Dove va l’Italia? Economia e sistema politico dopo il governo Monti

19 settembre 2012
21:00 - 23:00

Città: Ivrea
Luogo: Polo Universitario Officina H
Indirizzo: via Monte Navale

Relazione di
Paolo Mieli, presidente RCS Libri

Conduce e modera l’incontro:
Aldo Gandolfi, forum democratico e garante LeG

Organizzato da Forum Democratico del Canavese “Tullio Lembo” e Libertà e Giustizia

1 commento

  • Lo scenario che ci aspetta dopo il governo Monti è inquietante per tanti motivi tra i quali emergono la fine della legislatura e la scadenza del settennato della Presidenza della Repubblica con l’aggravante della mancanza a tutt’oggi di una nuova legge elettorale. Ne deriva che l’ipotesi di affidare nuovamente a Monti la guida del paese non è del tutto peregrina. Man mano che si avvicina la fine di questa legislatura aumenterà la conflittualità tra i vari partiti che, salvo rare eccezioni, si contenderanno il consenso elettorale con il solito sistema di promesse impossibili come ad esempio l’abolizione dell’Imu, impossibili salvo tornare indietro per quanto riguarda il pareggio di bilancio che l’Italia ha già introdotto nella Costituzione. Ai partiti delegittimati da continui episodi di corruzione e spreco di pubblico denaro fa da contr’altare il diffondersi di un populismo senza freni che fa leva soprattutto sulle giovani generazioni più abituate ad esprimersi in rete , all’inseguimento dell’utopia di una democrazia diretta secondo cui uno vale uno. In questo contesto per quanto ridimensionato si inserisce anche il secessionismo della Lega Nord che, dopo essersi leccate le ferite, sta in seconda fila attendendo il momento opportuno per dare altri colpi allo Stato Unitario, posizione questa che trova ottima sponda in un’Europa sempre meno gigante economico e sempre più nano politico sullo scenario mondiale. In questo contesto alcuni propugnano l’uscita dall’euro e il ritorno alla vecchia lira, considerando l’esperienza della moneta unica fallimentare. Ma il vero pericolo che corre il nostro paese è proprio aderire al principio uno uguale uno, principio che autorizzerebbe ciascuno di noi ad ergersi allenatore della squadra Italia e la storia insegna che quando tutti fanno gli allenatori nessuno più gioca con inevitabile sconfitta finale. Attendo quindi che chi vale più di uno si faccia avanti e cerchi di riportare in carreggiata il Paese. Sarà dura ma almeno la speranza non costa niente!

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