Genova, Pisapia incontra Doria: “Partiamo dalle grandi città per trasformare il Paese”

Genova. Marco Doria vincente al primo turno? “La scaramanzia mi dice di non dire nulla ma quello che penso è si”. Il suggello dell’alleanza arancione tra Giuliano Pisapia e Marco Doria, entrambi candidati indipendenti e vincitori delle primarie del centrosinistra l’uno a Milano e l’altro a Genova, arriva con una battuta fugace. Pisapia, oggi nel capoluogo ligure per un incontro organizzato dal circolo di Libertà e Giustizia, è venuto non per sostenere Doria “non ne ha bisogno, ci sono già i genovesi”, ma piuttosto per ribadire l’importanza di un alleanza basata sui valori comuni.
“Avere due sindaci che si stimano, che riescono a lavorare insieme, condividono progetti comuni e che, insieme, vogliono migliorare le loro città è una ricchezza per tutti”, ha detto Pisapia, ma soprattutto è “importante per Genova e Milano”. Arricchire le due città, significa “arricchire il nord, e ripartire dalle grandi metropoli per trasformare il paese”.
“Una delle cose che ci accomuna è la consapevolezza di quanto sia importante ascoltare – ha sottolineato Doria nel suo intervento dove ha ripercorso le tappe della sua candidatura. A spingere il professore nell’agone politico è stata soprattutto una fortissima “indignazione per il degrado etico, civile, della politica, aumentato negli ultimi anni di governo Berlusconi”. E’ stata infatti l’indignazione la “componente fondamentale della voglia di impegnarmi, dell’idea che fare con serietà e rigore un lavoro che mi piace molto, non fosse bastante nel nostro paese, ma fosse necessario un altro tipo di impegno civile”.
Poi il passaggio sulle primarie, il filo “arancione” da cui è nato il fenomeno “Pisapia” e l’effetto domino sulle altre città, Genova in primis. “Se non ci fossero state le primarie non sarei qui, ne sono certo – ha ricordato Doria – A genova il Pd ha deciso di indirle, dando a una persona come me la possibilità di candidarmi”. Questo significa che di tutti i candidati in corsa per Tursi “sono l’unico ad essersi sottoposto al processo delle primarie. Non è un merito è una constatazione oggettiva, non sono stato scelto da 4-5 persone in una stanza, ma da 25 mila genovesi al voto”.

Guarda il video dell’incontro

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