Buio oltre la siepe

LeG accoglie sul suo sito i pensieri, le preoccupazioni e le proposte che in questi giorni difficili animano il dibattito di tanti amici. Ecco alcuni dei contributi già arrivati. Continuate a farci sapere le vostre opinioni.

Sono molto preoccupato per le sorti dell’Italia e del PD che rimane ancora l’unica forza politica in grado di opporsi a questa destra populista. Il segretario Bersani non vuole riconoscere la sconfitta elettorale e con la sua attuale politica opaca, modesta e poco convincente, sta rinvigorendo Berlusconi oltre ogni previsione. Mi rivolgo a voi, per convincere la dirigenza del PD a cambiare rotta e Bersani a fare un passo indietro in favore di Renzi, unico candidato in grado di raccogliere i voti necessari a vincere. Forse la mia può sembrare una richiesta di un’ingerenza fuori luogo ma, in emergenza, alcune regole possono essere cambiate: Benedetto XVI, insegna. (Fausto)

Ed infine è arrivato tramite il suo portavoce anche il sollecito del sindaco di Firenze… Renzi dice che è tardi facciamo presto… con un governo che ormai non da garanzie al caimano, bisogna fare prestissimo! Ma cosa si deve far presto? La presidenza a persona di fiducia di B? Ma Renzi da che parte gioca? Renzi purtroppo è diventato il portavoce democristiano del PD che non riesce più a nascondere l’appartenenza. Basta, bisogna separare le strade! No a governo Renzi! MAI e poi MAI a un governo PD-PDL. Alle urne subito! (Ettore)

Basterebbe un punto d’incontro tra Pd e 5 Stelle, almeno sul nome del nuovo capo dello Stato, e le minacce di B. sarebbero come una pistola ad acqua. Se poi si riuscisse a fare un governo con personalità di alto livello e un programma innovativo, oltre a mandare in soffitta i ricatti del Pdl, si disattiverebbe subito anche la singolare commissione di “saggi”. Chi vuole davvero il rinnovamento ha in mano il match-ball. Smetta di fare il “duro e puro” e lo metta a segno. Non si pensi a un fantomatico domani, si colga l’occasione oggi. (Antonio)

Andrei giù bello tranquillo (sull’elezione del nuovo capo dello Stato ndr.), abbiamo la maggioranza dopo il terzo scrutinio: si sceglie una persona di assoluto rispetto e condivisa dalla maggior parte delle forze di sinistra e di rinnovamento senza nessun scambio con questa destra impresentabile. (Beppe)

Penso che questa volta il Presidente della Repubblica debba essere il frutto di un accordo PD, che ha la maggioranza dei voti, con il M5S che è il vincitore morale delle ultime elezioni. Naturalmente sono a favore dell’elezione di persone come il nostro presidente Gustavo Zagrebelsky oppure persone come il prof. Franco Cordero ma mi piacerebbe molto anche Francesco Borrelli. Io propongo inoltre che nel caso in cui vengano soltanto annunciati nomi come quello di M. d’Alema, Franco Marini, Giuliano Amato o anche Violante, tutti personaggi garanti dell’Inciucio massimo, la nostra associazione dovrebbe far partire una manifestazione immediata davanti ai palazzi di giustizia di Roma e Milano, Costituzione in mano. (Gabriella)

 Qualsiasi legge elettorale non risolve il cortocircuito democratico di fondo ovvero il controllo mediatico assoluto, a discapito del pluralismo e della par condicio, capace di condizionare il consenso. E ne abbiamo avuto l’ennesima controprova nell’ultima campagna elettorale con l’occupazione scientifica e strategica di quasi tutti gli spazi televisivi che ha portato ad un risultato quasi “prodigioso” per il PDL. Non esiste nessuna legge elettorale capace di permettere una rappresentanza democratica ed effettiva dell’elettorato finché non è risolto a monte il problema del condizionamento mediatico. (Andrea)

Io penso che il PD possa, nella criticissima situazione attuale, magari anche fare un governo di coalizione con Scelta Civica e PDL ma deve porre una condizione tassativa e ineludibile: niente salvacondotto, niente limitazione delle intercettazioni, varo di una legge decente sul conflitto d’interessi, abolizione del Porcellum. Il resto può essere oggetto di compromesso. (Giacomo)

Circa l’elezione del Presidente, immaginate cosa farebbe il B. se avesse lui il gioco in mano. Si prenderebbe tutto come fece nel ’94, impedendo a Spadolini di diventare presidente del Senato. Quindi se fossi nella possibilità di poterlo fare non gli concederei nulla, anche perché scambiare il governo con il Presidente sarebbe una farsa. Il furbo si terrebbe il presidente per i prossimi 7 anni mentre il governo te lo farebbe cadere subito dopo. (Angelo)

Il conflitto di interessi, il blind trust e la struttura giuridico democratica degli statuti dei Partiti ammessi alla rappresentatitivà popolare secondo la Costituzione… Questi sono i temi da risolvere. Tutto il resto è di secondaria importanza. Tutto deriva da questi tre temi… Solo con questi argomenti risolti, possiamo nuovamente mandare a Roma eletti che abbiano una parvenza di fiducia, sufficiente a rendere credibili le scelte di Governo ma ancora di più, che ricostruiscano il tessuto di onorabilità nelle Istituzioni… Oggi abbiamo assistito all’allontanamento di un Ministro francese per argomenti che noi riteniamo ‘superficiali’, ma ancora più importante è l’affermazione forte di Hollande che propugna una trasparenza cristallina delle istituzioni pubbliche francesi. Non sono l’optimum, ma dal nostro punto di partenza, possiamo senz’altro imitarli… Se riusciamo a fare questo, gente come Berlusconi & C., i conflitti tra professione e rappresentattività, ubiquitari nella politica, i conflitti locali a tutti i livelli, non-partiti con statuti antidemocratici come il m5s, sarebbero esclusi dalla possibilità di partecipare attivamente alla creazione e gestione delle regole… Tutto ciò è dirimente di tutto il resto. (Massimiliano)

