Contro la macchina del fango

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  • Libertà e Giustizia è una piccola associazione animata dalla passione e dall’impegno civile di tutti i suoi iscritti e da un gruppo che la indirizza da anni, costituito dai Garanti e dai membri del Consiglio di Presidenza e di Direzione.
  • L’ autorevolezza intellettuale e morale di LeG viene impiegata da sempre per stimolare la coscienza civile dei cittadini con appelli e scuole di formazione politica, e per sostenere l’attività di circa 50 circoli sparsi sul territorio italiano;
  • i circoli sono dotati della massima autonomia (i loro segretari sono chiamati non per nulla “coordinatori”) e ispirano la loro azione sul territorio sulla base dei valori presenti nel manifesto fondativo di Libertà e Giustizia;
  • il numero dei circoli, degli iscritti e dei simpatizzanti ha raggiunto una dimensione tale che la ricchezza del dibattito culturale e politico al nostro interno è diventata essa stessa un valore aggiunto da tutelare e difendere;
  • il fatto che ci siano al nostro interno pareri non allineati su questo o quell’argomento, non è un fatto isolato ma assolutamente fisiologico e tanto più vivace è il dibattito quanto più ci si avvicina a temi che toccano la sensibilità politica dei nostri associati;
  • l’area politica di riferimento della nostra associazione si sta cimentando con i temi delle riforme istituzionali ed è sotto gli occhi di tutti il livello di dibattito/scontro interno a quest’area sulle analisi e sulle soluzioni da adottare;
  • qualcuno ha scoperto che anche al nostro interno si discute e ci si confronta. Pensa forse di aver svelato chissà quali trame impossessandosi e diffondendo illegalmente conversazioni private via email?
    Un suggerimento: venga ai nostri incontri e avrà l’occasione di toccare con mano la passione, la partecipazione e la voglia di aiutare questa società malmessa. E anche i dubbi, le contraddizioni, i ripensamenti che ciascuno si porta dentro e che manifesta all’interno del dibattito;
  • quello che oggi è venuto alla luce l’abbiamo già visto tante volte: tentativi di delegittimare un movimento d’opinione facendo leva su frasi e incisi completamente decontestualizzati.
  • Ci rivolgiamo con questa nota ai coordinatori dei circoli locali che condividono il contenuto “politico” e le preoccupazioni lanciati nell’appello “Verso la svolta autoritaria”, rinnovando con fermezza e determinazione la nostra fiducia al Presidente onorario Gustavo Zagrebelsky e alla Presidente Sandra Bonsanti.

Alessandro Bruni – Consiglio di Presidenza
Marcello Bruni – Coordinatore circolo di Bologna

Hanno finora aderito con messaggi di solidarietà ai presidenti e di sostegno all’associazione:

Massimo Giunti – Coordinatore circolo di Milano
Corrado Del Bò – Coordinatore circolo di Pavia
Ivan Casaglia – Coordinatore circolo di Firenze
Stefano Canti – Coordinatore circolo di Senigallia
Valeria Palmegiani – Coordinatrice circolo di Massa
Dario Cambi – Coordinatore circolo della Val di Cornia
Carlo Dore jr. – Coordinatore circolo di Cagliari
Marinella Isacco – Coordinatrice circolo di Ravenna
Francesco Pallante – Coordinatore circolo di Torino
Guido Sessa – Coordinatore circolo Monza-Brianza
Franca Carboni – Coordinatrice circolo di Genova
Franco Fanelli – Coordinatore circolo di Grosseto
Gisella Bottoli – Coordinatrice circolo di Brescia
Giusi Furnari – Coordinatrice circolo di Messina
Mario De Grazia – Coordinatore circolo di Lamezia Terme
Annalena Mazzi – Coordinatrice circolo della Bassa Val di Cecina
Gianni Tosi – Coordinatore circolo di Bergamo
Pierluigi Petrini – Coordinatore circolo di Piacenza
Alessandro Monicelli – Coordinatore circolo di Mantova
Matteo Del Santo – Coordinatore circolo di Pisa
Diletta Paoletti – Coordinatrice circolo di Perugia
Bartolomeo Camiscioni – Coordinatore circolo di Pescara
Valter Morizio – Coordinatore circolo di Rivoli
Katia Bigini - Coordinatrice circolo di Rimini
Enrica Visintainer – Coordinatrice circolo di Vicenza
Lucia Papa - Coordinatrice circolo di Treviso
Sofia Masillo – Coordinatrice circolo di Eboli
Loredana Alajmo – Coordinatrice circolo di Udine
Guglielmo Rosato – coordinatore circolo di Bari
Massimo Marnetto – coordinatore circolo di Roma
Vito Longo
- coordinatore circolo di Pordenone
Valeria Castelli – Coordinatrice circolo New York

