La più brutta Costituzione del mondo

bicchiere rottoIn un tripudio di abbracci e di cinque, di tweet e Sms, la maggioranza di governo si è votata la legge numero 2613 A. Esulta la ministra Boschi, esulta con lei il regista della nuova Costituzione Denis Verdini. La dichiarazione di voto del Partito Democratico, fatta da Lorenzo Guerini è zeppa della più vieta propaganda con la quale Renzi pensa di aver venduto agli italiani la Costituzione del ’48. I deputati di SEL stringono in mano vecchie copie della Costituzione .

Più che a un momento solenne pare di assistere allo spettacolo di un circo, nel quale molti, i più, gioiscono e gli altri osservano attoniti le esibizioni di belve e pagliacci.

Cupe, cupissime le voci dei Pd dissenzienti che però votano ancora una volta, ma la prossima no se il testo (ma quale? Quello della legge elettorale o della riforma?) non cambia, se il governo non accetta di dialogare. Brunetta attacca il Parlamento delegittimato e accusa la maggioranza fatta di deputati eletti con un premio dichiarato illegittimo dalla Corte. Ma fino a stamani, dov’era? Incredibile ma vero, tanto per spiegare la buffonata che si è svolta in quell’ aula dove si è fatta la storia d’Italia, anche quella drammatica e violenta della dittatura, Brunetta cita condividendoli i severi giudizi di Stefano Rodotà e di Gustavo Zagrebelsky.

Il più interessante, nel gran circo di Montecitorio, è Danilo Toninelli dei 5 Stelle, unico rimasto in aula, tira fuori dagli stenografici della Camera un discorso del 20 ottobre del 2005. “Oggi voi del governo della maggioranza vi state facendo la vostra Costituzione, avete escluso di discutere con l’opposizione, siete andati avanti solo per non far cadere il governo, ma le istituzioni sono di tutti, della maggioranza e dell’opposizione.”

Un’accusa firmata Sergio Mattarella. Dieci anni fa. Contro il governo Berlusconi.

Ma questa legge 2613 A è molto peggio di quella di Calderoli. Nel salone della Regina alla vigilia del voto lo hanno detto e ripetuto costituzionalisti e politici dissidenti. Vannino Chiti definisce il  sistema introdotto dalla legge Boschi come un “premierato assoluto, senza contrappesi”. Dice che la rappresentanza è mortificata e che su questi temi c’è una responsabilità individuale. Nega che si possa scambiare la riforma con ritocchi alla legge elettorale: non c’entra nulla sono piani diversi. L’avvocato Bisostri, quello che fece il ricorso alla Corte e lo vinse, sostiene che si introduce l’elezione diretta del capo del governo e dice: Renzi non riforma ma deforma la Costituzione”. Gaetano Azzariti pensa già a come affrontare il referendum: non sulla difensiva, ma all’attacco, sulla concezione di democrazia e sui diritti dei cittadini. Raniero La Valle , storico ispiratore dei comitati Dossetti, afferma che “questa è la Costituzione più brutta del mondo”.

Ma eravamo nella Sala della Regina, tra gufi e professoroni. E la casta ha fatto in aula il suo dovere di obbedienza al potere occulto: quello a cui non andavano bene le Costituzioni nate dopo il fascismo e ha chiesto ai capi di Stato di cambiar verso. Questa era davvero la volta buona.

Non poteva che finire così questo primo tempo. Dopo si vedrà.

Presidente di Libertà e Giustizia

23 commenti

  • E’ una preoccupante deriva … una vergogna senza fine.
    Hanno perso quel poco di dignità che si pensava avessero ancora quelli come Bersani. Si devono solo vergognare, hanno stracciato la Costituzione più bella del mondo per trasformarla nella più brutta. Sono peggio di Berlusconi. Sono divenuti la peggiore destra …

  • Una brutta giornata davvero , ma la nostra battaglia deve ancora iniziare ,Gaetano Azzariti ha il giusto atteggiamento quando pensa a come affrontare il prossimo referendum ,questo tentativo di “deformare ” la costituzione può essere il movente per la nascita di qualcosa di nuovo e importante nel panorama politico italiano .

  • L’unica speranza è per il nostro Presidente della Repubblica, che dovrebbe mandare la legge prima di firmarla alla Corte Costituzionale per farne considerare la legittimità. Cosa che già con molta evidenza non ha. RESPINGERE PERCHE’ NON COSTITUZIONALE.

  • Giuseppe Civati ha così commentato il voto a favore dei cosiddetti “oppositori” interni del PD : la loro battaglia è SEMPRE LA PROSSIMA.

    QUANDO SARANNO ELIMINATI UNO DOPO L’ALTRO TUTTI GLI SPAZI DEMOCRATICI,QUESTI POLITICI MIOPI,CHE OGGI BARATTANO LA COSTITUZIONE PER UNA PRESUNTA STABILITA’ DEL GOVERNO,A CHI ADDOSSERANNO LA RESPONSABILITA’ DEL NUOVO “REGIME” SE NON A SE STESSI???

  • Rimane il Referendum. E le armi che ci concede lo Stato di Diritto. Sono d’accordo con la Bonsanti: e’ uno stravolgimento in senso autoritario della Costituzione nata dalla lotta contro i regimi autoritari. E’ solo il primo round. Loro non molleranno mai. Noi nemmeno.

  • Cara Sandra,
    parla per te e per la tua ‘tribù’.
    E’ un osceno vizio quello di sparare zero su tutto ciò che non somiglia alla propria inconsistente visione delle cose.
    Per caso, sotto sotto, la minoranza ‘simil-giacobina’ vuole ‘imporre’ alla maggioranza ‘sensata e realistica’ il proprio catechismo? E’ quello che si vocifera in certi annoiati salotti…

  • Considerando che non avremo piú politici che rappresentano, ma politici che comandano e fanno affari, considerando che la BCE é una banca in mano ad azionisti privatiche lucrano praticamente su tutto ció che é veicolato da denaro, il potere sará sempre piú dei detentori di capitali, in barba alla qualitá di vita e al benessere comune e diffuso. Che tristezza.

