L’Italia cerca a Washington l’ultima verità sul caso Moro

Moro-BerlinguerL’ultimo tentativo dei magistrati romani per aggiungere qualche tassello di verità all’omicidio di Aldo Moro passa per una rogatoria negli Stati Uniti d’America. Il sostituto procuratore Luca Palamara, tramite il ministero della Giustizia, ha chiesto alla «competente autorità giudiziaria» americana di rintracciare e poter interrogare Steve Pieczenik, cittadino statunitense, già assistente al Sottosegretario di Stato nel governo di Washington, nonché ex capo dell’Ufficio per la gestione dei problemi del terrorismo internazionale del Dipartimento di Stato. Subito dopo il sequestro del presidente della Democrazia cristiana per mano delle Brigate rosse, avvenuto il 16 marzo 1978 con la strage dei cinque uomini della scorta, l’esperto antiterrorismo fu inviato a Roma per fornire assistenza al governo italiano nella gestione della crisi. E lo stesso Pieczenik ha raccontato in più occasioni di aver collaborato con l’allora ministro dell’Interno Francesco Cossiga. Almeno fino alla metà di aprile, quando fece ritorno negli Usa.
Nei trentasei anni di inchieste, processi, ricerche e pubblicazioni sul caso Moro, il nome dell’americano di origini russo-francesi, nato nel 1943 nella Cuba pre-Castro, è venuto spesso alla ribalta, per il ruolo svolto nell’ombra. Sarebbe stato lui a indirizzare non solo le scelte di Cossiga (per esempio nel sostenere che le lettere dell’ostaggio dalla «prigione del popolo» non erano «moralmente ascrivibili» a lui), ma anche quelle del «comitato di crisi» insediato al Viminale all’indomani del rapimento. Dall’archivio del ministero è saltata fuori anche una relazione a lui attribuita, in cui si analizzavano le eventuali conseguenze politiche dell’azione terroristica in corso. Mai però Pieczenik è stato interrogato dagli inquirenti, né dalle varie commissioni parlamentari che si sono occupate del caso Moro. Nel 1988 la commissione stragi aveva deciso di convocarlo, ma dopo una prima dichiarazione di disponibilità il testimone declinò l’invito.
Per contro non sono mancati libri e interviste; ecco perché la Procura di Roma vuole interrogarlo. «Questo ufficio sta nuovamente indagando sull’omicidio dell’onorevole Aldo Moro, che tanto scalpore ebbe e continua ad avere nella storia italiana», ha scritto il pubblico ministero Palamara nel documento inviato negli Usa. Soprattutto dopo che nuove «rivelazioni», o presunte tali (alcune delle quali hanno preso la strada della denuncia per calunnia, dopo che è stata verificata la loro inattendibilità), «intendono affermare il coinvolgimento di soggetti esterni ai terroristi» nella gestione del sequestro. Tra gli elementi apparentemente più seri o fondati acquisiti dal magistrato c’è una conversazione tra Pieczenik e Giovanni Minoli, trasmessa dall’emittente Radio24 , in cui l’esperto ha parlato di «manipolazione strategica» degli eventi «al fine di stabilizzare la situazione italiana», nella quale il Pci di Enrico Berlinguer rischiava di acquisire un peso sempre maggiore. Ipotesi poco gradita al governo statunitense.
La «manipolazione» ammessa da Pieczenik anche in alcuni volumi passava dalla conduzione di una trattativa con i brigatisti in cui lo Stato doveva irrigidire sempre più la propria posizione, per spingere i carcerieri di Moro a uccidere l’ostaggio: «Aldo Moro era il fulcro da sacrificare attorno al quale ruotava la salvezza dell’Italia», ha ripetuto l’uomo nell’intervista a Radio24 . Una rivendicazione della «linea della fermezza» che però si mescola ad alcune anomalie ed interrogativi ancora aperti, elencati nella richiesta di assistenza giudiziaria della magistratura romana agli Usa. A cominciare dalla presenza nel famoso «comitato di crisi» istituito da Cossiga, col quale evidentemente Pieczenik ebbe rapporti, di molti personaggi poi risultati iscritti alla Loggia P2 di Licio Gelli, come i responsabili dei servizi segreti dell’epoca. O ancora, l’ipotesi che «una qualche forma di “direzione” esterna dell’intera operazione abbia in qualche modo impedito la scoperta della prigione di Moro, e sia intervenuta per ostacolare la ricerca di una soluzione “politica” dell’intera vicenda». Più o meno quello che l’uomo venuto dagli Usa ha confessato a giornalisti e scrittori, e che adesso i magistrati vorrebbero verbalizzare ufficialmente, chiedendo anche dettagli in più. Anche se sono passati trentasei anni. E chissà se la domanda trasmessa a Washington avrà mai una risposta.

