Le primarie e il futuro del Paese

Dopo Monti. Un dibattito che riguarda il futuro del Paese. Perché “non è vero che parlare delle primarie è parlare d’altro: parlare delle primarie significa affrontare il problema di chi sarà il capo del governo dopo Monti e con quali regole sarà scelto”. Libertà e Giustizia interviene sulla discussione avviata nel centrosinistra sulle regole per la consultazione che deciderà il candidato premier. I temi: Albo degli elettori, programmi dei candidati e trasparenza per le spese da affrontare.

Discussione tardiva. La premessa: “La discussione sulle regole sarebbe dovuta avvenire già mesi fa, per non trovarci oggi ad aspettare fino al 6 ottobre che il Pd scelga più o meno da solo le regole che dovranno riguardare tutto il centrosinistra”. Ed è proprio aspettando il 6 ottobre, che “ci permettiamo di sottolineare alcuni punti che ci sembrano dirimenti per ottenere la partecipazione libera e massiccia degli elettori alle primarie”.

Ecco i punti:

1. Albo degli elettori o elezioni aperte a tutti?
Premesso che bisogna assicurare la partecipazione più ampia possibile è pero necessario che la consultazione non sia inquinata dal voto di cittadini interessati esclusivamente a scegliersi un avversario che non disturbi, o che disturbi il meno possibile la propria parte politica. Insomma, sembrerebbe assurdo che fosse la destra a scegliere il candidato premier della sinistra o viceversa. Crediamo che la costituzione di un albo degli elettori, come accade negli Stati Uniti, possa servire a questo scopo.

2. Carta degli intenti.
Ci parrebbe controproducente che il Pd chiedesse agli elettori di sottoscrivere anche l’attuale carta di intenti: un contenitore dentro il quale c’è tutto e il contrario di tutto. Sarebbe meglio che ciascun candidato presentasse il proprio programma, conciso e controvertibile, senza ambiguità sui punti cardine dell’azione di governo.

3. Regole uguali per tutti per la campagna elettorale.
Trasparenza e limiti alle spese individuali e dei partiti a sostegno dei vari candidati.

Qui il sito di Libertà e Giustizia

3 commenti

  • purtroppo non si può chiedere a chi ha fatto nominare tutti i suoi organi dirigenti sia, comunali, provinciali, regionali, nazionali, con liste bloccate in gran parte liste uniche; ora non vuole le preferenze, qualche suo candidato chiedi i voti a tutti i partiti, se vincerà di chi sarà il referente??
    saranno primarie di coalizione ?? di partito?? se di coalizione da chi è composta??
    CREDO CHE L’OBBIETTIVO SIA ,CHE MENO PERSONE SI INTERESSANO DEI FATTI LORO MEGLIO,
    E’ ALTRO CHE RAPPRESENTANTI DEL POPOLO SOVRANO,
    e il PD resta purtroppo il partito meno peggio, POVERA ITALIA

  • Premesso che chi si presenta ai seggi elettorali del Partito Democratico sia un elettore del Partito Democratico e premesso che voglia esprimere la preferenza del candidato Premier per quale motivo il Partito Democratico dovrebbe “accogliere” elettori provenienti dal centro destra se non sottoscrivessero una carta con la quale si impegnino a votare il Partito Democratico qualunque sia il risultato delle primarie?
    Non si può inquinare un consulto elettorale dedicato ad elettori della parte politica opposta alla tua. Il Partito Democratico si deve cautelare .
    Se il centro destra voleva candidare Renzi doveva prima di tutto indire delle primare per il suo popolo di centro destra e soprattutto dovea proporre una rosa di candidati, cosa non molto semplice per il Pdl in questo momento visto che sono la maggior parte dei suoi politici indagati.

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