  • mi chiedo come ha fatto renzi ad arrivare al potere così velocemente senza essere in nessun modo vagliato in più chiedo come fanno a venire in televisione i responsabili della passata direzione non si vergognano di aver dato in mano a un democristiano l eredità del pci

  • Quando si leggono mail come quella del sig.Ferretti, viene da chiedersi, intanto, se è vera. Meraviglia, infatti, che un signore che si dichiara più che soddisfatto dell’ operato del governo sia poi così avvelenato da non poter trattenere una serie di gratuiti insulti. Può un membro della ‘ tribù ‘ chiederle, sig. Ferretti, perché consuma il suo tempo prezioso sul sito di un’ associazione di giacobini salottieri anziché dedicarsi, per esempio, a reperire in qualche documento di quella maggioranza ‘ sensata e realistica ‘ uno straccio di programma che parli di queste ‘ riforme ‘ e che sia stato sottoposto al giudizio dei cittadini elettori ? Perché se c’è una cosa che disturba noi della tribù del…catechismo costituzionale è sentire, ad ogni piè sospinto, che questo governo , espressione di una maggioranza non scelta dagli elettori all’ interno di un Parlamento politicamente delegittimato da una sentenza della Corte Costituzionale, sta attuando le riforme che gli italiani volevano da almeno due decenni.
    E’ terribile, sig. Ferretti. Ci sono ancora in giro tribù di persone serie che credono nella buona politica e nella democrazia costituzionale. E addirittura la praticano. Dove andremo a finire?
    Giovanni De Stefanis, LeG Napoli
    Giovanni De S

  • Giorni fa, commentando su Facebook l’intervista di Micromega a Stefano Rodotà, ho scritto: L’intervista a Stefano Rodotà non fa che confermare il pensiero da me espresso il giorno dell’elezione di Mattarella: questa riforma costituzionale – che ricalca pedissequamente quella di Berlusconi, clamorosamente bocciata dal referendum popolare – non è stata studiata per ammodernare la macchina dello Stato al fine di adeguarla alle esigenze di una società in movimento, ma è uno stravolgimento dei solenni principi della nostra Costituzione, che ne uscirà con le ossa rotte se non reagiamo tutti come allora. Non vogliamo un referendum come quello che vorrebbe propinarci Renzi, vogliamo un referendum per bocciare clamorosamente questo secondo tentativo di instaurare un regime autoritario con la scusa di accelerare i meccanismi di approvazione delle leggi!

  • Tutto questo ci obbliga a ripensare il nostro ruolo: farci portatori e riferimento per i cittadini che non hanno riferimento per la libertà e la giustizia, con ciò che di concreto significa tutto questo.

  • Siamo umiliati da questa accozzaglia bulli e farabutti. Ma non dobbiamo piegarci. Resistere ! Questa deve essere la rinnovata parola d’ordine

  • Al sig. Pacetti e a tutti coloro che si chiedono : ‘ che fare ? “, mi permetto di ricordare che si è costituito, ormai da qualche mese, un Coordinamento per la democrazia costituzionale cui hanno aderito numerose realtà associative del Paese impegnate, da sempre, sul fronte della difesa e dell’ attuazione della nostra Costituzione ( tra queste : l’ ANPI, Libertà e Giustizia, Libera, Comitati Dossetti, Fiom, Articolo 21, Giuristi democratici, Associazione per il rinnovamento della sinistra, ecc. ). La riflessione della Bonsanti nasce, appunto, a margine dell’ assemblea nazionale di questo Coordinamento che si è tenuta a Roma lunedì scorso, 9 marzo. Per non annoiarvi con troppe informazioni, invito tutti a visitare il sito del Coordinamento dove troverete – grazie a Radio Radicale – la registrazione di tutti gli interventi e il testo dell’ appello finale in cui viene proposta una settimana di mobilitazione, in coincidenza con la celebrazione del 25 Aprile e la costituzione – in ogni regione, città e quartiere – di ‘ comitati unitari di cittadini attivi che organizzino attività di informazione e di divulgazione per rendere consapevole l’ opinione pubblica della gravità dei processi in corso e promuovere una partecipazione popolare ‘. In questo contesto si inserisce l’ iniziativa che il circolo napoletano di LeG, assieme all’ANPI, all’ Associazione per il rinnovamento della sinistra, alla Fiom, a Libera ed altre associazioni, organizza per lunedì 23 marzo presso l’ aula magna del Liceo Genovesi, in Piazza del Gesù, sullo spinosissimo tema della nuova Legge elettorale. Nei prossimi giorni comunicheremo ulteriori dettagli per chi – residente a Napoli o disposto a raggiungere la nostra città – fosse interessato a partecipare all’ incontro/dibattito.

    Giovanni De Stefanis, LeG Napoli

  • Scusate se intervengo ancora per segnalare – nel quadro, sempre, delle possibili risposte al ‘ che fare ‘ – l’ iniziativa ‘ Per la coalizione sociale ‘ che si terrà a Firenze il 23 marzo e alla quale parteciperà la Presidente di Libertà e Giustizia, il segretario nazionale della Fiom, esponenti dell’ Anpi, dell’ Arci e di altre realtà associative. Si è citato in questi ultimi commenti Stefano Rodotà che questa ‘ coalizione sociale ‘ sta teorizzando da tempo proprio per superare l’ attuale afonìa della politica. Anche questa, insomma, è una strada nella quale i cittadini ‘ resistenti ‘ potranno impegnarsi nei difficili tempi che ci aspettano.
    Giovanni De Stefanis, LeG Napoli

  • GLI ITALIANI NON CHIEDONO LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE MA LA SPENDING REVIEW OVVERO LA RIDUZIONE DELLE SPESE DELLA POLITICA , L’ELIMINAZIONE DEI VITALIZI DEGLI ONOREVOLI E CONSIGLIERI REGIONALI, ECC.-DELLE AUTO BLU, LA RIDUZIONE DEL NUMERO DI PARLAMENTARI IN CORRISPONDENZA DEI COLLEGI UNINOMINALI!!!!

  • Condivido in pieno. Oggi chi ci governa disprezza la rappresentanza politica e predilige l’investitura diretta (primarie, referendum). Per trovare qualcosa di analogo bisogna andare indietro di 80 anni.

  • Frattanto gli studenti scendono in piazza gridando il loro bisogno di legalità
    e l’attuazione dell’art-33 della Costituzione in atto.
    Come i loro padri !.

