Famiglia Novecento – Vita Famigliare, rivoluzione e dittature 1900-1950

L’idea di fare un Convegno/Seminario partendo dal libro – non limitandoci, quindi, a una presentazione del libro – è nata da un intreccio ideale fra l’Associazione Femminile Maschile Plurale e Libertà e Giustizia, circolo di Ravenna. Vi sono donne che fanno parte dell’una e dell’altra associazione e che da anni condividono esperienze e progetti, culturali e civili. Non è un caso. Il ponte fra le due associazioni è “il plurale”, mai abbastanza studiato e valorizzato per il mantenimento in vita di una società intessuta di culture democratiche. Questione sempre viva e mai risolta. In Italia più che mai.

I precedenti convegni promossi da FMP hanno sempre avuto  “il plurale” al centro, e la decostruzione di stereotipi, culturali e di genere. Due esempi recenti: Femminismi musulmani. A proposito di Gender Jihad,  che è diventato un libro in corso di presentazione in varie città, e, lo scorso anno,  L’ambiguo materno, che presto diventerà un libro. Famiglia Novecento. Vita Famigliare, rivoluzione e dittature 1900-1950, libro di Paul Ginsborg, recentemente edito da Einaudi, si è rivelato – per il lavoro di decostruzione che stiamo conducendo – una preziosa miniera.

E le miniere non si scavano in fretta. Paul Ginsborg ha infatti dietro di sé moltissimi anni di  studio e di ricerca attraverso varie fonti, non ultimi la fotografia e i dati demografici e statistici. Coerentemente con questa premessa,abbiamo voluto dedicare a questo importantissimo lavoro due sessioni. La prima, il 13 febbraio, un vero e proprio Convegno con relazioni e studio di immagini. La seconda, il giorno successivo, un seminario di approfondimento.

Come abbiamo lavorato per la realizzazione del progetto?

FMP e Libertà e Giustizia hanno istituito un gruppo di lavoro e di studio, che ha intenzionalmente superato “la divisione del lavoro” e di genere, di nazionalità, di cultura. Donne e uomini, italiani e non solo, hanno insieme  progettato, organizzato e studiato. La casa Editrice Einaudi ci ha donato libri per il gruppo di studio, la libreria Feltrinelli come sempre ha collaborato. Il Convegno del 13 febbraio – alla Sala Muratori della Biblioteca Classense, che ha promosso con noi il progetto – ha visto la partecipazione di circa settanta persone, attente e partecipi per molte e intense ore, anche nel dialogo fra le/i relatori e il pubblico.

L’introduzione di Ginsborg ci ha collocato nel cuore del significato della sua ricerca. Molti antropologi e sociologi si sono occupati di “famiglia”, ma così non è stato per gli studi storici. Su questo tema nella storiografia c’è un buco nero, che Ginsborg ha inteso rimpicciolire scrivendo la storia del Novecento partendo dalla famiglia, con un lavoro comparativo di regimi simili esaminati in un periodo di grande transizione, i primi anni cinquanta anni del Novecento – Russia, prima e dopo la rivoluzione sovietica, Turchia, dall’Impero Ottomano alla Repubblica kemalista, l’Italia fascista, la Spagna prima e durante il regime franchista, la Germania, dalla Repubblica di Weimar al nazionalsocialismo, l’Unione sovietica staliniana – paesi che hanno subito grandi dittature.

La seconda parte del Novecento sarà – ci è stato promesso – il prossimo lavoro di Ginsborg, con un’indagine che avrà la stessa ottica, la famiglia come punto di partenza.  La comunicazione di Ayshe Saracgil dell’ Università di Firenze, docente di Lingua e Letteratura turca, ha – con sguardo di genere e femminista – esaminato le vicende della famiglia turca, dalla fine dell’Impero ottomano alla Repubblica di Kemal Ataturk – patriarca “paternalista”-  con particolare attenzione a figure femminili significative – come Halide Edib, non meno importante in Turchia di Aleksandra Kollontaj in Unione Sovietica – che hanno segnato la storia delle donne turche in un nesso spesso inscindibile  fra modernizzazione, nazionalismo, Islam.

Amalia Signorelli, docente  di Antropologia sociale alla Sapienza, ha sottolineato una delle chiavi interpretative di Ginsborg, che vede nella famiglia non solo un  oggetto che subisce  politiche di controllo o oppressive, ma anche un baluardo di resistenza prevalentemente passiva ma spesso efficace. Interessante la conferma storica trasversale di una condizione femminile fortemente condizionata da una situazione patriarcale – da est a ovest, da nord a sud – un dato questo di una “universalità terrificante”.

Luigi Tomassini, professore di Storia contemporanea nel corso di Laurea in Beni Culturali, Università di Bologna, campus di  Ravenna, ha sottolineato non solo l’importanza che nel libro ha la parte fotografica, ma come il libro stesso sia “fotografico”, perché in prima battuta propone ampi quadri descrittivi, procedendo poi attraverso l’individuazione di forti nuclei tematici, quali, ad esempio, il rapporto fra morale privata e morale pubblica, il rapporto fra retorica declamata e realtà vissuta, e quanto – da un certo punto di vista inaspettatamente – possa la famiglia da dimensione privata, come è generalmente vista, farsi società civile, che incide nelle strutture psicologiche profonde, che, in quanto storiche, cambiano. Non sono, quindi,  immutabili, come a volte si pensa.

Il seminario di approfondimento si è svolto, la mattina successiva, nella Sala Spadolini della Biblioteca Oriani, con la partecipazione attiva di circa venti persone. La sessione è stata aperta da brevi comunicazioni da parte del gruppo di studio, ed è proseguita in un intenso scambio dialogico fra le/i presenti e le/i relatori  al Convegno. Le riflessioni conclusive le ha svolte Paul Ginsborg.

I lavori del Convegno/Seminario sono stati registrati e saranno consultabili. Sono state giornate intense, e positive, per la qualità dell’impegno e della relazione dialogica che siamo riuscite/i a proporre e condurre. E’, questo, un metodo di lavoro che ci caratterizza e al quale siamo affezionate/i.

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 24 Febbraio 2015

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