1 commento

  • The last attempt of the Roman magistrates to add some piece of truth to the murder of Aldo Moro, passing through a letter rogatory in the United States of America. The deputy prosecutor Luca Palamara , through the Ministry of Justice , asked the ” competent judicial authority ‘ American track and be able to interrogate Steve Pieczenik , a U.S. citizen , former assistant to the State Secretary in the government of Washington , as well as former head of the Office for management of the problems of international terrorism in the State Department . Immediately after the kidnapping of the president of the Christian Democratic hands of the Red Brigades , which occurred March 16, 1978 with the massacre of the five bodyguards , counter-terrorism expert was sent to Rome to provide assistance to the Italian government in managing the crisis . And the same Pieczenik told on several occasions that he had collaborated with the then Interior Minister Francesco Cossiga. At least until the middle of April, when he returned to the United States.
    In the thirty years of investigations , trials, research and publications on the Moro case , the name of the American -born Russian- French , born in 1943 in pre- Castro Cuba , often came to the fore, for his role in the shadows. It would have been him to address not only the choices of Cossiga (for example, in arguing that the letters hostage by the ” people’s prison ” were not “morally attributable ” to him), but also those of the ” Crisis Committee ” established at the Interior Ministry in the aftermath of the abduction . From the archive of the Ministry is also blown out a report attributed to him , which analyzed the possible political consequences of terrorist in progress. But never Pieczenik was questioned by investigators , or by the various parliamentary committees that have dealt with the Moro case . In 1988, the committee had decided to convene the massacres , but after an initial statement of the witness availability declined .
    On the other hand there have been books and interviews , which is why the Rome prosecutor wants to question him. “This office is once again investigating the murder of Mr Aldo Moro, who had such a stir and continues to have in Italian history ,” wrote the prosecutor Palamara in the document sent to the U.S. . Especially after that new “revelations” , real or fake ( some of which have taken the route of complaint for slander , after it has been checked for their unreliability ), ” to affirm the involvement of external parties to terrorists ” in the management of seizure. Among the more serious elements apparently acquired or founded by the magistrate there is a conversation between Pieczenik and Giovanni Minoli , broadcast by Radio 24 , in which the expert has spoken of ” strategic manipulation ” events ” in order to stabilize the situation in Italian » , in which the PCI of Enrico Berlinguer risked acquire ever greater weight . Hypothesis unwelcome to the U.S. government .
    The ” manipulation ” by Pieczenik also allowed in some volumes passed by conducting negotiations with the Red Brigades in which the state had to stiffen its position more and more , to push the jailers of Moro to kill the hostage , ” Aldo Moro was the hub to sacrifice around which revolved the salvation of Italy , ” repeated the man in an interview with Radio 24 . A claim of ” hard line ” which , however, is mixed with some faults and still open questions , which are listed in the request for legal assistance from the U.S. Roman magistracy . Beginning with the presence in the famous ” crisis committee ” established by Cossiga , with whom he had evidently Pieczenik reports, many of the characters then the results entered in the Loggia P2 Licio Gelli, as the heads of the intelligence services of the time. Or again, the hypothesis that ” some form of ” direction ” outside the entire operation has somehow prevented the discovery of Moro’s prison , and has intervened to impede the search for a solution ” policy ” of the whole story » . More or less what the man who came from the United States confessed to journalists and writers , and now the judges would like to verbalize officially , even asking for more details . Though it has been thirty-six years . And who knows if the application forwarded to Washington will never have an answer.

    Tags: Aldo Moro , Giovanni Bianconi

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