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La riflessione

Caso Penati, Bersani svegliati!

8 settembre 2011 - 14 Commenti »

Di fronte all’ultima accusa a Penati, il Pd non potrà limitarsi a convocare i garanti del partito per decidere se sia venuto il momento di far seguire alla sospensione una vera e propria espulsione, magari  con un piccolo ritocco allo statuto.

La questione non riguarda più solo l’ex capo politico della Lombardia o solo il capo della segreteria politica di Bersani e i suoi comportamenti. E nemmeno riguarda più soltanto il Pd lombardo. Non è più procrastinabile, a mio avviso, il momento in cui il maggior partito italiano di opposizione faccia i conti su cosa sia oggi il Pd e soprattutto su come dovrà essere il partito di domani.

È fin troppo evidente infatti che al di là della eventuale disinvoltura del singolo esponente o della sua eventuale propensione a trattare affari pubblici per arricchirsi personalmente, si tratta adesso di capire se  quel genere di finanziamenti siano stati (e lo siano tutt’ora) endemici alla struttura e all’organizzazione del partito democratico e se Bersani e il suo staff si stiano attrezzando a cambiare il partito facendo di una moderna questione morale il senso stesso della sua esistenza.

Insomma, l’appesantirsi della posizione di Penati richiede oltre alla vera e propria espulsione e la richiesta di dimissioni dal Consiglio regionale lombardo, una immediata riflessione su quanto dipendano episodi e vicende di corruzione dalla forma partito attuale o da quella ereditata dal passato. Bersani deve mostrare oggi ai suoi iscritti che tutto il resto del Pd è sano, che non scoppieranno altri casi Penati in altre regioni italiane e che non esistono forme illegali di finanziamenti.

Si tratta di affrontare finalmente il nodo di  come rinnovarsi e fare politica oggi e domani. Di come riconquistare la fiducia, di mostrare una via certa per un partito che la prossima volta potrebbe avere la responsabilità del governo del Paese. E che non può deludere gli sforzi e le aspirazioni di tanti cittadini onesti di uscire dal vortice di vergogna e illegalità in cui sono stati trascinati da Silvio Berlusconi.

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14 interventi a “Caso Penati, Bersani svegliati!”

  1. raffaella scrive:

    Obbligatorietà della azione penale , velocissima a Napoli ( ricatto estorsione al povero B !! ) e per Penati , silente a Milano dal 2005 dopo gli esposti sulla vendita MilanoSerravalle.
    Si attende la prescrizione ?
    Obbligatorietà o arbitrarietà della azione penale ?
    Certo Bersani che è una brava persona dovrebbe darsi da fare risolutamente perchè ad esempio il caso autostrade Gavio sfiora anche la signora Vincenzi sindaco PD di Genova , però nessuno interviene .
    Ed allora siamo i bravi onesti & c vale pochino , altro che mele marce !
    Raffaella

  2. salvo scrive:

    Per capire quello che sta succedendo anche nella cosiddetta odierna opposizione è bene ricordare,a modesto mio avviso,che la sinistra, oggi e ieri ai vertici del PDS,dell’Ulivo e del PD,di formazione socialista e/o cattolica,è in realtà in crisi e brancola anch’essa confusa,come la cosiddetta destra, dopo aver fatto per vent’anni da mosca cocchiera al liberismo galoppante, giunto questo ormai,come è dato a tutti constatare,al suo inglorioso epilogo dopo avere demolito di fatto anch’esso,dopo la tragica farsa del socialismo reale, il principio di uguaglianza posto a fondamento dei rapporti dell’umanità e dei popoli emersi dalle macerie di una guerra globale e insensata durata sei anni (dal 39 al 45).
    Una crisi in vero che investe tutto l’occidente e mette in discussione la democrazia rappresentativa nelle sue varie sfaccettature.
    Il pericolo è che in un Paese di incerti principi come il nostro,riemerga l”uomo della provvidenza” benvoluto dalla monarchia vigilante sull’Italia dall’alto del suo Cupolone d’Oltretevere.

