L’Articolo 8 della manovra finanziaria: cosa significa in concreto e cosa succederà nei rapporti di lavoro?

3 novembre 2011
18:00 - 20:00

Città: Milano
Luogo: Casa della Cultura
Indirizzo: via Borgogna 3

L’articolo 8 della manovra

partecipano :
Onorio Rosati, segretario della Camera del Lavoro di Milano

Stefano Liebman, ordinario di Diritto del Lavoro – Università Bocconi

Riccardo Atanasio, giudice Sezione Lavoro Tribunale di Milano

Franco Scarpelli, ordinario di Diritto del Lavoro Università Bicocca – avvocato

Renato Scorcelli, avvocato giuslavorista

Saluto introduttivo:
Allegra Stracuzzi, coordinatore del “Circolo di Milano” -  Associazione Libertà e Giustizia

Incontro organizzato dal Circolo milanese di LeG

2 commenti

  • Della Valle ebbe a dire recentemente in una trasmissione televisiva che in questo momento aggiungere incertezza all’incertezza, rendendo più incerti i rapporti di lavoro continuativo, supposto stabile, non giova all’interesse collettivo. E’ vero, ma è anche vero che in un momento come questo occorre anche scrollarsi di dosso decenni di rigidità, sovrastrutture, inefficienze e quant’altro. Quando se non adesso ? Irrigidire i rapporti di lavoro nelle piccolissime imprese (meno di 15 dipendenti) sarebbe una follia e solo qualche sindacalista old minded pensa che si potrebbe fare.
    Viceversa, se è vero che le piccole imprese possono giustamente licenziare, per infiniti motivi, tra cui la non adeguatezza di alcuni dipendenti alle esigenze dell’azienda, perché non generalizzare questa politica rendendo anche le grandi imprese più flessibili e quindi più efficienti ? Il non farlo non impedisce che queste comunque licenzino il personale se debbono o vogliono chiudere: il problema più drammatico non viene evitato. Regole meno rigide invece possono attrarre investimenti produttivi, che è ciò di cui abbiamo più bisogno. Basta con la paura ! Occorre coraggio. Diamo invece ai lavoratori tutti i medesimi privilegi che hanno i dirigenti industriali, cioè congure indennità di licenziamento per facilitare la transizione da una azienda all’altra senza maggiori drammi.

  • Il lavoro va tutelato, le persone devono poter andar a lavorare con tranquillità senza aver sul proprio collo il fiato del responsabile, del padrone dell’azienda ,che ti ricattano , minacciandoti di licenziarti se non fai quello che dicono loro.
    E’ altresì vero che vanno tutelate le persone, che hanno voglia lavorare e non coloro che ostacolano un processo produttivo all’interno di un’azienda piccola o grande che sia. Bisogna far partecipare i lavoratori alle decisioni imprenditoriali da tenere all’interno di una ditta; perchè non coinvolgerli nell’azionariato e nella produttività incentivandoli ? perchè non chiedere l loro pareri per migliorare la produttività e la tecnologia , lo sviluppo aziendale?

    L’aumento dei posti di lavoro e la non precarietà sono il volano dello sviluppo del paese, sono la tenuta del sistema pensionistico attuale e futuro, l’incremento dei salari, il puntare sulla qualità del lavoro e del prodotto sono valori alla base di un miglioramento globale.

    Apriamoci alla possibilità di aprire un sindacato europeo che contratti con le aziende europee per il miglioramento delle condizioni dei lavoratori e delle professionalità all’interno delle aziende europee. Apriamo le leggi di tutela dei lavoratori e delle aziende a leggi valide per tutti gli stati europei, e condivise da tutti gli stati membri per evitare vessazioni e privilegi a livelli, ormai locali, di ciascun stato membro.

    grato per l’attenzione,ciao
    Danilo

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