Una Notte Bianca per la Rai

Riformare la Rai. La richiesta è netta: “Vogliamo i fatti”. Per “cambiare davvero”. E l’oggetto della richiesta è la governance della tv di Stato. Giovedì 18 ottobre, alle 18, parte a Roma “La notte bianca della Rai ai cittadini e la libertà d’informazione”, realizzata da Move On Italia. L’appuntamento è a Piazza Farnese. Si parte da un’analisi: “Il servizio televisivo sia pubblico che privato, che è l’unico modo per raggiungere milioni di italiani, in sostanza è di pochi potenti trasversali che mantengono immutato il loro potere controllando l’opinione pubblica e condizionandone anche il voto”. E l’obbiettivo è “superare il totale ed unico attuale controllo della tv pubblica da parte dei governi e dei partiti”.

Pluralismo e conflitti d’interesse. Un superamento necessario se si vuole “garantire la libertà e il pluralismo dell’informazione”. E la proposta è quella di definire per legge una netta separazione “tra l’esercizio del potere politico e la proprietà o la capacità di influenzare i media”. Numerose le associazioni che hanno aderito alla Notte Bianca: Libera, Articolo 21, Libertà e Giustizia, FNSI, Usigrai, Teatro Valle, Indignerai, Alba, Tavolo della Pace, Liberacittadinanza, TILT, Rete Viola. Tra gli interventi previsti quelli Giovanni Valentini, Roberto Natale, Flavio Lotti, Francesca Fornario, Giuseppe Giulietti, Guido Scorza e Alessandro Gilioli.

Infine le proposte. Ecco “i cinque punti per riformare la Rai”:

1. Chiediamo il superamento dell’anomalia per la quale l’azionista del servizio pubblico è il Ministero dell’Economia.

2. Al posto della Commissione parlamentare di Vigilanza, chiediamo la costituzione di un Consiglio per le Comunicazioni audiovisive, i cui membri dovrebbero essere in maggioranza nominati dalla società civile (11 su 20) e che ogni organismo di nomina e gestione abbia una composizione di genere paritaria (50/50). Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un’azienda che finanziano tramite il canone, eleggono direttamente 6 componenti. Cinque sono nominati da rappresentanti di settore (sindacati, artisti, autori, accademici, fornitori di contenuti). Dei rimanenti 9 membri, 3 verrebbero eletti dagli enti locali (Regioni-conferenza permanente stati regioni, Province-l’Upi e Comuni-Anci) e 6 nominati dal Parlamento.

3. Il Consiglio nomina i vertici della concessionaria del servizio pubblico (il CdA Rai), selezionati mediante concorsi pubblici in base a criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza. Ad esso sono attribuite competenze di indirizzo e vigilanza.

4. Il Consiglio nomina altresì i componenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, assicurando, anche in questo caso, i criteri della selezione trasparente, dell’indipendenza e del massimo di qualificazione.

5. Il Consiglio si pone al servizio degli utenti Rai, facilitando modalità interattive di controllo e di valutazione e garantendo ai cittadini un uso consapevole e attivo di tutti i media gestiti dal servizio pubblico.

Qui la pagina Facebook della Notte Bianca. E quiConflitti e interessi di un Paese leggero” di Giovanni Valentini

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