Quel Pd tradisce l’ambiente e i propri ideali

Tradimento dei propri ideali. Non è un reato previsto dal codice. L’unico tribunale è quello della coscienza. Ma per i politici dovrebbe essere tra le mancanze più gravi. Un’incriminazione meriterebbero senza dubbio il Partito Democratico e tanti suoi rappresentanti. Troppo spesso hanno devastato l’ambiente, bene prezioso per la sinistra italiana. Hanno svenduto il nostro territorio. Un tradimento compiuto per agevolare gli affari di imprenditori amici (vedi soprattutto le cooperative che macinano soldi e cemento), per garantirsi poltrone e consenso (molti dei maggiori imprenditori del mattone, vedi Caltagirone, sono anche proprietari di giornali). Ma anche, nella migliore delle ipotesi, per semplice ignoranza, per disinteresse o per un malinteso spirito di partito. Meglio che resti integro il Pd piuttosto che la nostra terra. Non è anche questo tradimento? L’ultimo esempio sono gli emendamenti presentati dal Pd al piano paesaggistico della Regione Toscana (governata dal centrosinistra di Enrico Rossi). Parliamo di un documento che sarebbe un modello di tutela del territorio, elaborato dall’assessore all’Urbanistica Anna Marson. Invece, a dieci giorni dalla votazione del piano, ecco spuntare una pioggia di emendamenti. Da Forza Italia e dal Partito Democratico. Sono praticamente uguali nel loro tenore. E già questo la dice lunga. Ma concentriamoci su quelli del centrosinistra (perché il berlusconismo è sempre stato accanito nemico dell’ambiente). Si prevede che le “direttive” indicate nel piano siano trasformate in semplici “indirizzi”. Termini tecnici, in pratica così si lascerebbe ai comuni mano libera per fare i fatti propri. Ancora: le criticità indicate dal Piano sarebbero da considerare semplici valutazioni scientifiche. Non tassative. Di più: si aprono brecce nella tutela delle Alpi Apuane mangiate dalle cave, della costa minacciata dal cemento. Insomma, il Piano Paesaggistico sarebbe ridotto a un colabrodo. Come è successo in Liguria dove le giunte di centrosinistra di Claudio Burlando hanno votato piani casa tra i più devastanti, dove hanno approvato la costruzione di centri commerciali realizzati da imprenditori amici in zone a rischio alluvione. Per non dire del Veneto, dove il Pd sosteneva la realizzazione di centri commerciali da milioni di metri cubi nelle campagne più belle d’Italia. Dell’Emilia dove il partito si è speso anima e corpo per quel serpente di asfalto che è l’autostra – da Mestre-Orte (oltre 10 miliardi di costo). Cari esponenti del Pd, continuate pure così. Otterrete la gratitudine degli imprenditori, l’appoggio dei loro giornali, conserverete le vostre poltrone. Ma lasciateci almeno dire che siete dei traditori dei vostri ideali.

Il Fatto Quotidiano, 23 febbraio 2015

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