Non roviniamo la fiducia dei cittadini verso la Magistratura

Sono veramente triste e anche un po’ indignato per questo scambio di frasi che rivelano purtroppo un profondo egocentrismo di entrambi i protagonisti. E sono tanto più dispiaciuto perché ho conosciuto e lavorato (per troppo poco tempo, purtroppo) con Giovanni Falcone e anche con Ilda Boccassini. Conosco quindi come collega e amico Ilda Boccassini dal 1985 e da qualche anno Antonio Ingroia.Qualunque siano le ragioni di entrambi,nessuno di loro due con tutti i meriti indiscutibili che hanno come magistrati detiene il monopolio della memoria e dell’onore di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Né lo detiene nessun altro, nemmeno i parenti più stretti pur comprendendo le loro reazioni. Teniamo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino fuori da tutto questo e non roviniamo il residuo patrimonio di fiducia che ancora una parte dei cittadini nutre verso la magistratura nel suo complesso.

* L’autore è ex magistrato e socio di LeG

5 commenti

  • non ho capito il succo della polemica … ma ai miei occhi quello che si rovina sempre più è Ingroia che, pur inizialmente promosso da un movimento per un nuovo modo di fare politica, continua ad interpretare il ruolo dei vecchi “baroni” delle strutture di partito … con mia crescente delusione!

  • SIAMO D’ACCORDO,MA NON SEMBRA CHE INGROIA SI SIA “PARAGONATO” A FALCONE E BORSELLINO NEL CITARLI COME ESEMPIO DI MAGISTRATI “VITTIME” DI OSTRACISMI INTERNI ED ESTERNI ALLA CATEGORIA.
    CHI HA VISSUTO A PALERMO NELLA SECONDA META’ DEL SECOLO SCORSO NON PUO’ AVER DIMENTICATO,PER CITARE UN CASO CHE FECE SCALPORE,LA POLEMICA SOLLEVATA DA SCIASCIA SUL CORRIERE.

  • Sono d’accordo. Ma perché i magistrati si occupano di politica e non dei mali della giustizia? Ecco cosa dichiarava nel 2002 l’attuale vice presidente del CSM Michele Vietti: “…il magistrato fa carriera sulla presunzione che non vi siano elementi negativi… Chi vi parla ha fatto parte per tre anni della I Commissione del CSM; quando è arrivato al Consiglio ha trovato nella sua stanza un migliaio di fascicoli pendenti a carico di magistrati… casi eclatanti di inidoneità e di infermità mentale di magistrati non hanno portato alla destituzione… e quindi anche chi è affetto da gravi turbe mentali, e quindi è un pericolo per l’amministrazione della giustizia, rimane al suo posto.” E sarebbe anche opportuno che l’ANM spiegasse ai cittadini se sono da qualificare ‘politicizzati’ i pochi magistrati che indagano i politici o i molti che non indagano i potenti.

  • Ha ragione. non roviniamo il residuo patrimonio di fiducia. Residuo appunto. Ho sempre difeso i magistrati dall’attacco di politici interessati che inveivano contro la magistratura. Credo che ora abbia ragione la Bocassini. La fiducia nella magistratura diminuisce soprattutto quando del suo operato ne paghi le conseguenze. Un tale ha cercato di vendermi un terreno demaniale. Il Tribunale ha deciso in tal senso dichiarando nullo l’atto e obbligando il venditore alla restituzione di quanto aveva ricevuto come caparra confirmatoria 65 milioni di vecchie lire, dopo 7 anni. Non ha però riconosciuto la mia richiesta di risarcimento pari al doppio della caparra come contrattualmente previsto e alternativamente, in subordine al riconoscimento degli interessi. Il tribunale ha sostenuto che avrei dovuto dimostrarne il sostenimento dei costi. In appello il giudice non mi riconosce il doppio della caparra e non mi riconosce gli interessi legali e mi condanna alle spese processuali €.2.100. Il venditore ha avuto ragione! Ci ha provato a vendermi il terreno e gli è andata bene perchè ha tenuto il mio danaro per 7 anni senza pagare interessi nè spese legali. Ha guadagnato anche il suo avvocato 2.100 €. Viva l’Italia e Viva la magistratura. I furbi ci provano e vincono. Gli onesti malcapitati ne pagano le conseguenze.

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