20 commenti

  • purtroppo dal progetto Gelli P2 son passati trent’anni e poco alla volta è entrato come un cancro nel sentire collettivo grazie anche ai 20 anni Berlusconiani anche della sinistra. Ben fanno i “professoroni” a continuare a battere sui tasti del buon senso e della democrazia- contro l’arroganza dii tanti che al governo in buona/mala fede criticano e procedono nella linea tracciata dala P2

  • Libertà e Giustizia scenda in piazza,contro la svolta autoritaria,contro la riforma costituzionale del senato,contro la riforma presidenziale della costituzione,che è la riforma della p2, scendiamo in piazza a Roma, con altre associazioni come Libera di Don Ciotti,come le scolaresche delle scuole di Roma,come la Fiom ecc.ecc……………………

  • La ragione dà molto fastidio. La gente deve essere ingannata sui veri obiettivi di questa classe dirigente guidata da un boy scout prestato alla politica. La macchina del fango, come si è visto in tante occasioni, è un mezzo efficace per screditare chi ragiona e appoggiare che ci vuole comandare.

  • Con grande pacatezza (cosa che purtroppo mi riesce talvolta con difficoltà) vorrei solo dire alla nostra presidente e al nostro presidente onorario che “E’ importante continuare a vendere oro, anche quando sembra che non ci siano più compratori”. Lucia Papa, Coordinatrice del circolo di Treviso

  • Ci sono rimasti i boy scout e le carmelitane scalze da attaccare, si perchè la minaccia: è il “pensiero” di qualche professore che fa tremare i Vertici.
    E’il chiedere un confronto, da parte di Libertà e Giustizia che manda in crisi coloro che “ci mettono la faccia”e che non si fermeranno.
    Coloro che dicono: vado a casa se non posso fare le riforme, non importa se per realizzare il loro progetto tutto naturalistico e a risparmio energetico passeranno sopra ad un asilo nido, l’importante è che ci sia finalmente il cambiamento.
    Insomma bisogna che gli italiani non si sentano più dire: “non siamo mica qui a pettinare le bambole”, ma che lo vedano, che vedano uno giovane che finalmente irrompe in politica e dice che il problema di questo rallentamento democratico è questa cacchio di Costituzione, che non permette il cambiamento. Capito?
    In un contesto dove il disinteresse per la politica e lo Stato è arrivato a percentuali impressionanti, una specie di giornale pubblica email private per screditare l’unica associazione che per ora chiede un confronto, compatti questi partiti delegittimati fanno fronte comune, verrebbe da invocare l’aiuto del Presidente della Repubblica…
    Ad ogni modo è chiedere molto se ci si aspetta che certe modifiche vengano fatte con una fiducia perseguita diversamente da un (respinto da primarie)?
    E’ brutto dubitare di un ragazzo che non accetta un confronto, ma che fino a pochi mesi fa si struggeva del fatto che il suo partito non lo lasciava esprimere?
    E’ malvagio notare che tanti personaggi tuttora in parlamento hanno fatto sino ad ora ciò che volevano indipendentemente da un contesto Costituzionale?
    E’ molto chiedere al più piccolo rappresentante pubblico fino al più grande di astenersi nell’appoggiare riforme Costituzionali non perseguite democraticamente?

  • Nella vita politica italiana ci sono sempre stati livore e invidia nei confronti dei movimenti e delle organizzazioni forti delle proprie idee, soprattutto se queste sono basate sulla lealtà e giustizia sociale. La politica di oggi non fa eccezione e non mi sconvolge l’idea che qualcuno tenti di colpire anche LeG. Un’ associazione che ha come idea fondante la difesa della Costituzione, che gran parte dei partiti politici oggi sente stretta e che vorrebbe modificare, dà molto fastidio, e lo dimostrano gli attacchi rivolti proprio dai vertici dei partiti e del governo. Anche idividualmete, chi aderisce a questa Associazione viene visto con sospetto, se non quasi con odio, perché disturba i manovratori che vorrebbero distruggere le garanzie costituzionali di un paese ancora democratico. Non dobbiamo preoccuparci dei loro attacchi. Sono la conferma che questa è la strada giusta.

  • Se il dibattito interno è usato per screditare e zittire la critica, la conclusione che se ne può trarre è che costoro, nonostante professino a parole si ammantino dei valori e delle virtù della democrazia, la temono.
    Chi pensa male, parla male.

