Perché siamo qui

Grazie a tutti, da parte di tutta Libertà e Giustizia!!! Qualcuno poteva forse pensare (o sperare) che andatosene Berlusconi anche la nostra voce si sarebbe zittita. Che, dopo le migliaia di ore passate da LeG nelle piazze e nelle strade d’Italia a protestare contro la deriva populista a raccogliere firme, firmare appelli, informare cittadini, a tentare fra le macerie di ricucire l’Italia, la missione di LeG si sarebbe indebolita, forse esaurita. Ma dieci anni di vita sono tanti e molto abbiamo imparato dal frequentare il territorio e dal mescolarci agli altri della società civile.

E stasera siamo qui, con la nostra voce di sempre, composta ma intransigente, pacata ma indignata.

Siamo qui perché crediamo nella politica, ma la politica oggi è troppo spesso soltanto qualcosa che respinge i cittadini, li costringe nell’angolo della solitudine, della rinuncia, della disaffezione.

Siamo qui perché crediamo nei partiti, strumento essenziale di democrazia, ma questi partiti, guidati da una classe dirigente immobile e autoreferenziale, con lo sguardo rivolto al presente e al mantenimento di gruzzoli di potere, non riscuotono oggi un consenso che superi il 4, massimo l’8 per cento di consenso elettorale.

Siamo qui perché da anni chiediamo che sia abolito il porcellum e ci sia consentito, la prossima volta di eleggere e scegliere un Parlamento di competenti e di onesti. Ci propongono invece di rifare la Costituzione e dare al premier poteri in più senza l’ombra di contrappesi.

Siamo qui per dire basta a questo paese corrotto e contaminato da mafia e illegalità, in cui ribellarsi al potente, come fece Placido Rizzotto sessant’anni fa vuol dire rischiare la vita. Perché il potente concorre esternamente con la mafia.

Ma siamo qui anche per dire un grazie al nuovo governo, che ci ricorda che amministrare il bene comune può essere un grande ideale. Dobbiamo alla nostra Costituzione che nella lungimiranza dei padri costituenti, anche queste situazioni aveva previsto, dando la facoltà al capo dello Stato di proporre al Parlamento, in una situzione cos’ì difficile, una soluzione nuova.

Chi meglio di noi, che ha denunciato lo sfacelo berlusconiano, può dire grazie a Mario Monti e al suo governo, alla fatica quotidiana del loro lavoro, alla competenza profonda dei problemi.

Ma siamo qui anche perché ci facciamo una domanda: questo nostro grazie deve essere pronunciato all’interno di un silenzio diffuso e spesso quasi servile, oppure deve e può essere accompagnato dalle voci di un pensiero critico?

Deve risuonare come un vuoto ritornello o deve esser riempito delle voci di una comunità che vive e che domanda e che spera?

Le voci che parlano di un altro SPREAD, non meno pericoloso e insidioso del primo: lo spread fra questi partiti e i cittadini, che al momento del voto potrebbe produrre un’astensione drammatica.

La gratitudine verso Monti e il suo governo deve forse impedirci di chiedere alla politica e ai partiti senza i quali non c’è democrazia, di CAPIRE questo disagio, di farsene carico, di assumersene la responsabilità? Di riflettere sugli sbocchi imprevedibili e spesso tragici che situazioni come questa hanno avuto nella storia del novecento?

Deve impedirci di chiedere oggi ancora più che prima con forza a coloro che sono stati all’opposizione negli anni di B. (dal Pd all’Italia dei Valori a Sel e anche al Centro) di rendersi conto che il tempo della fiducia scontata da parte di tanti cittadini è finito e che essi chiedono oggi qualcosa di più e di diverso, convinti come sono e come siamo noi che senza partiti e senza politica non c’è democrazia?

Noi siamo qui per dar voce a coloro che non riescono a far arrivare la loro a questa classe dirigente.

Non è troppo tardi, oggi, per voltar pagina. Ma serve coraggio e alcune proposte noi abbiamo da farle, rispettosamente, senza pretendere alcunché.