  3. jb Mirabile-caruso scrive:

    Ma davvero la Signora Bonsanti non sa distinguere un corpo morto da uno ancora in vita? Il PD – e qui’ mi riferisco alla Base e non alla sua leadership – e’ un Partito fatto di gente che e’ stata folgorata a morte dalla droga del Consumismo capitalistico. E’ tutta gente che – teoricamente – potrebbe essere recuperata alla vita, ma che – nella realtà – e’ già finita. Per scampare alla droga del Consumismo bisogna essere gente “di testa”, non c’e’ scampo alcuno per quella “di pancia”.

  4. [...] L’opposizione arranca, balbetta, si scontra fra le sue piccole anime e sembra non aver imparato nulla dalle recenti vicende elettorali amministrative e dal grande risultato dei referendum: quei risultati e quel clima sembrano ormai lontani anni luce e nessuno che ne abbia saputo trarre le conseguenze. [...]

  5. maria pia scrive:

    io sono sempre più sconcertata e delusa,come è possibile uscire da tutto questo?temo fortemente che LA QUESTIONE MORALE sia andata a pallino da molto tempo .scusate il mio pessimismo

  6. alessandra scrive:

    Credo che Berlinguer in più occasioni abbia chiarito pienamente quale è lo spirito e le misure che il PD ha messo e metterà in campo nei confronti di Penati. La sinistra non ha gridato, come invece ha fatto e continua a fare il Pdl & C., che è una congiura delle toghe “rosse”. E’ stato chiesto a Penati di rinunciare alla prescrizione per farsi processare e dimostrare la sua innocenza se ci fosse.
    Questo stesso servizio alla collettività, lo dovrebbe fare anche il Pdl e la Lega con i loro 5 -6 indagati di cui alcuni è stata riconosciuta la colpevolezza di 1° grado ed anche 2° grado.
    Il senso morale ed etico prima di tutto e poi tramite i processi stabilire la verità dei fatti. Questo avrebbe dovuto fare Berlusconi da subito, ma siccome chi ha paura perchè non ha la coscienza pulita, fugge, si difende fuori dal tribunale e si serve di legali pagati da noi fior fior di quattrini. Mi chiedo ma è costituzionale questo? E’ legale che un capo di governo stia ancora al governo? Vorrei sapere…grazie

  7. La penatite è cronica

    Un partito di molte persone e di molta attenzione e sollecitudine esterna che in tre anni e mezzo non riesce a metabolizzare il proprio suicidio politico e la susseguente sconfitta elettorale è un partito morto, non dormiente da svegliare gridandogli nelle orecchie o scuotendolo.
    Penati è un purio esemplare dell’einaudiano “partitante”, uno “spicciafaccende”, dicono al Sud e l’averlo candidato a presiedere un comune, una provincia e poi la più ricca regione italiana è un errore così grave che avrebbe richiesto la testa di trutti coloro che a Roma dirigevano il partito.
    Alla fine resta una domanda inquietante: perché ai partiti, Pd in testa, servono molti più soldi dei molti, troppi, che già ricevono? E’ ancora attuale il vecchio detto che il convento è povero perché i monaci sono ricchi?
    La penatite è cronica.
    Il Pd va affidato alle seconde linee, sicure che peggio di questa leadership rissosa e inconcludente, forse perfino ignorante, ciuca, non potrà fare.