  • Sì, la machiavellica ragione s’è fermata a BOBOLI!? Quando “IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI si fa presto ad inaugurare la nuova democrazia dell’AUDIENCE! Quando servirebbero soluzioni più affinate! Giacché in Gran Bretagna è già iniziata la campagna per le elezioni politiche di maggio e, nonostante si trovino con un’economia che tira, si stanno preoccupando per l’ulteriore incertezza politica governativa che potrebbe derivare dal loro Westminster -meccanismo elettorale- Maggioritario all’uninominale considerato il più significativo dei sistemi politici ma, che sin dalle ultime elezioni sta dimostrando d’imballarsi in conseguenza d’aver esaurita quella sua spinta propulsiva centripeta ovvero, quella che lo faceva muovere perpetuamente indicizzato contendersi perennemente l’elettorato di centro in una società che sta diventando sostanzialmente sempre più disomogenea. Pertanto, presuntuoso diventa voler incasellare in quelli stessi rigidi collegi all’uninominale quanto quel Westminster Maggioritario, un sempre più poliedrico e smaliziato elettorato da una siffatta accelerata e cangiante realtà impressa dalla globalizzazione oltretutto, quando questo stesso elettorato si ritrova sparso su un territorio con ben specifiche distinte proprie caratteristiche! Pertanto, con una siffatta premessa, temerario sarebbe poter ottenere al voto di maggio, un governo stabile e duraturo quando, quel rigido Westminster meccanismo la sua prima sbandata l’ha già anticipata nel aver riprodotto alle ultime elezioni l’attuale governo Cameron che è frutto di una coalizione di Tory di Cameron e Liberal-Democratici di Glegg! Quindi, prossimamente per l’appunto, l’esito elettorale dei Britannici potrebbe ulteriormente complicarsi giacché in un siffatto ingarbugliamento, nemmeno i bookmaker si cimentano a scommetterci tanto che agli scommettitori stanno proponendo un esito elettorale a ben 9 diverse opzioni! Pertanto il rischio d’inoltrarsi verso un irreversibile “impaludamento” potrebbe avverarsi anche a quelle latitudini se non provvederanno a radicalmente correggere quel loro Maggioritario col Proporzionale come già taluni esperti suggeriscono!
    Situazione d’incertezza nella quale anche noi purtroppo, non possiamo tanto rallegrarci per mal comune mezzo gaudio! Giacché, da decenni continuiamo ad innaspare e a dibatterci ricercando soluzioni, opposte rispetto ai Britannici! Ovvero, noi, siamo partiti da un Proporzionale (della Prima Repubblica e dopo averla affossata con tangentopoli & affini) l’abbiamo abbandonato per poi, “da decenni”, tentar di avvicinarci sempre più ad un Italicum Maggioritario con Premio per ritrovarci comunque, nelle medesime peste dalle quale gli stessi Britannici saranno costretti di sfuggirvici! E, noi, coerenti e conseguenti all’italiota virtù dello estendere un arabesco roccocò per collegare due punti…, abbiamo intrapreso da più d’un ventennio un’Odissea… anziché stenderci una risolutiva semplice risposta quanto lo sarebbe col sistema elettorale SEMIALTERNO! che si va proponendo! Essendo la dinamica già insita nella storia, sin da quell’ateniese intuizione “start up” che latente è presente nella stessa cronistoria! Giacché il sistema SEMIALTERNO è un dispositivo elettorale che basandosi su mandate (elettiva) al proporzionale (senza soglia) verrebbero sostituito da una mandata (elettiva) al maggioritario (con premio di maggioranza) in caso di fine anticipata della legislatura, ma in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate (elettive) a base proporzionale. Quale modalità per riprodurre quella osmotica fisiologica tensione propulsiva dell’ingenerare un autentico contendibile meritocratico BIPOLARISMO APERTO all’accountability!
    Noi, invece appunto, dopo aver abbandonato il Proporzionale affondato con la Prima Repubblica, abbiamo intrapreso un’assurda impaludante Odissea che ci ha visto, doppiare il Mattarellum, riaffondare nuovamente la Seconda Repubblica, per poi, ritrovarci sempre più arresi ed inermi rispetto alle assurde azioni che si stanno perorando e perpetrando con un siffatto incostituzionale “iperattivo” Porcellum. Dove, nonostante si siano succeduti ben tre diversi governi senza passare attraverso alcuna consultazione elettorale, ci ritroviamo con tutti gli indicatori negativi! Restiamo rimessi all’unico speranzoso “esogeno” soccorso del Q. Easing di Draghi e dall’attuale favorevole congiuntura economica data dal ribasso del petrolio e cambio favorevole per le esportazioni in “$”!? Una contingente occasione da non lasciarci sfuggire ma da dover profittevolmente sfruttare per coraggiosamente abbassare il costo della politica sfrondandola congruamente l’obesità pluto-burocratica alla Cottarelli per abbassare le tasse per iniziare ad ingenerare quella dialettica virtuosa indispensabile a rendersi strutturalmente competitivi! La politica deve quindi cambiare radicalmente passo e verso per non rischiare di ripercorrere la STORIA A RITROSO e, prossimamente, addirittura finire dalla padella nelle brace, prigionieri di quell’Italicum altrettanto limitato e limitante! Giacché l’Italicum ovvero il Porcellum 2.0- oltre che inserirsi sull’impianto istituzionale reso “squilibrato”, prevede concedere un antitetico Premio di maggioranza alla sola lista, soluzione comunque squilibrata ed eccessiva quanto anacronistica, quando negli stessi Stati Europei si governa prevalentemente in coalizione e, perfino in Gran Bretagna!? Inoltre, premiare un solo partito anziché la coalizione riduce strutturalmente la competitività e l’espressività! Oltretutto l’Italicum abbisogna di altri correttivi in quanto prevede eleggere un 60% di “nominati”- Parlamentari da un manipolo di segretari di partito e, con capilista bloccati in collegi plurimi! E, si noti bene, tutto questo ambaradan, viene perorato per sempre più approssimarci ad un Italicum Maggioritario con Premio, con la supposizione di poter risolvere quando nel breve termine, andremmo a sbattere per ritrovarci impegolati nelle medesime peste dalle quali i Britannici dovranno uscirci abbracciando soluzioni in senso proporzionale!? Oltretutto le riforme istituzionali in corso stanno sbilanciando ulteriormente i rapporti d’equilibrio istituzionale democratico in quanto anziché provvedere con coraggio ad abolire completamente il Senato lo si mantiene trasformandolo completamente in nominati che s’assommeranno agli altri della Camera grazie ad un siffatto anacronistico Italicum (quale Porcellum 2.0) altrettanto nominati dagli stessi appartati partitocratici dei partiti per ulteriormente rinforzare quelle stesse oligarchie di casta per continuare quello stesso perverso processo autocratico che già si era iniziato con l’incostituzionale Porcellum. Tutto questo a dimostrazione che con le riforme non si cambia per niente verso, bensì si sta rinforzando del tutto l’autoreferenzialità della salita Casta a totale scapito del cittadino che ne rimarrà totalmente deluso da un siffatto perverso procedere, quando viviamo un momento favorevole a far accrescere il potere dei cittadini quale esigenza che si respira ormai a livello globale data la persistente effervescenza di movimenti giovanili tesi a reclamare soluzioni di maggiore d’inclusività attraverso modalità a democrazia diretta. Evoluzioni che paradossalmente sembrano volersi fermare a Boboli per intraprendere le solite scorciatoie che ogni fine giustifica i mezzi!
