Immunità: prima contraddizione del “nuovo” Senato

bonsantiRadio popolare ha trattato nel “Fatto del giorno” il tema dell’immunità parlamentare. Tra gli ospiti Sandra Bonsanti.

Rispetto a questa riforma è la prima contraddizione del grande pasticcio. Se ci fosse un Senato vero avrebbero diritto come alla Camera di avere l’immunità. Ma siccome è un Senato finto, l’immunità non deve esserci, anzi andrebbe tolta a entrambi i rami del Parlamento. I consiglieri regionali o i sindaci sin quando se ne stanno nelle loro regioni o comuni non ce l’hanno, quando arrivano a Roma ce l’hanno. Avrebbero diritto ad averla come i loro colleghi della Camera ma non con questa specie di “dopo lavoro” dei comuni e delle regioni. E comunque oggi c’è l’incontro tra Boschi e Verdini: si metteranno d’accordo. Anche se Berlusconi non vuole che questo Senato possa eleggere il presidente della Repubblica e gli organi costituzionali. A un certo punto le competenze del nuovo Senato erano state aumentate per venire incontro ai dissidenti del Pd, ora invece si tolgono.
Ora pensano – dice la giornalista di radio popolare – di affidare il caso alla Corte costituzionale.
Come cronista ai tempi della prima repubblica ricordo che l’autorizzazione a procedere è sempre stato una sorta di mercato delle vacche. Era inquietante. E comunque la Corte Costituzionale è oberata di lavoro ma quando non si sa che cosa fare, si affida il compito alla Corte Costituzionale. Sta tutto cambiando e stanno cercando di cambiare la Carta che ci ha consentito di reggere in tutti questi anni, vedremo cosa decideranno in aula, ma immagino che voteranno compatti, saranno pochi i dissidenti, in una fase in cui il pensiero unico è dominante e tutti salgono sul carro del vincitore. Il voto sarà palese e quindi sarà difficile distinguersi.

Ascolta l’audio integrale della trasmissione

2 commenti

  • Questa riforma, pessima, può sembrare abbastanza casuale. In realtà non c’è nulla di casuale, è il punto di arrivo di un piano ben architettato che parte nel 2011. I risultati delle amministrative e dei referendum allarmano i poteri forti. A quelli come noi, legittimamente, non sembrava vero di liberarci finalmente del governo Berlusconi e abbiamo sottovalutato le trame in atto. E forse alla fine “ci sarà andata anche bene”, si fa per dire, perché non saranno attuate le riforme dei “saggi”. E’ tutta una manovra di palazzo, una sfrontata sottrazione di sovranità agli elettori. I 5 Stelle, che potevano mandare all’aria il tavolo, si sono ritagliati la parte degli “utili idioti”, fin dalla primavera 2013. Avremmo avuto al Quirinale Prodi, mandando all’aria le larghe intese. Punto. Forse, però, dopo che Grillo e Casaleggio avevano firmato il manifesto dei professori, uno sforzo di dialogo in più con loro, districandosi tra anatemi e contumelie, andava fatto. Ecco perché, pur optando alla fine per Tsipras, sono stato tentato di votarli, nonostante tutto, alle Europee: la posta in palio era questa ed era chiara. Adesso nessuno può svegliarsi e dire che non l’aveva capito. L&G è piena di ottimi valori e migliori intenzioni, tenace, coerente e combattiva. Ma la maggior parte degli italiani non sa neanche della sua esistenza. Noi “filocostituzioanlisti” siamo troppo isolati. Ed è da qui che bisogna ripartire.

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