Ma rifiutiamo indignati che ci si chiami l’antipolitica. C’è un sentore di vecchio stalinismo, il ricordo di anatemi lanciati contro il dissenso (e noi non dissentiamo, oggi), di poco liberale, di nostalgico e patetico.Troppo facile, appiccicare etichette, e lanciare scomuniche. E soprattutto, con noi non funzionerà mai.

Lo spread fra partiti e cittadini fa parte delle macerie ereditate dal tempo di B. Noi chiediamo oggi che la rappresentanza politica guadagni dignità e sia degna di esser presa sul serio. Perché ad essa è strettamente legato il destino e il ruolo del Parlamento.

Chiediamo che sia dato ascolto alle denunce di Roberto Saviano, grazie Roberto di essere ancora qui con noi, dopo il Palasharp e i video con i quali eri con noi all’Arco della Pace. E che sulla lotta alla corruzione non ci siano esitazioni politiche.

Chiediamo che si rifletta e subito su quanta disperazione ci circonda, se nel giro di pochi mesi quasi 3000 italiani si sono uccisi: piccoli e medi imprenditori; padri di famiglia licenziati.

DEFAULT: c’è chi lo ha già fatto default, chi è già fallito e non si risolleverà mai più.

Per noi di LeG la giustizia sociale sarà sempre il primo obiettivo a cui tendere, giustizia sociale da esigere senza retorica da qualunque governo tecnico o politico.

E oggi c’è una spaventosa ingiustizia sociale.

Un’ultima cosa: rinnovamento, ricambio oggi possono sembrare parole troppo usate e troppo spesso promesse e tradite. Meglio pensare a nuovi soggetti politici, meglio ragionare su liste civiche. Ci dicono: all’interno del Pd vinceranno i D’Alema e i Violante, si imporranno coloro che per il dopo Monti preparano il rafforzamento del vecchio partito, chiuso, autosufficiente e autoreferenziale. L’unico, il solo (che alternativa c’è?). Dicono che dopo le amministrative di primavera, che al nord potrebbero vedere il successo del Pd quasi ovunque, il resto verrà da sé. Ma altre volte questa è stata un’illusione e dopo la vittoria nelle città seguì il disastro nazionale.

E noi non possiamo correre rischi, l’Italia non può correre rischi.

Noi, allora, non ci arrendiamo, e proviamo ancora. Qualcosa si sta muovendo anche se la strategia dell’emarginazione è all’opera e non di deboli ribellioni avremmo bisogno, ma del coraggio di una rivoluzione vera e propria.

Solo questo cambiamento della politica può vincere lo spread, ma il tempo è poco. In uno dei suoi ultimi interventi sulla democrazia, un grande democristiano e studioso della Costituzione, amico di LeG, Leopoldo Elia affrontò il tema dell’articolo 49 della Costituzione,…perché non è mai stata fatta una legge sulla democrazia nei partiti? C’era disse, per molti decenni una forte diffidenza del partito comunista preoccupato che con una legge si potesse cercare di mettere fuori legge il Pci: “ Ma nel ’92, caduto il muro di Berlino, diruta la conventio ad escludere, mi ero permesso di ricordare che erano maturate le condizioni per approvare una legge sui partiti che nel frattempo avevano ottenuto il finanziamento pubblico e i partiti italiani avevano contratto pessime abitudini, chiedevano molto alle istituzioni, e poco o nulla davano in cambio. Era come parlare nel deserto”.

Noi non ci rassegneremo ad essere voci nel deserto.

4 commenti

  • se si vuole cambiare veramente bisogna creare un nuovo soggetto politico con nomi nuovi pronti ad impegnarsi da subito contro il male oscuro di questo paese:il malaffare(corruzione.illegalita’,evasione,truffe,ecc.ecc) il vero problema di questa nazione che blocca lo sviluppo e che nessuno vuole affrontare seriamente.L’attuale sistema e’ troppo coinvolto in meccanismi affaristici e di connivenza consolidati da lunghi anni di attivita’.Sperare che questo sistema faccia un passo indietro e’ quasi un’utopia porcellum o non porcellum. In alternativa creare un movimento popolare finalizzato solo e soltanto al problema del malaffare per coinvolgere una massa enorme di cittadini onesti che non vede l’ora di riprendersi la propria dignita’ perche’ stanca di tirare la cinghia e vedere il proprio dirimbettaio vivere quasi impunemente di truffe e corruzione.bisogna muoversi non si puo abbandonare questo paese nelle mani dei parassiti