    Quando grazie anche alle nuove tecnologie ed a quanto suddetto, soluzioni concretamente alternative più equilibrate e più democratiche sono di facile portata senza ipocrite congetture adottando il SEMIALTERNO come sistema elettorale ed introducendo nuovi strumenti dal recall-revoca del mandato, al write in, al top two, ecc. quanto l’acquisizione di modalità a democrazia diretta introducendo i referendum propositivo di iniziativa popolare ed il quorum zero per tutte le tipologie dei referendum. Oltretutto il SEMIALTERNO è per compiutezza un sistema elettorale, palesemente conseguente a quando già per scambio compensativo, sia pur figurativamente, stia già avvenendo addirittura fra una democrazia ottriata la Westminster con una rivoluzionaria l’italica nostrana! Giacché è anche da quanto sta realmente avvenendo che sarebbe opportuno apprendere quanto determinante importanza abbiano i meccanismi elettorali nel rendere efficienza ed efficacia alle performance governative alla stessa democrazia! Giacché l’esigenza di procedere ad una siffatta correzione avviene “transnazionali” oltretutto fra Democrazie Parlamentari come detto, a radicale diversa ovvero: quella ottriata-monarchia e l’altra rivoluzionaria-repubblicana. Appunto, la correzione sembra avvenire per “mainstream” convergenza impressa dalla globalizzazione quella che dovrebbe sempre più pervadere ormai anche la POLIS dopo aver inondato per mainstream convergenza ogni media, la finanza, il banking e quant’altro!? Il processo sembra diventare ormai irrefrenabile per cui anche la POLIS non può esimersi dal doversi aggiornare e conseguentemente adeguarsi ristrutturandosi in modo più equilibrato a check & balance criterio!? E, non lasciarsi contaminare dal solito opportunista di turno equilibrista del tokenismo a regime! Essendo le democrazie rappresentative contemporanee l’esito e l’espressione permanente di una lunga serie di lotte cicliche alterne volte a contenere poteri gerarchici. Un processo storico di sviluppo della democrazia che è stata una sintesi composita osmotica di principi ed esperienze che si sono consolidati nel corso di secoli. Cominciato da quello “star up” nell’antica Grecia, la democrazie è arriva fino a noi, alle nostre democrazie rappresentative frutto di alterni scanditi, eventi che hanno innescato più o meno cruente pulsioni e contrasti fra potenza e potere tracciando più o meno lunghe estensive o restrittive fluttuazioni! Dove, in sintesi, particolarmente sulla scorta degli ultimi eventi, si dovrebbe evincere che, la implicita risposta più coerente per i meccanismi elettorali non può che sintetizzarsi dentro quanto col sistema elettorale SEMIALTERNO già si propugna! Quale sistema indispensabile per riprodurre chiarezza e trasparenza e per riscontrare in modo permanente le responsabilità quanto per innescare quella necessaria prepensione propedeutica a massimizzare governabilità coniugata alla rappresentatività per far sì che chi governa governi! E, chi fa l’opposizione puntualmente controlli! Per poi, non ritrovarci ogniqualvolta, dover chiamare in “supplenza” la magistratura in tutti i Cantoni d’Italia! Giacché serve a stroncare quei subdoli rapporti come afferma il Presidente della Corte dei Conti nella sua relazione che la: “Crisi economica e corruzione procedono di pari passo, in un circolo vizioso, nel quale l’una è causa ed effetto dell’altra” che urge drasticamente troncare! Quindi, urge aggiornarci adeguandoci ai tempi giacché, alcun sistema mai potrebbe “reggersi” restando in equilibrio trovandosi obbligato a muoversi nello spazio tempo su una sola direttrice (induzione) centrifuga tipica dei Proporzionali, che imperniandosi sulla RAPPRESENTATIVITA’, spinge verso la moltiplicazione opzionale partitica tipica della nostra Prima Repubblica. Oppure, farla muovere sull’altra direttrice centripeta tipica dei Maggioritari – Westminster incardinata sulla governabilità a scapito della rappresentatività: questione che in gran Bretagna sta sempre più esplodendo! Quando per reciproca complementarietà compensativa devono entrambe la Proporzionale e la Maggioritaria, in ultima analisi in siffatto detto alterno implicito evolvente modo vicendevolmente richiamarsi per coniugarsi e per compiutezza equilibrarsi “autocorreggendosi”! Questo è quanto già sia possibile dalla storia attingere così altrettanto da quanto praticamente sta accadendo nel mondo reale, essendo in perenne dinamico esercizio sia pur in modo latente in evoluzione e, che or ora, ce lo sta sviscerando sempre più palesemente la cronaca! Questa reciproca esigenza auto-equilibratrice autorigenerante che il SEMIALTERNO esprime, la si evince oggigiorno, osservando anche lo sferzo d’una siffatta sempre più iperbolicamente accelerazione (Moore’s law) la cui intensificazione sta sempre più affastellando queste fluttuazioni “estensive e contrattive” sulle front line, rispetto a quanto succedeva nel trascorso ormai irrepetibile tempo, a tal punto, da permetterci d’acquisire quanta complementarietà d’interazione centripetocentrifuga vi sussista… tale da addivenire conseguentemente a quanto già col SEMIALTERNO si esprime nella sua dinamica evolvente articolazione d’acquisire per non continuare a soccombere!
    E’ pertanto, che bisogna muoverci ed attrezzarci correttamente per incarreggiare al meglio il nostro Bel Paese! Essendo oggigiorno ormai, la ricerca d’architetture elettoral-istituzionale più equilibrate e complete un imprescindibile MUST e, dato che molti si sono spesi iniziando da A. Ljphart a G. Sartori e tanti altri ancora, vi si aggiungeranno, per continuare in modo sia pur asintoto ad indagarne di più nuove e pertinenti forme… ed essendovene già molte e diverse le modalità dei meccanismi elettorali presenti nella compagine mondiale, implicita non può che esserne la loro perfettibilità! Da cui è sgorga la ricerca di migliori soluzioni rispetto al contingente e non rischiare di arrenarsi gingillandosi sull’oblio o per scarsa, distorta o distolta quanto disinvolta memoria storica per di soppiatto lasciarci giocare con un ITALICUM opportunistico gesto! Quale mossa volta a rinforzare una siffatta anacronistica autoritaria autoreferenzialità!
