Eco, anatema contro il governo: “Una barbarie colpire la cultura”

“La politica in atto, che deprime finanziariamente le facoltà umanistiche, mette in questione l’interdisciplinarietà dei saperi: è una nuova forma di barbarie e di dipendenza coloniale da altre culture e paesi. Non solo a livello produttivo, ma anche dal punto di vista creativo”. Ad lanciare l’anatema contro il governo, in difesa della cultura, è Umberto Eco in persona, intervenuto ad un seminario all’Università di Bologna.

Eco lancia poi una provocazione: si parla tanto, dice, dei poteri forti. Che certamente sono identificabili nella televisione e nella radio (“Qualche giorno fa ho visto il film ‘Silvio Forever’ su La7“, rivela): “Ma sono anche – avverte – le scuole e le università. Sono centri dove si insegnano punti di vista, e dove si insegna poi a criticare quei punti di vista. Ecco perché si sta cercando di uccidere le facoltà umanistiche, mentre bisognerebbe umanizzare ancora di più quelle scientifiche”

Nel suo intervento, Eco ha parlato poi dei due diversi modelli di formazione, solo in apparenza non comunicanti: quello umanista e quello scientifico. E ha più volte sottolineato come i filosofi e gli uomini di lettere siano indispensabili nelle scienze esatte, soprattutto per la vena creativa e per la capacità di cogliere tutte le potenzialità della tecnologia.

Per dimostrare che il sapere umanistico oggi è ancora fondamentale per la scienza, Eco ricorda che proprio un

gruppo di scienziati dell’Università di Bologna ha riscoperto qualche mese fa l’importanza dell’opera di un filosofo del 1600, il “Mundus subterraneus” di Attanasio Kircher. Tanto che l’opera in questione è stata rieditata dal Dipartimento di Scienze della Terra.

“Oggi ci si lamenta dei troppi iscritti alle facoltà umanistiche, sostenendo che si dovrebbe disincentivare l’accesso a quelle umanistiche e spronare invece le iscrizioni a Geologia  – spiega Eco –. Avere altri insegnanti precari di filosofia non interessa a nessuno. Credo però che un buon filosofo sia ancora importante per un geologo”.

“Nella società odierna – ha concluso – i due saperi, quello umanistico e quello scientifico, sono ugualmente importanti. E’ chiaro, però, che gli umanisti vanno anche usati bene. Se Bush avesse saputo usare gli storici non si sarebbe impantanato in Afghanistan. Così come Hitler: se avesse letto due libri, avrebbe capito che non ce l’avrebbe mai fatta ad arrivare a Mosca prima dell’inverno”.

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2 commenti

  • Dopo quello che si è letto,e da parte mia precisato e integrato in questa sede,ma già scomparso more solito,sui tagli all’insegnamento della Storia dell’Arte,capita a fagiolo l’intervento suddetto con l’anatema del nostro U.Eco, con il quale non si può non convenire,rientrando tra i suoi meriti tra l’altro quello di aver contribuito alla nascita in Italia,presso l’Ateneo di Bologna per l’esattezza e alla crescita di quell’utopica (come allora fu accolta dal mondo accademico tradizionale) ma necessaria struttura interdisciplinare di formazione degli operatori dell’Arte musicale e visiva,la prima sorta in Italia: il DAMS per l’appunto,opponendosi il personale direttivo e docente,dei conservatori musicali e delle accademie di belle arti,con i presidenti di estrazione partitico-clientelare, all’assetto universitario mediante adeguata riforma di questi ultimi.
    Credo che, amministrando l’istruzione l’avvocato Gelmini,nominata deputata e poi ministra da Berlusconi, incombe oggi su di essi il pericolo della soppressione a motivo dell’esercizio alla critica cui sono improntati gli insenamenti del corso di laurea,come afferma U.Eco,restando nè carne nè pesce nell’ordinamento scolastico e universitario italiano le due vecchie strutture di formazione artistica anzidette

  • Prof. Eco,
    quanta responsabilità omissiva hanno le persone come Lei socialmente importanti, imponenti direi, carismatiche, sagge, dotate di competenze molto elevate, di ascendente, di rilevante capacità mediatica e perchè no di un certo potere, sul livello di degrado raggiunto dal paese?

    E non mi risponda che “La politica non è il mio mestiere, io faccio bene altro” (come altri hanno fatto), perchè essa è un dovere di ogni Cittadino di qualunque livello, maggiormente di quelli del Suo, maggiormente quando al potere si avvicina la medicrità attuale e vi permane da troppi lustri.

    Fortunato quel Paese che non ha bisogno di eroi!

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