolo 72 detta la procedura normale – la regola – e poi i provvedimenti abbreviati – le eccezioni. Ma lo stesso articolo si chiude affermando una regola che non tollera eccezioni, per la somma importanza dei temi trattati.
Dice infatti l’ultimo comma: “La procedura normale di esame  e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale (…)”
Possono dei precedenti difformi dalla Costituzione modificare la chiara indicazione dell’artico 72 appena citato? Non c’è bisogno di essere esperti per rispondere di no. Eppure, il chiaro italiano della Carta non è stato compreso dalla Camera e – spiace notarlo – neanche dalla  Presidente, che nella sua posizione doveva tutelare la propria indipendenza dal Governo, quanto meno chiedendo un giudizio alla commissione del regolamento.
Ma la paura di “andare tutti a casa”  fa presa sui parlamentari che – tranne pochi – non hanno un mestiere e molte spese. E così la “Renzi asfalti” ha traforato la Costituzione, in nome della PAV, la Politica ad Alta Velocità, che ha bisogno di un tracciato sgombro da molesti approfondimenti, per far correre il suo turbo-presidenzialismo. Spettinando il capostazione Mattarella che immobile lo vedrà sfrecciare dalla stazione del Quirinale.

1 commento

  • SOLO I PROFESSORI, IL GRANDE POPOLO ASTENUTO E LA COSTITUZIONE POSSONO INVERTIRE DEGRADO E DECLINO.

    “La nostra Costituzione – ripeto: se la sappiamo leggere – è come un serbatoio che racchiude quelle energie, alle quali possiamo attingere nei momenti di difficoltà.” (G.Zagrebelsky, 25 aprile Torino).

    E leggiamola quella Costituzione e attingiamo da quel serbatoio senza incertezze, che non l’hanno concepita perchè resti in bacheca esposta a polvere, a decadenza e a insulti come le cose in disuso!

    Ed io vi leggo un programma da svolgere
    i mezzi per farlo
    il fine che è la sua realizzazione

    Se il programma ed il fine stanno nei primi 137 articoli, i mezzi, in questi tempi grami, non stanno nel voto a suffragio universale, pur essenziale strumento irrinunciabile di ogni democrazia. Troppo infida la propaganda verso le masse troppo vulnerabili! e la mediocrità sale in Parlamento!

    I mezzi li vedo negli articoli 1, 50 e 71 che compendiano un binomio perfetto: Sovranità Popolare Realizzata (non solo enunciata) e Democrazia Diretta Propositiva.

    Un binomio perfetto, di efficacia assoluta, un vero jolly da calare in un momento storico in cui molti nodi gordiani ci allarmano di più ogni giorno di lavoro parlamentare che avvicina scadenze gravi e grevi.

    “Ma siete Voi, professori, che dovete illustrare alla Cittadinanza questa lettura della Carta, Voi a cui giustamente vengono riconosciute credibilità ed affidabilità, Voi che, ignorati dalla politica ed emarginati dalle istituzioni, avete scelto le piazzette ed i teatri di Comuni e Città per mantenere vivo il seme del rigore morale e culturale indispensabile alle funzioni legislative, e quei valori che la Costituzione incarna, Voi che il Popolo Astenuto attende da lustri non volendo più svilire il voto.

    Un binomio di efficacia assoluta, uno strumento perfetto per “COSTRUIRE LA RIVOLUZIONE” come la pres. Bonsanti, il 16/06/11, titolava una riflessione che si concludeva: “… Cambiamola questa nostra Italia. Facciamola nuova. Non ricostruiamo macerie su macerie.
    Si chiama, in gergo tecnico politico, “rivoluzione”. Non saremmo i primi e nemmeno gli ultimi a invocarla, profonda, convinta, serena, esigente, libera e giusta.”

    Resto in attiva attesa, cercando di contaminare…e cercando altri “untori”…

    Ma non c’è alcun dubbio che tocchi a Voi, come peraltro N. Bobbio nel 55 “Oggi, dice Camus, gli uomini di cultura devono rendersi conto che il loro posto non è più sulla gradinata ma dentro l’arena. Essi sanno che se la vittima soccombe anch’essi saranno divorati. Sono, come si ripete oggi, impegnati. Impegnati a far sì che nel futuro vi siano meno vittime e meno leoni.”

    Paolo Barbieri

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