Lettera di uno studente

LetteraGentile  Prof. Ginsborg
Sono un Suo studente e vorrei rinnovarLe i complimenti per il convegno del 27 e 28 febbraio a Firenze con Libertà e Giustizia al quale ho partecipato.
Sono molto orgoglioso di aver frequentato le Sue lezioni e vorrei farLe presente che durante il convegno, grazie a Lei e ai relatori, un’ondata di forza e di fiducia mi ha pervaso.
Come scritto nel manifesto costitutivo di LeG del novembre 2002 io mi impegnerò a condividere gli obiettivi e a divulgarli nell’ambito della Società Civile, perché c’è bisogno di qualcuno che raccolga il dissenso e lo sdegno della gente che ormai non si sente più rappresentata dall’attuale classe politica.
Cordiali saluti
Francesco B.

3 commenti

  • La dimostrazione di quanto sia difficile trovare la ‘ Via Maestra ‘ per uscire da questa crisi a più facce – etica, culturale, politica, sociale, economica – è proprio nelle ultime due righe di questa lettera del giovane allievo del prof.Ginsborg. Una cosa, infatti, è il ‘ dissenso ‘ che – se manifestato con onestà intellettuale e spirito costruttivo – appartiene di diritto alla sfera della politica ( costituendone, anzi, il motore di un suo continuo rinnovarsi)
    un’altra, ben diversa, è lo ‘ sdegno ‘ della gente che ormai non si sente più rappresentata dall’ attuale classe politica. L’ indignazione, infatti, dopo una legittima e sacrosanta fase iniziale di…dissenso scandalizzato, rischia di scivolare nell’ anti-politica e – tradendo la purezza della sua presa di posizione iniziale – finisce inevitabilmente con l’ essere un ulteriore elemento corruttivo della democrazia. Che ha un bisogno estremo – per consolidarsi – di giovani che partecipino, anche dissentendo dalle scelte delle maggioranze, mentre corre seri pericoli di trasformarsi in oligarchia autoreferenziale e incontrollabile , ogni volta che l’ indignazione genera un rifiuto pregiudiziale dell’ impegno in politica. La società, insomma, è più civile ( e non meno civile ) se esercita il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale ( art.49 della Costituzione : la nostra ‘ Via Maestra ‘ ).
    Giovanni De Stefanis, LeG Napoli

  • Sono assolutamente d’accordo con la riflessione di Giovanni De Stefanis: quale luogo, più idoneo di un partito, per fare rete, creare cultura e dare efficacia all’impegno politico di chi ‘si indigna’?

    Se c’è qualcosa di cui lamento davvero la mancanza, è la presenza di un “luogo comune” , nel quale sentirmi a casa, interagire con persone che condividano i miei valori e i miei ideali politici, stringere sodalizi per lotte e battaglie comuni. E’ davvero frustrante partecipare a marce, convegni e manifestazioni, e restare alla finestra nella vita politica attiva, restando impotenti di fronte allo scempio istituzionale che chi è meglio organizzato compie quotidianamente, pressoché indisturbato.

    Se si vuole incidere fattivamente nelle scelte politiche nazionali, la nostra Costituzione è chiara: lo strumento principe è il partito politico, che non è pregiudizialmente il male. C’è un vuoto a sinistra incolmabile, che attende solo un fattore coagulante per dare voce a milioni di cittadini.

  • Caro Francesco, scusa se uso il tu, ma penso potresi essere mio figlio. Ho 67 anni. Mi onngratulo con te per le tue idde, e la tua volonta’ nel fare le cose come si deve: cioe’ mettendoci l’impegno, e la patecipazione. Mi sento di non aver dissipatoil mio impegno politco e sociale dopo aver letto le tue righe. Avanti, sempre oltre

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