    Una modalità che tenderebbe rinchiuderci dentro un BIPARTITISMO blindato di quei nominati che già ne rappresentano una sinistra premessa. Giacché, solo 2 partiti tenderebbero diventare i soli assoluti deterrenti del campo, impedendo più fisiologiche alternative e ricambi, in quanto vi resterebbero in campo 2 unici detentori che come selezionatori di nominati sarebbero pronti e proni a radere sin sul nascere qualsivoglia concorrenziale alternativa! Situazione che li troverebbe inclini a sempre più istituzionalizzarsi in un unico partito (inciucio), per così ancor più rinfiorarsi come un’autoreferenziale irremovibile CASTA che, invece si dovrebbe contrastare ingenerando effettiva contendibilità quanto col SEMIALTERNO si propugna. Pertanto, anche la categoria dei meccanismi elettorali quanto il nostro impianto Istituzionale non possono esimersi dall’essere sottoposti ad una più pertinente rigenerante riformulazione per adeguarsi ad una siffatta sempre più accelerata e cangiante realtà liquida (Bauman). Una realtà che impone sostanziosi radicali aggiornamenti come quanto il mondo reale già da tempo è riuscito a ridurre i propri costi accorciando sempre più le filiere d’intermediazione. Questo grazie ai sempre pervasivi nuove e straordinarie strumentazioni frutto dell’aver saputo incurvare per “mainstream” convergenza i propri know how” concentrandoli in risorse (asset) e trasformali in sempre più potenti dispositivi; dagli i-Phone agli i-Pad e quant’altro. Questo è stato fatto per esternalizzare sempre maggiori potenzialità multifunzionali facilitandone ancora più l’intuitività all’utente nel loro utilizzo, raddoppiando il loro potenziale per simmetricamente abbassarne in continuazione la soglia in difficoltà d’utilizzo! Giacché al solo click d’un tocco per un PING l’interazione è attivata al tempo del “tweet”, del “WhatsApp” e del “just in time! Strumenti che stanno invadendo e pervadendo ormai ogni ambito e livello! E’ per l’appunto che anche la POLIS deve muoversi al fine di poter ridurre sempre più quel gap, quello spread che separa e distanzia il cittadino dall’istituzione e viceversa. Serve aggiornare le modalità delle prassi e delle procedure per ridurre sempre più detta discrepanze, discrasie e così abbassare anche le tasse! (Cottarelli) Giacché solo così ci si potrà meglio sintonizzare ad un siffatto accelerato procedere per non ritrovarci complessivamente auto esodati dalla stessa democrazia quali nuovi multipli “Pu Yi”!? E’ pertanto che si rende inderogabile riformulare, aggiornare, rigenerare l’impianto elettoral-istituzionale, sotto questa nuova luce, per cambiar passo! Questa è il balzo di qualità che con coraggio bisogna affrontare per sintonizzarsi ad una siffatta realtà vivendo questo irrepetibile momento epocale di cambiamento antropologico, economico, sociale, culturale, ecc. senza paragoni! Momento che impone la necessità di darci una mossa per effettivamente cambiare verso e rendere al voto quel effettivo dignitoso valore che gli appartiene. Viste le potenzialità ed opportunità che come detto, le nuove tecnologie permettono di aprirsi a modalità a democrazia diretta sempre più partecipativa… pertanto, sarebbe opportuno cambiare verso e cambiando gioco, per non continuare ad essere giocati annaspando ed affogando nel solito impaludamento!
    Da cui l’esigenza di procedere ad introdurre adeguamenti anche sul fronte della POLIS giacché non possiamo continuare a gingillarci mordendo sempre le stesse ossa! Ormai, ad ogni latitudine come suddetto, ve ne riecheggiano le medesime “propulsive” esigenze! Quindi, impensabile sarà supporre di poter risolvere rinchiudendoci o blindandoci dentro quei soliti rigidi obsoleti schematismi di detti modelli elettorali dal Proporzionale al Maggioritario ai suoi derivati ibridi misti dal Mattarellum al Porcellum (incostituzionale) al prossimo Italicum quando tutti questi si sono dimostrati fallaci! Questo ce lo stanno tutt’ora a dimostrare i loro rigidi meccanismi che strutturalmente rimangono limitati e limitanti; specialmente quando questi stessi vengono riprodotti perpetuamente per lo stesso medesimo solito verso dove, questo oltretutto, serve a rendere i partiti politici istituzioni monolitiche ulteriormente autoreferenziali! Essendo tutti questi modelli concepiti secondo compassati schemi frutto di statuizioni formalmente corrette (M. Weber), rispetto ad una siffatta sempre più dinamica evolvente complessa, cangiante ed accelerata realtà che reclama altrettante dinamiche soluzioni strutturate ed articolate in modo più equilibrato e completo quanto col SEMIALTERNO si propugna! Pertanto, per evolvere non possiamo, alla Fukuyama, decretare la fine della storia ed accontentarci di semplicemente scambiarci di tanto in tanto siffatti malamente assemblati meccanismi elettorali senza mai “completarli” ma, per così mantenerli gattopardescamente TRANSITIVI e rendere così sempre più INTRANSITIVA la casta! Quando urgerebbe renderli strutturalmente equilibrati e completi come quanto col SEMIALTERNO s’intende come rispsota insita nelle realtà delle cose, perfino nella cronaca! Famigerato non potrebbe che risultare l’insistere nel voler continuare a sbagliare lasciandoci sfuggire l’opportunità di meglio incarreggiare il nostro BelPaese col SEMIALTERNO!
    Dal quale si evince l’ineluttabile complementare coniugazione delle spinte induttive centrifughe con quelle centripete e viceversa per riprodurre un sistema più equilibrato e completo quanto il SEMIALTERNO propugna! Essendo la ricerca di un adeguato meccanismo elettorale diventato un MUST- giacché la democrazia è diventata ormai uno standard globale nonostante l’insoddisfazione per la stessa sia insita nella storia, pur non riuscendone tuttora, a riconoscerne diversi legittimi concorrenti, questa sua “solitudine planetaria” però, non la potrà mai rendere invulnerabile… da cui si evince la necessità di effettivamente sistematizzarla ed articolarla, sin dai suoi meccanismi elettorali ,in modo da renderla intrinsecamente strutturata a continuativo implementabile tasso di contendibilità per complementarmente attivare accountability autotutelante! Questo fa sgorgare conseguentemente l’indispensabile esigenza di doversi dotare d’un più adeguato equilibrato carburatore – propulsore quanto il SEMIALTERNO propugna per renderne costante il processo di miglioramento e, questo in modo più inclusivo verso quel futuro che appartiene ai nostri figli! La necessità di rendere il suo meccanismo elettorale più dinamico risulta dallo stesso nostro trascorso. Giacché come esposto, anche la nostra Prima Repubblica per effetto del ritrovarsi indirizzata sulla sola induzione prevalente centrifuga: esercitata dal Proporzionale che abbiamo abbandonato, ha praticamente continuato a far riprodurre sempre nuovi partitini. Partitni ago della bilancia (considerati nanetti da Sartori), che rendevano sempre più difficile il costituirsi di governi stabili e coesi