LeG e la Costituzione degli sherpa

Riforme. Allargare la discussione sulla riforma costituzionale. Prima del voto in Senato, previsto entro maggio, per far conoscere all’opinione pubblica che le nuove norme “non si fanno per diminuire il numero dei parlamentari, ma per investire il capo del governo di poteri che non ha mai avuto prima e che vengono sottratti al presidente della Repubblica”. Una “riforma degli sherpa” contro cui punta il dito Libertà e Giustizia: “Preferiamo la Costituzione del ‘48 alla Costituzione degli sherpa, che fra l’altro renderà ancora più succube il Parlamento alla volontà del capo del governo”.

Prima di tutto, una nuova legge elettorale. La richiesta avanzata dall’associazione presieduta da Sandra Bonsanti e Gustavo Zagrebelsky è che i partiti lavorino affinché, prima delle riforme della Carta, si approvi una nuova legge elettorale. Per poi affidare “a nuovo Parlamento, eletto e non nominato, gli eventuali aggiornamenti della Costituzione”. Due gli obiettivi: riaprire il dibattito pubblico sulle riforme e impedire che la riscrittura della legge fondamentale dello Stato sia messa in atto da un “Parlamento come questo, che ha al suo interno 90 tra deputati e senatori indagati e/o condannati per corruzione, concussione e abuso d’ufficio”.

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