  • Questa è la difesa. Dove sarebbe l’attacco? Non ho trovato commenti contro la vostra iniziativa di delegettimazione del governo e del parlamento.
    L’articolo del Corriere della Sera che parla di polemiche interne per un appello che non è stato discusso dalla vostra associazione è falso?
    Non ci sono state dimissioni?
    Perché avete chiesto a Renzi di ascoltarvi se è l’autore di una svolta autoritaria e antidemocratica?

  • Sta prendendo piede, non solo in Italia, ma in tutta Europa l’idea di un pensiero unico che vorrebbe dare ai capi di governo sempre più poteri, che vorrebbe le “grandi elleanze” come unica proposta politica. L’impressione è che “l’ideale” sia Putin. Per fortuna che ci sono ancora associazioni come L&G. Andiamo avanti e non molliamo.

  • Fiducia, rispetto e stima incondizionata al Presidente onorario G. Zagrebelsky e alla Presidente S. Bonsanti.
    Concordo con Aleale Ale: scendiamo in piazza a Roma, possibilmente ognuno con una scopa in mano!

  • Aderisco al documento ed esprimo la mia solidarietà a Sandra Bonsanti e a Gustavo Zagrebelski. Sono tra coloro che guardano con sgomento alle iniziative del governo e della sua maggioranza che portano al rovesciamento del paradigma democratico della rappresentanza nel suo opposto, il prevalere del potere esecutivo su quello legislativo. Sono sgomento di fronte al coro unanime che dai media sostiene tale disegno autoritario e alla deriva culturale, a cui il nostro paese non è nuovo, che esprime il rifiuto della democrazia e dei suoi vincoli formali. Spero che L&G non ceda e rafforzi la sua opposizione a tale inquietante disegno e ai modi scellerati con cui si dispiega.

  • Sottoscrivo quanto sostenuto da Paolo Serra e segnalo la formidabile riflessione che Marco Revelli ha fatto qualche giorno fa su ‘ Il Manifesto ‘ ( http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-retorica-di-callicle-contro-i-professori/ ) di cui riporto questo illuminante passaggio : “ Sembra impossibile, ma è così. Ogni volta che il nostro Paese riscopre il fascino cupo del carisma come extrema ratio, è lì che ritorna, alla velocità della luce : a quell’ archetipo tossico che contrappone l’ Azione al Pensiero. Il Demiurgo al Riflessivo. Il Fare al Pensare. E addita nell’ “ intellettuale “ il nemico della Patria. Il pedagroso posapiano che rallenta gli arditi. L’ ostacolo pignolo al radioso futuro che il piè veloce Achille promette e manterrà. E’ successo una trentina di anni fa con Craxi, nel momento in cui la Prima Repubblica entrava nella sua fase comatosa ( ricordate l’ invettiva contro gli ‘ intellettuali dei miei stivali ‘ ?). E si è ripetuto una ventina di anni or sono, con Berlusconi, quando nacque ( male, malissimo ) la cosiddetta Seconda Repubblica, nell’ odore di fango e nella marcia trionfale dei media. Era successo, con aspetti ben più tragici, quasi un secolo fa, con la crisi dello stato liberale e l’ avvento del mussolinismo. Succede oggi – si parva licet – con Matteo Renzi, al suo esordio come improbabile salvatore della patria “.
    Giovanni De Stefanis, LeG Napoli

  • Anch’io chiedo il coraggio di continuare un confronto che non è affatto scontato. Forza con la diversità e fiducia ai persidenti e garanti e a tutta LEG

  • I Circoli sono una ricchezza per la nostra Repubblica. Sostegno alla nostra Associazione quale vera voce di libertà e di giustizia

  • Leggo con sgomento la notizia che un socio avrebbe consegnato ad un quotidiano corrispondenza privata riguardante la vita dell’associazione.
    che all’interno dell’associazione si discuta, anche con una certa vivacità, è cosa nota e, lasciatemelo dire, positiva. ma di tutti i modi esistenti per rendere pubblica questa particolare discussione, sicuramente è stato scelto il peggiore.

    personalmente ritengo che si stia dando troppa enfasi alla trasformazione del senato e, per converso, troppo poca alla riedizione anche peggiorativa della passata legge elettorale.
    ma qui si resta nel campo dell’opinabile e non mi esime certo dal dare tutta la mia solidarietà a Libertà e Giustizia e il mio appoggio per una battaglia che condivido nei contenuti.

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