quanto duraturi. Questione che ha contribuito a far collassare la nostra Prima Repubblica caduta anche per Tangentopoli ed altre concause tipo l’estinzione dei finanziamenti esterni ai partiti, ecc. senza le quali l’avrebbero fatta collassare molto prima. Giacché preponderante è stato il suo fattore strutturale endogeno rappresentato dall’aver portato all’esaurimento quella spinta prevalente propulsiva che la indirizzava sull’induzione centrifuga del Proporzionale che l’ha condotta a quella detta proliferazione continuativa di partitini ago della bilancia! Pertanto, per detto perpetuato indirizzo centrifugo che apriva alla proliferazione di sempre nuove opzioni partitiche tipiche del proporzionale è collassata. Giacché questo rimetteva ai partitini un abnorme potere contrattuale iperbolicamente superiore alle loro effettive dimensioni talora minime espressioni elettorali. Un potere che usavano come ricatto per entrare in coalizione con un’inamovibile Balena Bianca altrettanto fatta ancorare lì, al centro, questo anche grazie a quello stesso meccanismo proporzionale centrifugo che le permetteva proprio lì, di comodamente sguazzarvici. Appunto, sono i modelli proporzionalisti che permettendo la proliferazione partitica e, per contro, concedono e riproducono governi prevalentemente centristi. Appunto, era questo stesso meccanismo proporzionale che dava a tutti quei nanetti un siffatto perpetuo potere condizionatore quando, invece se fossimo stati in un contesto a sistema elettorale SEMIALTERNO sarebbe stato precluso ogni ricatto a quei nanetti o, per lo meno non in quei termini! Giacché il SEMIALTERNO grazie al suo meccanismo del poter ingenerare effettiva contendibilità a tutto tondo ed a tutto campo, li avrebbe fatti sloggiare tutti: sia la balena di starsene sempre al centro, quanto avrebbe negato a quei partitini l’assurdità di poter giocare costantemente da ago della bilancia, in quegli speculativi opportunistici termini e modi. In quanto per detta contendibilità che il sistema SEMIALTERNO ingenera ed imprime, li avrebbe tutti ridimensionati relegandoli alle loro effettive consistenze elettorale numeriche! Giacché col SEMIALTERNO ogni nanetto-partitino si sarebbe trovato impossibilitato a poter ricattare gli altri potenziali suoi partner partiti di governo già allo stadio costitutivo della coalizione quanto poi, nello stesso governare in coalizione giacché se tale ricatto fosse stato intimato e/o intentato di volerlo esercitare, questo avrebbe creato le condizione per chiudere anticipatamente la legislatura e tutti i partiti si sarebbero ritrovati a dover affrontare un’elezione con Premio al Maggioritario. Questo passaggio al Maggioritario con premio determinando la chiusura anticipata della legislatura avrebbe anche messo in discussione ed a rischio la stessa possibile successiva presenza degli stessi partitini in Parlamento alle successive elezioni! Quindi, al rischio di non ritrovarsi nuovamente in Parlamento questi partitini si sarebbero effettivamente ridimensionati giacché è il SEMIALTERNO che agirebbe comunque come spada di Damocle ridimensionartici! Questo è quanto il SEMIALTERNO riprodurrebbe quella necessaria contendibilità al fine di agevolare e massimizzare governabilità coniugata con la rappresentatività indispensabile ad ingenerare accountability: il quanto d’ideale ci si dovrebbe aspettare da un sistema elettorale equilibrato e completo! E, non certamente dando un premio di maggioranza perpetuamente o comunque, come lo si farebbe con l’Italicum incurvato sull’autoreferenzialità! Questione che in presenza d’un tasso d’astensione che ha raggiunto ormai il 73% che risulterebbe un azzardo, quanto una potenziale montante carica esplosiva, che potrebbe ancor più trascinare la nostra democrazia verso un’autentica AUTOCRAZIA d’una sola parte della società sull’altra! E’ per l’appunto che diversamente invece col SEMIALTERNO su ogni legislatura a base Proporzionale vigerebbe quella vincolante Maggioritaria con Premio che come una spada di Damocle agirebbe da condizionatore indispensabile al rendere equilibrato e completo ogni sistema. Dopo la quale modalità si ritornerebbe al Proporzionale. Per cui l’eventuale meglio corretto Italicum apportandovici quei 4-5 emendamenti che si rendono indispensabili apporvici per renderlo democraticamente più potabile potrebbe poi, rappresentare solo un corno di quel meglio articolato sistema che il SEMIALTERNO rappresenta!
    Pertanto è la dinamicità evolvente centripetocentrifuga che rende il SEMIALTERNO più completo ed equilibrato quale articolazione indispensabile da dover enucleare per infondere contendibilità e per conseguentemente riprodurre accountability! Queste sono le prerogative che il sistema SEMIALTERNO ingenera per dare maggiori rassicurazioni di governabilità coniugata con la rappresentatività articolate in dinamica reciproca concorrenza nella stessa sua insita strutturale articolazione: centrifugocentripeta quella indispensabile per ingenerare e riprodurre contendibilità a tutto tondo ed a tutto campo! In quanto uno dei fattori che influenzano l’astensionismo è conseguente alla scarsa concorrenza indotta dai tradizionali rigidi modelli elettorali che drenano empatia facendone aumentare il disimpegno quanto accrescere la percezione sempre più diffusa da parte dei cittadini giacché le loro opinioni e i loro interessi non vengano presi sufficientemente in considerazione nel processo decisionale politico. Pertanto servono articolazioni elettoral-istituzionali più aggiornati integrati a democrazia diretta che consentano ai cittadini di avere un impatto duraturo sul processo decisionale che non vengono negati o, nel migliore dei casi, portati al fallimento nel prendere decisioni. Cosicché i cittadini o gli elettori rischiano di diventare attori deboli “comparse” in tutta la complessa e densa rete sociale di decisioni politiche questo dimostra che sostanzialmente mancano più appropriati strumenti decisivi di accesso ai livelli più alti della gerarchia di potere e del processo decisionale. Giacché nel tradizionale modo tutto viene deciso autoreferenzialmente per conto degli apparati partitocratici in un modo estremamente arrogante ed élitario (tanto da bypassare perfino il Parlamento Job Act a quant’altro) Dove i partiti politici non sono altro che reti di persone che vicendevolmente si conoscono ed avidamente si sostengono reciprocamente: il governo d’un italicum PORCELLUM ad assetto variabile ne è la più che palese riprova d’una costante degenerazione in atto che con l’Italicum avrà maggior agio autoreferenziale. Giacché si sono susseguiti ben tre diversi governi ad orientamento politico variabile e, senza alcuna legittimazione consultiva elettorale che stanno sempre più incurvando a proprio pro l’istituzionale tempestandoci d’inaudite tassazioni senza mai farli demordere dai lori