Syriza, Podemos: quando la sofferenza cambia la politica

La disperazione dei greci e l’indignazione degli spagnoli hanno fatto nascere leader nuovi, di partiti nuovi, creando varchi di speranza alla sofferenza sociale.

E’ questa la tesi su cui ruota l’incontro “Syriza, Podemos: quando la sofferenza cambia la politica”, organizzato da Libertà e Giustizia di Roma con Giacomo Russo Spena, un giovane giornalista, che ha anche scritto saggi importanti sull’argomento.
“Syriza – racconta Russo Spena che è andato in Grecia a documentarsi – è stata tra la gente. Come è finito il sistema sanitario nazionale, ha creato ambulatori medici retti da volontari. Chi non aveva più la possibilità di frequentare le scuole, poteva usare le scuole popolari organizzate da docenti in pensione. Le mense di mutuo soccorso hanno sfamato le tante famiglie cadute in poco tempo sotto la soglia di povertà, per l’improvviso licenziamento dei genitori. La credibilità di Tsipras è nata dalla solidarietà. Ma anche dalla coerenza, per essersi sempre rifiutato di collaborare con le forze politiche che avevano portato il Paese al declino.
“In Spagna la situazione ha delle affinità con la Grecia, ma si muove principalmente sull’onda dell’indignazione provocata dalle ingiustizie sociali. Dalle tende degli Indignatos a Podemos c’è l’azione di Iglesias e altri 40 amici, che decidono di dare uno sbocco politico a tutta questa sofferenza senza rappresentanza, da parte di persone che non si fidano più del vecchio ceto politico. Iglesias coinvolge subito i rappresentanti dei movimenti, perché vuole con sé persone che si siano segnalate per lotte sociali e non quelle emerse come portaborse di politici ben introdotti.
“ìIn Spagna c’è il dramma dei pignoramenti immobiliari che ha ridotto alla miseria migliaia di famiglie, complice la speculazione immobiliare incontrollata. La gente veniva spinta a comprare case, accendendo mutui sul loro valore e con la garanzia dell’abitazione dei genitori, presentata come una procedura di routine senza conseguenze. Invece, con lo scoppio della bolla immobiliare e il deprezzamento improvviso del valore delle case, le banche hanno pignorato l’abitazione dei figli e dei genitori per coprire le insolvenze. Se a questo dramma uniamo la fortissima corruzione scoperta ogni giorno di più tra i politici e i banchieri, non deve meravigliare l’enorme consenso per il partito di “quello col codino”, come lo chiamavano gli anziani che lo avevano sentito in tv fare a pezzi i ministri, con le sue documentate e semplici domande.
E in Italia? ci si chiede in una sala piena di persone, nonostante il picco d’influenza.
Russo Spena pone l’accento sulla natura popolare delle innovazioni politiche greca e spagnola, entrambe debitrici dell’elaborazione sudamericana delle lotte sociali, che ha convertito in energia politica la potente domanda di giustizia sociale.
“In Italia non siamo capaci di tradurre il disagio in speranza, perché non abbiamo leader credibili, capaci di evocare fiducia per la loro storia, più che per le loro parole. Neanche il Movimento 5 Stelle è riuscito a innovare la politica, perché si è proposto con molti valori interessanti, ma con una struttura vecchia, cioè guidata dall’alto e non organizzata dal basso. In più, ha commesso il grande errore di snobbare la tv – cioè gli anziani – errore accuratamente evitato da Iglesias e Tsipras.
“Inoltre, in Italia non c’è ancora un fronte ampio per la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale. Pochi hanno capito che è su quei versanti che si gioca la partita dell’ingiustizia sociale. Iglesias, per dire, ha subito incaricato Falciani, quello che ha svelato le liste di evasori con conti in Svizzera, per chiedergli di occuparsi di lotta all’evasione in Podemos.
“Altra differenza fondamentale è che in Italia la politica viene vista esclusivamente come occupazione di potere e solo in modo residuale come servizio ai bisogni. Iglesias ha capovolto questo schema. E nelle municipali ha rinunciato a far presentare Podemos, per lasciare i posti di responsabilità ai capi dei movimenti che hanno lottato per i bisogni della gente. A Barcellona, infatti, la candidata è una donna che si è battuta contro i pignoramenti”.
Salutiamo Russo Spena e mentre la sala si svuota, qualcuno si lascia sfuggire una domanda: quand’è che i nostri astensionisti a casa diventeranno indignati in piazza?

1 commento

  • per quanto interessato al fenomeno Podemos, mi risulta assolutamente incomprensibile la assoluta mancanza di qualsivoglia considerazione che i media e alcuni intellettuali italiani hanno per Izquierda Unida, che alle ultime elezioni è cresciuta, è un importante esperienza che ha messo insieme sinistra storica e ambientalismo, è parte importante della Sinistra Europea e del G.U.E./NGL e per quanti errori possa anche aver commesso non è minimamente assimiliabile al disastro delle politiche liberiste dei popolari e dei socialisti spagnoli. E’ stata un pilastro della lotta antifascista e democratica dello stato spagnolo e si batte fortemente per la repubblica. Non sarà perchè al loro interno ci sono tanti che ancora si definiscono comunisti? (a pensar male si fa peccato, lo so, ma…) Mimmo Dieni

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