Le risposte dei candidati: Francesco D’Uva

1. Lavoro e ingiustizia sociale
Abolizione della legge Biagi che, com’è noto, ha creato, con la scusa della flessibilità, il precariato e privato gli italiani di un futuro stabile. Ritengo la flessibilità sensata solo se coinvolge una parte piccola dei lavoratori (inferiore al 10%), in particolare quelli altamente richiesti per le loro competenze. In quest’ottica il lavoro flessibile deve essere più retribuito di quello fisso.
L’Italia, insieme alla Grecia, è l’unico Paese Europeo in cui non esiste un reddito minimo di cittadinanza. È intenzione del MoVimento 5 Stelle garantire tale reddito effettuando tagli alla politica, dal Parlamento alle province, dando un tetto massimo di 3000€ alle pensioni d’oro, tagli alle scuole private, alle spese militari e riducendo più in generale la spesa pubblica ingiustificata.

2. Conflitto di interesse, libertà d’informazione
Abolizione della legge Gasparri, poiché viola il principio del pluralismo sancito dall’Articolo 21 della Costituzione italiana.
Come richiesto nel V2-Day del 2008 chiediamo l’eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche e l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti, introdotto in epoca fascista.
Per evitare il conflitto di interessi è il caso che nessun canale televisivo o quotidiano con copertura nazionale possa essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l’azionariato deve essere diffuso con proprietà massima del 10%.
Certo nel terzo millennio non si può parlare di libertà d’informazione senza garantire una copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale con tariffe di connessione allineate a quelle europee. Introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile alla rete.

3. Giustizia, criminalità e corruzione
Gesualdo Bufalino diceva che “per combattere la mafia serve un esercito di maestri elementari”. Condivido il suddetto pensiero e propongo, pertanto, l’insegnamento della legalità a scuola. Aggiungo però che le istituzioni devono acquisire credibilità e questo è possibile solo passando ad un sistema giudiziario basato sulla certezza della pena. È altresì necessario che sia garantita la rieducazione dei detenuti. Infatti, ai sensi dell’art. 27 comma 2 della Costituzione, le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
E pertanto, un altro problema che necessita di una soluzione, che non sia l’indulto, è il sovraffollamento delle carceri nel nostro Paese poiché viola ogni diritto umano e non permette la rieducazione dei detenuti.
Come da Programma proponiamo la realizzazione di una legge anti corruzione.

4. Riconoscimento dei diritti civili
La nostra Costituzione garantisce molti diritti civili ma, allo stato attuale, non tutela tutti i cittadini in pari misura. In particolare la legge ad oggi non riconosce gli stessi diritti a coppie sposate e coppie di fatto. Prendendo esempio da Spagna ed Inghilterra bisogna legiferare in loro favore, garantendo così nessun tipo di discriminazione.

5. Laicità dello Stato
Dai Patti lateranensi all’Accordo di Villa Madama è stato fatto tanto per rendere l’Italia un Paese laico. Eppure ancor oggi la Chiesa ha tanti privilegi, uno su tutti l’esenzione dall’IMU, e ciò è ingiustificato. Propongo la possibilità di versare l’8 per mille alla ricerca scientifica.

6. Legge elettorale
Bisogna tornare alla preferenza diretta dei candidati, come del resto proposto l’8 settembre 2007 nel V-Day, giorno in cui sono state raccolte 350mila firme (ne bastavano 50mila) per la legge di iniziativa popolare “Parlamento Pulito”, proposta mai discussa dai partiti che da anni dicono di voler cambiare legge elettorale. Dicono, appunto.

7. Legge sui partiti (art. 49 della Costituzione)
All’articolo 49 della Costituzione “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” va aggiunto l’obbligo di trasparenza dei bilanci e dei movimenti per i suddetti. Se nella Costituzione si può aggiungere il concetto di pareggio di bilancio si può aggiungere anche questo. D’altra parte gli italiani hanno votato nel 1993 per l’eliminazione dei finanziamenti ai partiti, volontà popolare aggirata ribattezzando questi ultimi “rimborsi elettorali”. Bisogna rispettare la volontà popolare ed annullare tali rimborsi, rendendo possibile solo la donazione da parte dei cittadini.

8. Formazione (scuola e università) e ricerca scientifica
Il piano di base dell’istruzione italiana non è così male se gli italiani sono tra i ricercatori più apprezzati… all’estero! Eppure le generazioni future non sono tutelate. Il primo passo per tutelarle è abolire la legge Gelmini che ha causato troppi tagli all’istruzione scolastica ed universitaria. I finanziamenti statali devono essere erogati solo alla scuola pubblica incrementandoli alla media europea. La ricerca scientifica deve essere valorizzata dallo Stato perché è essa la chiave per un mondo migliore. Con i giusti finanziamenti e le giuste garanzie potremmo richiamare i cervelli fuggiti altrove e rendere così l’Italia una nazione all’avanguardia tecnologica.

9. Tutela del territorio e valorizzazione dei beni culturali e ambientali
Le alluvioni ed i terremoti che colpiscono il nostro Paese sono la dimostrazione di come non siamo preparati a fronteggiare certe emergenze. Non solo, essi sono la prova della mancata messa in sicurezza del territorio. Alla luce di ciò ritengo insensato parlare di grandi infrastrutture di dubbia utilità fintanto che la vita degli italiani sarà sempre in costante pericolo. È perciò necessario investire risorse per tutelare il territorio nazionale. Con 47 siti UNESCO, e non solo, l’Italia possiede un patrimonio culturale ed ambientale da far invidia a qualsiasi altra nazione. Dando per scontata la responsabilità che abbiamo di tenere tali siti integri, faccio notare quanto il Paese ne guadagni dal punto di vista economico ed occupazionale se si investisse maggiormente in questa direzione.

10. Politiche economiche e fiscali come strumento di equità
L’IMU, come tutte le tasse di tipo patrimoniale, è difficile da evadere quindi sembrerebbe lo strumento giusto per risanare le casse statali. Eppure è tutt’altro che una tassa equa poiché non deducibile (un dramma per le imprese) e basata su valutazioni catastali vecchie, che urge rimodulare. Inoltre, come già accennato, la Chiesa Cattolica ne è esente senza un valido motivo. Se a causa dei governi passati gli italiani devono attraversare un momento di austerity è giusto che ciò valga per tutti, politici e dirigenti pubblici in primis così che possano dare il buon esempio.

* candidato M5S alla Camera Sicilia Orientale

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