privilegi e vitalizi il tutto condito da una debordante corruttela! Da cui se ne deduce quanto necessità sussista di dover acquisire un impianto elettoral-istituzionale più equilibrato “cittadino centrico” quanto col SEMIALTERNO si propugna integrato con modalità a democrazia diretta affinché la nostra democrazia non rischi di trasformarsi sempre più in democrazia dell’AUDIENCE! Quando l’identificazione politica e la soddisfazione dei bisogni, che in una democrazia dovrebbe procedere dal basso verso l’alto – dal popolo al parlamento e non dover restare invece completamente nelle mani del leader dei partiti che fa il bello ed il cattivo tempo quanto col ITALICUM meglio gli rischierebbe! Quindi non possiamo lasciarci prigionare dalla solita inadeguatezza sorprendendoci che i politici continuino ad incurvare a proprio piacimento la rivendicazione per la riforma ITALICUM del sistema elettorale, perché altrimenti col SEMIALTERNO, verrebbe messa in discussione la loro comoda posizione di potere! Quando è un tale procedere un siffatto processo degenerativo che causa l’attuale sempre più totalizzante malessere della nostra società dove per sopperirvi bisogna addivenire a forme democratiche più appropriate al nostro tempo e contesto che reclama sistemi elettorali innovativi integrati con modalità a democrazia diretta giacché quel dado è già stato irreversibilmente tratto avendo segnato d’aver ormai oltrepassato quel periodo paternalistico discente crollato perfino con quello stesso muro dell’89 Pertanto, anche la POLIS se ne deve render conto che sarà sempre più difficile poterlo ri-procrastinare giocandoci gattopardescamente in quanto i tempi oggigiorno sono di tutt’altra fatta. La maggioranza dei cittadini vuole i referendum, giacché la maggiore parte delle persone ormai, non si identifica più espressamente con un partito politico o l’altro questo è dimostrato ed avvalorato dalla volatilità dell’elettorato quanto dalla sempre più crescente astensione che esprime picchi a ben 73% quali, indelebili segni, che i tempi, reclamano nuove inedite declinazioni. Pertanto, paradossale risulterà se il sistema del processo decisionale politico resterà così invariato giacché farà ulteriormente aumentarne il deficit democratico ed erodenderà sempre più la capacità della gente di esprimere le proprie convinzioni sociali, politiche rispetto ad un cambio epocale di paradigma che reclama nuove coniugazioni. Una situazione che può essere risolta solo con l’ausilio di massicce innovative iniezioni di nuovi strumenti: dal recall-revoca del mandato, al write in, al top two, ecc. quanto integrazioni con modalità a democrazia diretta introducendo i referendum propositivo di iniziativa popolare ed il quorum zero per tutte le tipologie dei referendum.
    Poiché solo attraverso tali sistemiche integrazioni si potrà ingenerare maggiore accountability ed estendere un pervasivo senso d’appartenenza! Così da poter avere un collegamento diretto tra i singoli individui e gli organi legislativi ed esecutivi. Giacché quanto maggiore è la propensione dei cittadini verso le opinioni individuali farà aumentare i punti di mobilitazione ideologica, tanto da far elevare la domanda di strumenti decisionali democratico-diretti facendo così decrescere ai partiti politici il loro monopolio autoreferenziale. Ad esempio già gli Svizzeri possono esserci di palese esempio per efficienza grazie alle loro potenzialità del lanciare iniziative legislative – referendarie- popolari a tutti i livelli amministrativi. La democrazia diretta non abbisogna d’essere idealizzata, tuttavia, essa mette a disposizione il meccanismo essenziale per trovare soluzioni vantaggiose, utilizzabili per i problemi d’oggi giorno. Nelle nostre società, che sono sempre più avvelenate dalla reciproca diffidenza, non vi è quasi null’altro da immaginare che possa avere ad effetto tanto salutare. L’impegno per più democrazia diretta è per definizione un impegno per gli altri, per la loro libertà di espressione, per la loro intrinseca dignità. In quanto, i veri democratici sono interessati alle singole opinioni degli altri, perché sanno che le persone hanno bisogno l’uno dell’altro per perfezionare ed affinare le proprie idee e intuizioni, per migliorarle ed elaborarle. Questo processo sociale di formazione e definizione delle opinioni costituisce il vero cuore della vita democratica. Le persone vengono avvicinate in contatto reciproco in una sorta di confluenza e convergenza, in cui possono emergere più facilmente ed efficacemente percezioni condivise grazie all’integrarsi con dette modalità a Democrazia Diretta!
    Giacché la democrazia diretta mette a disposizione meccanismi essenziali per trovare soluzioni vantaggiose, utilizzabili per meglio risolvere i problemi che ci attanagliano quanto tonificarne ed intensificarne virtuosamente i processi della nostra democrazia per meglio incarreggiarla nella filogenesi democratica che le appartiene!
    Quale permanente tensione tesa ad agevolare il coagularsi di governi coesi e più duraturi indipendentemente se ad un solo partito od in coalizione di partiti. In quanto al cittadino poca importa che il governo si costituisca in coalizione di partiti o partito di corrente purché riproduca efficaci ed efficienze performance governative! Cosicché al meglio si tutelerebbe anche la funzione dell’opinione quale elemento essenziale da coniugarsi con la volontà politica questioni imprescindibile per la stessa sopravvivenza della democrazia!
    Inoltre, la stessa necessità di risolvere acquisendo meccanismi elettorali dinamici più pragmatici al SEMIALTERNO si evince da quanto gli stessi Greci Antichi affrontarono dall’aver concepito il “ciclo” quale uovo di Colombo e, l’hanno introdotto come criterio dinamico per praticamente applicarlo nelle prassi dell’esercizio della democrazia! Dove, sistematicamente il ciclo veniva usato per l’assolvimento delle cariche alternandosi nei ruoli e nelle funzioni, tant’è che, i rappresentanti veniva estratti a sorte e duravano con un mandato di due anni questo, era congeniato anche per meglio poter contrastare rischi di cadere nel dispotismo. Così in altrettanto dinamico alterno modo, praticavano la modalità evolvente del ciclo alterno anche gli stessi Romani. Questo era riferito perfino anche al loro impianto istituzionale giacché, quando reputavano la loro Repubblica a rischio, la sospendevano per inserirvi un ciclo (alterno) d’”assoluta” governabilità eleggendo un dictator – dittatore per poi, (dopo sei mesi) ritornare alla Repubblica! Questa era la loro prassi, già “inaugurata” in modo “semi alterna” che li permetteva di concepire in modo elastico flessibile l’istituzione per mantenerla il più possibile integra cercando d’incarreggiarla entro quegli evolventi termini alterni fra “Senato e Governatore“!? E’ da questi aspetti che dovremmo