LeG, processare lo Stato infedele

Piazza della Loggia. Non sono bastate tre inchieste, undici sentenze, trentotto anni di indagini. La verità sulla strage di Piazza della Loggia è ancora nascosta, e la decisione della Corte d’assise d’appello di Brescia – assoluzione piena per Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte e Francesco Delfino – alimenta il dibattito sulle “stragi di stato”. E se per il procuratore Roberto Di Martino “si tratta di una vicenda che va affidata alla storia”, c’è chi chiede che sia fatta giustizia nelle aule dei tribunali.

Manovali del terrore. Tra gli interventi, quello di Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia. Che scrive: “C’erano uomini dello Stato nelle strutture nascoste che organizzarono le stragi dal ’69 agli anni Ottanta”. Uomini che hanno depistato e deviato le indagini, che hanno cancellato prove. Tutto in nome di “strutture nascoste: Gladio, P2, Anello, Noto servizio, Ordine nuovo, e altri manovali del terrore”. Infine la richiesta: “Se non è possibile trovare le prove per condannare gli esecutori, non è tardi per un unico maxi processo contro lo Stato deviato. Non basta il tribunale della storia che tutto assolve e giustifica. Bisogna fare giustizia, spalancando gli armadi che per interessi internazionali e compromessi politici sono stati sigillati per un tempo insopportabile. Processiamo lo Stato infedele, non è troppo tardi”.

Qui il sito di Libertà e Giustizia. E qui Benedetta Tobagi sulle “coperture di Stato”.

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