1.210.466 firme di liberi cittadini

È “un miracolo popolare”: il comitato referendario ha consegnato in Cassazione 200 scatoloni contenenti 1.210.466 firme, raccolte in soli due mesi, per chiedere l’abrogazione dell’attuale legge elettorale, il cosiddetto porcellum. Quota ben oltre le 500mila richieste e ben oltre le 700mila considerate la soglia di sicurezza, al netto delle possibili contestazioni in Cassazione. Il presidente del comitato, Andrea Morrone, nel corso di una conferenza stampa alla Camera, festeggia per il risultato, ma ricorda che è “solo l’inizio”.

Libertà e Giustizia è fiera e orgogliosa del risultato: abbiamo contribuito con l’impegno e la dedizione di tanti soci alla riuscita della raccolta. Lo stesso comitato promotore nella conferenza astampa ha citato i cittadini come i veri protagonisti della mobilitazione; non possiamo che essere d’accordo tutti noi abbiamo visto chi ha raccolto le firme e chi aveva altro da fare.

Noi di LeG ringraziamo i nostri soci e tutti gli amici che ci hanno aiutato a mettere insieme quasi 50 mila firme (conteggio definitivo). Questo impegno concreto è stata la degna conclusione della campagna Mai più alle urne, cominciata da LeG l’anno scorso e proseguita quest’anno con l’appello Ultima chiamata.

5 commenti

  • io sono una firmataria liberaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa grazie a tutti ,forza dobbiamo farcelaaaaaaaaaaaaaa

  • dobbiamo mandare a casa tutti i politici che hanno problemi con la giustizia, per primi quelli di questo disastroso governo

  • Ha ragione Andrea Morrone: “è solo l’inizio”.
    Anche perchè quel “mai più alle urne …”,a conclusione del faticoso iter o prima ancora che si concluda con la chiamata alle urne, potrà essere interpretato da autori e coautori in auge del porcellum,come possibilità di inciuciare con altro sistema favorevole alla casta e non certo al popolo “sovrano” (in realtà bue … se il coraggio della verità dimorasse oltre che nella mente anche sulla lingua degli attori nominati dal re e accampati a Montecitorio o di fronte alle telecamere).

  • E meno male che d’alema, spocchioso piccolo borghese, ci ha tenuto a dire che lui non ha firmato. Avrebbe inquinato anche questo incredibile risultato.

  • A Palinuro e non solo.
    Quale sia il livello di arroganza del personaggio in oggetto e di dispregio del pensiero altrui,quando non si genuflette al suo,e quale sia dunque il suo potere di condizionamento della politica del PD,è dimostrato dalla sfida alla maggioranza degli elettori PD di cui è sostanziata la sua dichiarazione pubblica sul diniego della sua firma (v.l’inciucio come obiettivo di cui accennavo e conseguenti lunghe e penose doglie con eventuale parto cesareo del nuovo mostriciattolo elettorale che questo o altro parlamento di pseudo rappresentanti partorirà !).
    Altri due esempi del modo sferzante di agire del personaggio mi vengono in mente: la sua reazione ai critici della dormiente coalizione di sinistra che a Piazza Navona avevano fatto sentire la loro voce; gli inciuci e la superficiale faziosità interna al partito e nella scelta degli uomini e delle poltrone in sede locale e la serie di spaccature nel PD che ne derivano (v. Lombardia,Sicilia,etc.etc.).
    Eppure quest’uomo,nonostante le numerose sconfitte,i pastrocchi politici di cui è corresponsabile,la glorificazione pubblica del “genio” imprenditoriale di Berlusconi (come dire della corruttela,dell’illegalità e della massa di denaro di provenienza tutt’ora ignota di cui tale “genio” si è nutrito,quale contributo del politico “raffinato” al prolungamento del potere di Berlusconi in Italia !),continua a ricevere consensi nella sua Gallipoli.

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