trarre quelli opportuni insegnamenti necessari a permetterci di dover rendere la nostra democrazia un processo ancor più osmotico dinamico sin dai suoi meccanismi elettorali! Questo si rende indispensabile per attrezzarci per rendere meglio e più fisiologica la nostra democrazia per farla “respirare” con entrambi quei due suoi inalienabili democratici polmoni di: “Governabilità e Rappresentatività”! Cercando ovviamente, di farli rendere al massimo delle loro potenziale integrità! Giacché è dal come, dal modo inedito con cui si montano le cose del passato che si riesce a farle meglio funzionare e, a far la differenza, specialmente nei sistemi come già asseriva Monod! Giacché la democrazia è come un processo “biologico osmotico” non può arrestarsi nello sviluppo e nell’approfondimento, proprio come una persona non può smettere di respirare. In quanto qualsivoglia sistema democratico che rimane statico e immutato degenera, finendo col diventare antidemocratico, da cui l’esigenza di renderla strutturalmente dinamica quanto col sistema SEMIALTERNO si propugna.
    Quindi, urge poterci rendere strutturalmente competitivi per poterci ritrovare conseguentemente più strutturalmente competitivi nel compendio mondiale in efficienza ed efficacia; da cui il sistema il SEMIALTERNO che si va proponendo, essendo strutturato a base proporzionale e quindi poterci riscattare dall’essere e dal venir reputati di serie BBB- come affidabilità debitoria!
    E’ pertanto, che urgono innovazioni ed aggiornamenti su molti fronti e livelli per far sì che gli ITALIANI vengano considerati dalla “classe politica” cittadini secondo quei termini ribaditi anche dal nostro Presidente all’atto del suo insediamento: del dover intervenire a rimuovere tutti quegli ostacoli che si frappongono e limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei Cittadini secondo quanto già sancisce al 2°comma dell’art. 3 della nostra Costituzione, per così evitare che le maggiori disuguaglianze sociali si traduca in disparità di potere politico (Keynes T. Piketty e per altro verso Cottarelli)! Inoltre, per estendere il diritto di cittadinanza e di agibilità alla nostra democrazia bisognerebbe integrarla con strumenti a democrazia questione aperta perfino a livello europeo dal Trattato di Lisbona diretta introducendo: istituti il referendum propositivo per controbilanciare quello abrogativo! Giacché alcun equilibrio può reggersi soltanto togliendo bensì anche aggiungendovi!! Elementare! Così come eliminare il Quorum ai referendum per sostanzialmente rafforzarli rendendoli così effettivamente competitivi;
    - il RECALL–revoca del mandato– quale minimale esigenza per equilibrarsi a “quel…senza vincolo di mandato” dell’art. 67 per ovviare a quei furtivi cambi di casacca di quei voltagabbana sempre proni a passare da un partito all’altro, da uno schieramento all’altro, ecc. La revoca è già presente da un secolo in California ma anche in altri 18 Stati dell’Unione quanto in Canada, Giappone, Svizzera ed altri vari paesi latino-americani. – il “Write in” – aggiungere l’istituto del “write in” anche per le primarie ovvero, di poter scrivere direttamente “nella” scheda elettorale nominativi di cittadini anche quando non sono presenti in alcuna predisposta lista; quale modalità per meglio contrastare: cooptazione, lobbismo, nepotismo, clientelismo degli apparati partitocratici e non. Inoltre, per la necessità di tutelare l’indipendenza e il pluralismo del foro pubblico dell’informazione tanto dal potere delle maggioranze politiche quanto da quello dei centri di potere economici. Supposto che venga rafforzato il potere delle specifiche autorità di controllo. Inoltre col -“TOP TWO” poter istituzionalizzare le primarie di collegio ove tutti possano liberalmente concorrevi ma, non mantenere quelle parziali riferite ad un solo od unico partito, bensì introdurle secondo il criterio aperto della “TOP TWO” (al principio che i primi due vincenti si contendono il collegio) come quanto già fanno in Californiana ed altrove avviene da secoli.
    Questo per poter estendere anche all’elettore di coste testualmente controllare l’operato dei suoi rappresentanti esercitando pressioni e se necessario spingere per ritornare al voto. Giacché la democrazia abbisogna di essere costantemente rivitalizzata quanto monitorata attraverso plurimi apporti in un altrettanto costante opera di “generale” manutenzione! Inoltre, urge aggiungere più opportuni correttivi tipo:
    Introdurre per decreto norme più efficaci ANTICORRUZIONE attraverso l’agente sotto copertura anche per i reati di CORRUZIONE come quanto già accade per quelli di criminalità organizzata e traffico di armi e droga e per pedopornografia;
    Istituire un’anagrafe pubblica degli eletti e, per tutte le rappresentanze politiche ed amministrative per la trasparenza economica e reddituale;
    Istituire un’anagrafe pubblica delle CONSULENZE e degli APPALTI;
    Introdurre il reato di falso in bilancio;
    Introdurre il reato di riciclaggio, correggendo l’auto-riciclaggio;
    sciogliere le fondazioni pseudopolitiche specialmente quelle che non presentano e/o pubblicano i loro bilanci;
    risolvere la questione dei conflitti d’interessi con misure efficaci affinché alla Camera rimbalzano dalla commissione all’Aula senza che i nostri deputati cavino mai un ragno dal buco;
    sfrondare le municipalizzate chiudendo quelle in passivo quindi iniziare a sforbiciare quelle 8 mila società partecipate dagli enti locali;
    Introdurre il reddito di cittadinanza.
    Il SEMIALTERNO si propone quale dispositivo elettorale a base proporzionale…, proteso ad ingenerare ed infondere maggiore ’inclusività indispensabile per potere estendere la democrazia non solo su basi formali bensì protesa a meglio incarreggiarsi a ad essere insieme formale e sostanziale come quanto già asseriva N. Bobbio!

  • è nell’arroganza del prepotente che,
    domina e obbedisce ai potenti,
    che emerge la debolezza del Renzi.
    … Se esistesse l’inferiore ad altri,
    Renzi è il simbolo del debole,
    che si nasconde
    nell’opportunismo mercenario di servo,
    che solo lui
    potrebbe autoescludersi dai suoi limiti,
    DIMOSTRANDO CHE SA
    di NON SAPERE
    con la VOLONTA’
    di VOLER CONOSCERE SE STESSO…..

  • Triste è il vedere che molti, pur dichiarandosi progressisti, stanno tradendo lo spirito ” democratico ed ispirato alla giustizia sociale ed ai diritti di libertà”, che i padri costituenti avevano sognato e scritto per un paese uscito stremato dalla guerra mondiale tragico corollario di un ventennio di tirannide “fascista.

    A tutti il dovere di lavorare sul solco degli insegnamenti di Calamandrei
    per difendere le libertà conquistate anche con il grande contributo della lotta partigina.

    Raffaele Destro

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