Trovo molto preoccupante l’ipotesi, ventilata da alcuni giornali, di affidare la redazione di una riforma costituzionale a un organo esterno, riproponendo in forma aggravata l’esperienza della bicamerale del 1996. Le modifiche alla Costituzione devono essere approvate con la sola procedura prevista dall’art 138 e la prima revisione necessaria è la possibilità che sia sempre possibile, prima dell’entrata in vigore di ogni revisione, il ricorso al referendum popolare. (Gian Paolo)

2 commenti

  • La sola ipotesi di un Presidente indicato da PDL è una scandalosa indecenza. Il prossimo Presidente sarà nei prossimi sette anni costretto ad affrontare una serie di contraddizioni del nostro sistema che definire epocali è per una volta congruo.
    Euro ed Europa, modello istituzionale, libertà di stampa, riforma della giustizia ed indipendenza della magistratura, equilibrio dei poteri ed ultimo ma non ultimo conflitto di interessi.
    Il tutto sotto il peso crescente della malavita organizzata che grazie al combinato della crisi e delle stretta creditizia si sta impadronendo del sistema imprese.
    Per sette anni senza possibilità reale di revoca del mandato. I Presidenti del consiglio si possono cambiare come i calzini a confronto.

  • UNA CLASSE POLITICA INADEGUATA ( pubblicato sul bisettimanale Luna Nuova )
    Cari concittadine/i nunzio vobis …. che la nostra classe politica, tutta, è stata commissariata per la seconda volta nell’ arco di un anno e mezzo, e questa volta lo è stato pure chi voleva rappresentare il nuovo che avanza , ovvero M5S.
    La prima volta , ce lo ricordiamo, è stato nel novembre del 2011 , quando il Presidente Napolitano , nel pieno di una crisi economico-finanziaria, rimediò al default certo del Paese con la nascita del Governo Monti , attualmente in carica , con una prorogatio inusuale quale “ Commissario “ di Governo , necessaria per garantire i mercati finanziari. A tal proposito vale la pena ricordare ai nostalgici delle elezioni anticipate di allora , che, secondo loro , avrebbero portato a sicura vittoria il centrosinistra , che l’ Italia non era nelle condizioni di reggere una campagna elettorale seppur breve e che l’ eventuale vittoria avrebbe consegnato al vincitore delle elezioni una situazione fallimentare sotto ogni aspetto. Il rischio reale era che in cassa non ci fossero più i soldi per pagare stipendi e pensioni.
    La seconda volta è avvenuta pochi giorni fa quando , dopo un mese di consultazioni e di pre-incarico al vincitore formale delle elezioni , ma non sostanziale ,Pierluigi Bersani , al manifestarsi della inadeguatezza di questa classe politica a farsi carico degli interessi del Paese , e non di parte, prima che una nuova crisi finanziaria la travolgesse, è stata nuovamente commissariata dal Presidente della Repubblica , con la nomina di due commissioni di “ facilitatori” di un dialogo sulle riforme necessarie per uscire dalla emergenza che da economico-finanziaria , prima , ora anche sociale , rischia di travolgere le istituzioni democratiche .
    Inadeguatezza delle forze politiche , al punto tale da non comprendere , nella loro autoreferenzialità e presunzione che le iniziative del Presidente della Repubblica , hanno allora , come ora il compito di colmare a carenze , lacune, ritardi e inconcludenze di chi dovrebbe mettere il Parlamento nelle condizioni di funzionare pienamente e dare un Governo al Paese, rimanendo l’ unico solido, valido e attendibile riferimento nazionale ed internazionale.
    Ancora una volta ci troviamo , come cittadini , di fronte a forze politiche, che come hanno dimostrato in campagna elettorale, quando hanno disconosciuto le loro stesse assunzioni di responsabilità rispetto ai provvedimento del Governo- Commissario Monti da loro sostenuto , di anteporre interessi di parte, compreso , in questo frangente, il M5S , alle necessità improrogabili del Paese, dimostrando ancora una volta una mancanza di visione collettiva e delle ragioni di una convivenza civile .
    Forze politiche che appaiono sempre più coltivare obiettivi , che un tempo si sarebbero chiamate di infantilismo politico. Ci troviamo di fronte a una classe politica inadeguata a comprendere ed affrontare i gravi problemi che ha il Paese.
    Ma davanti a tale povertà di ideali e di progetto politico per il futuro del Paese , ci dobbiamo porre , noi stessi cittadini-elettori una domanda di fondo : visto che queste forze politiche sono espressioni di nostra scelte elettorali , non esiste una nostra responsabilità collettiva di non avere ideali e progetti per il nostro futuro ? Non esiste anche una nostra incapacità di saper ascoltare e valorizzare le offerte politiche , che seppur deboli ci vengono proposte, preferendo facili soluzioni taumaturgiche ? Se così è , neppure un rinvio a nuove elezioni sortirà gli effetti sperati , quello di rendere la nostra bell’ Italia un paese normale, governato da una classe politica , competente , credibile e onesta.
    Valter Morizio – Collegno

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