  • SERATA MAGNIFICA! Ma sperare che questo sistema politico si ravveda e si auto- ripulisca e pura illusione e che una piccola minoranza “pulita ed onesta” che sia ancora tale da farlo implodere e altrettanto utopico.
    Quindi vorrei dire.. se non ora quando a voi, e se non voi chi… meglio di voi potreste salire in politica apertamente, con la vostra grandezza di pensiero e preparazione , costanza e resistenza o perlomeno fare da accentratori per tutta quella parte di società politica che sta annaspando alla ricerca di persone affidabili che non si siano sporcate le mani con il sistema.HO sentito grande energia dalla Sig Bonsanti, sembrava una ragazzina, una lucidità e una chiarezza determinata dalla Sig De Gregorio….W le donne, w queste donne.

  • Perché siamo qui ?
    Perché, però, solo due commenti?
    Un intervento bellissimo e ……due commenti.
    Ieri sera nella trasmissione di Rai 3 condotta magistralmente da Corrado Formigli e dai suoi collaboratori veniva intervistato il Signor Giovanni Montresor miliardario veneto di Bussolengo che dichiara al fisco insieme alla moglie 10 € all’anno.
    L’intervista era completata da alcuni passaggi nella cittadina di Bussolengo ove parecchi compaesani inneggiavano all’astuzia ed alla genialità di Montresor e come al solito pur essendo pensionati monoreddito e pagatori verso l’Erario si dicevano concordi nella mostruosa evasione fiscale del loro“Signore” concittadino.
    Vi consiglio di rivedere questo spezzone in streeming, ma fatelo prima di mangiare, dopo potrebbe risultare pericoloso per il vostro stomaco.
    Mentre una parte del paese sta dalla parte dei Montresor e di chi negli anni li ha sdoganati liberandoli da quella vergogna che in un Italia più normale avrebbe dovuto attanagliarli, un’altra ancora piccola parte si indigna molto giustamente e partecipa con dignità ai movimenti come L&G.
    Penso sia giunto il momento della “Sostituzione”.
    Basta Montresor!
    Sperare che chi in questo momento deve far fronte ad una nuova pesantissima Ultratangentopoli che trasversalmente attanaglia il ceto politico che disperatamente sta cercando di divincolarsi dai lacci che lo stanno trattenendo impedendogli di fuggire dai lapilli e dalla lava di un Vesuvio di Corruzione ormai inarrestabile è del tutto inutile.
    Nel contempo è indispensabile salvaguardare il sistema dei partiti politici.
    Le donne e gli uomini idonei alla “sostituzione “ ci sono, sono presenti ed assolutamente preparati a sostenere il ruolo. Lo sappiamo. Devono però dichiararsi disponibili a farlo.
    Il Governo attuale non è sostituibile da nessuno dei membri degli attuali partiti cosiddetti politici.
    Assolutamente nessuno di loro, assomigliano troppo ai Montresor.
    La gente scapperebbe dalle urne in massa.
    Allora coraggio anche se le età sono grandi le menti sono meravigliosamente attive e brillanti, le idee vengono fuori dai movimenti, da questi movimenti.
    La proposta ai partiti perlomeno a quelli decenti e di fare per i loro segretari e maggiorenti un salto indietro e chiedere un grande aiuto. L’aiuto di essere sostituiti da coloro che come gli attuali tecnici al Governo hanno il dono della presentabilità.
    La comunione tra una parte della politica per bene e l’intellighenzia del paese è in atto da tempo.
    Le donne e gli uomini che potrebbero assumere il governo dei partiti c’è!
    Se questa corrente di pensiero fosse esplicita sarebbe difficilissimo per chiunque dire di no.
    Un caro saluto

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