NUOVE ELEZIONI PER RIFORME CONDIVISE

Preferibile ai fini dell’efficacia un sistema proporzionale

I giuristi dei Comitati Dossetti per la Costituzione Umberto Allegretti,
Gaetano Azzariti, Enzo Balboni, Lorenza Carlassare, Nicola Colaianni,
Francesco Di Matteo, Mario Dogliani, Luigi Ferrajoli, Domenico Gallo,
Valerio Onida, Umberto Romagnoli, Massimo Villone, con Sandro Baldini,
Maurizio Serofilli e col presidente dei Comitati Raniero La Valle, riuniti
a Bologna il 10 gennaio 2015 hanno preso posizione sulle riforme e sullo
stato della democrazia.
Di fronte all’acuirsi dell’emergenza internazionale e all’attuale fase
storica del sistema politico italiano caratterizzata da una profonda crisi
della rappresentanza – esplicitata anche nella nota sentenza della Corte -
così come dal discredito della politica e dal crescente distacco dei
cittadini dalle Istituzioni, ritengono che sia opportuno rinviare riforme
costituzionali che, al di là del merito delle stesse su cui si danno
opinioni molto diversificate, non appaiono idonee ad affrontare i nodi
reali, e che si giunga invece in tempi ravvicinati a nuove elezioni
politiche.
Queste dovrebbero svolgersi sulla base di un sistema proporzionale, senza
premi di maggioranza, sia pure con una ragionevole soglia di accesso. Un
tale sistema sarebbe preferibile non tanto perché in assoluto migliore di
altri, quanto perché, nell’attuale fase, consentirebbe di rappresentare
meglio il Paese nella varietà delle sue articolazioni e di favorire le
convergenze necessarie a formare maggioranze e governi non condizionati da
populismi oggi pericolosamente crescenti.
Il nuovo Parlamento così eletto potrebbe essere in grado di realizzare
indirizzi e misure capaci di rilanciare e attuare i permanenti valori
della Costituzione, primi tra questi la dignità della persona con la
centralità del lavoro e l’effettività della libertà e dei diritti sociali,
l’eguaglianza, la corresponsabilità politica di tutti i cittadini e la
costruzione della pace.

5 commenti

  • Le riforme, ovviamente se condivise, possono benissimo farsi ora. Senza inutili nuove elezioni. Sì, inutili. Anzi inutilissime, in quanto la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la legge elettorale, non il Parlamento.

  • Illustri sigg.

    Umberto Allegretti, Gaetano Azzariti, Enzo Balboni, Lorenza Carlassare, Nicola Colaianni, Francesco Di Matteo, Mario Dogliani, Luigi Ferrajoli, Domenico Gallo, Valerio Onida, Umberto Romagnoli, Massimo Villone, con Sandro Baldini, Maurizio Serofilli e col presidente dei Comitati Raniero La Valle,

    immagino che pensando ad elezioni politiche in tempi brevi, sarete pronti a entrare direttamente in gioco con tutta la miglior elite del Paese, visto che secondo l’indagine Demos, la Cittadinanza al 97% disprezza e rifiuta l’offerta politica attuale!

    Pare indispensabile offrire all’elettorato la possibilità di un voto virtuoso e costruttivo, sia per riportarlo ai seggi dall’Aventino, sia per riportare un po’ di rigore morale e culturale in Parlamento per cacciarne la mediocrità!

    Se invece non ci sarà niente di QUALITATIVAMENTE nuovo da mandare alle Camere, allora sarebbe del tutto inutile un ‘altra tornata elettorale!

  • Gentile signora e signori, concordo pienamente con gli argomenti del vostro documento. Suggerirei, inoltre, di chiamare le cose con il loro nome: nel mese di gennaio 2015 si sono tenute in Liguria le primarie del PD-FI.
    E questo il Partito della Nazione che sta governando, mi sembra da moltissimo tempo, il nostro paese, con gli esiti che sono sotto gli occhi di tutti ?

  • Appello saggio, che condivido. I partiti devono guadagnarsi il consenso degli elettori, non possono agire alle loro spalle. Nuove elezioni col proporzionale e senza liste bloccate possono ridare legittimità agli eletti e partorire riforme migliori rispettose della Costituzione.

  • Sono perfettamente d’accordo.
    Sarebbe importante tuttavia ben specificare il PERCORSO ISTITUZIONALE ( se ancora si può parlare di istituzioni) di come ciò debba avvenire. Il passaggio fondamentale è lo scioglimento della Camere, di competenza del PdR. Ergo, è necessario che il neo-eletto presidente compia questo gesto. Il neo-presidente sarà propenso a fare ciò? sarà individuato un vero custode della costituzione o verrà eletto un servo del Patto? Solo così si potranno ristabilire forme di democrazia…le parole vanno tutte al vento , come è successo peraltro sino ad oggi e senza che nessumo protesti.

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