  8. michele soldovieri scrive:

    Bonsanti scrive che bersani deve mostrare (o dimostrare?) oggi ai suoi iscritti che tutto il resto del pd è sano, che non scoppieranno altri casi penati in altre regioni italiane e che non esistono forme illegali di di finanziamento. Voglio sperare che questi di bonsanti siano tutti esercizi retorici poichè altrimenti per bersani sarebbe una probatio diabolica, giacchè dover mostrare o dimostrare la limpidezza dell’operato di tutti gli amministratori del pd sarebbe non solo estramente difficile, ma potrebbe rivelarsi anche inutile, in quanto, se diamo per scontato che la responsabilità penale è personale, egli dovrebbe assicurare che tutti ma proprio tutti gli amministatori del partito democratico sono puliti, cosa che neanche tutti i questurini messi assieme o l’intera la magistratura italiana sarebbe in grado di fare.
    A meno di non voler intendere questa richiesta di dimostrazione, come l’evocazione di una nuova forma di responsabilità oggettiva (bersani non poteva non sapere dell’operato di penati come sostenuto da de magistris, cosa che voglio sperare, non sia nelle intenzioni di bonsanti.
    L’unica vera sana e rivoluzionaria modalità di costruzione di un nuovo partito della sinistra è, naturalmente a mio modestissimo avviso, è quella dell’azzeramento della sua classe dirigente, ma non per incapacità politica della stessa, poichè ciascuno di noi ha la propria opinione dei dirigenti politici della sinistra, bensì per rispettare un minimo di regole di fisiologia dell’alternanza, come del resto si è fatto per i sindaci (non più di due mandati) il cui limite temporale è stato copiato dal sistema presidenziale americano (due mandati come limite massimo).
    Ne consegue che l’accantonamento dei c.d. leader storici nelle forme nei modi da loro ritenuti più opportuni e la sostituzione con nuovi leader giovani ed anche meno giovani, purchè nuovi alla politica, è una di quelle cose che, come si usava dire una volta, non è più eludibile.
    Certo, i nuovoi leader non nascono sotto i cavoli, ma è anche vero che i migliori stanno lontano dalla politica perchè credono, e non a torto, che in italia la politica sia fatta di una materia che poca ha a che fare con i sogni, ma molto con il fango; pertanto chi vuol continuare a conservare la propria dignità di uomo è costretto a stare lontano dalla politica per non correre il rischio di dover sporcarsi le mani solo per gridare vanamente nel deserto.
    Dieci anni di attività politica, intesa come limite di due mandati parlamentari, naturalmente senza deroghe come mi pare prevede lo statuto del pd, altrimenti concessa la deroga ad un’esponente di prestigio eccone un’altro di altrettanto prestigio che la chiede anche lui, mi sembrano più che sufficienti per una persona che abbia l’urgenza o senta la chiamata di servire il proprio paese in un partito di sinistra.
    Peraltro ciò che bersani non deve fare, anche se capisco che il compito di un segretario è anche quello di difendere il proprio partito, è quello di prendersela con chi informa gli italiani di ciò che non va nel suo partito; guai a difendere un partito con strumenti del tipo class action poichè poi il boomerang ti arriva addosso; difesa sì, ma con intelligenza senza chiudersi a riccio nel proprio fortino, ripetendo, come faceva il vecchio pci, la solita litania che chi critica fa il gioco degli avversari.
    Bersani deve essere aperto non solo a quello che gli chiedono gli iscritti ma anche a quello che pensa, suggerisce e propone la società civile con le migliori intelligenze; se non si vuole consegnare nuovamente il paese ai cialtroni ed ai ciarlatani espressi così bene dalla cultura di berlusconi e dintorni (sacconi e lavitola, cicchitto e gasparri, ghedini e tarantini, fede, mora e compagnia cantando vedi il partito leghista dei razzisti e degli xenofobi) bersani deve necessariamente fare il gesto che rappresenta una rottura, ma non perchè glielo chiede il nuovo leader della destra del pd matteo renzi, bensì perchè glielo chiedono milioni e milioni di cittadini, che aspettano solo questo gesto per riprendere entusiasmo e votare finalmente con convinzione un nuovo partito della sinistra.
    Ultimo, ma non ultimo, il programma, il progetto etc., come chiedono sempre alla sinistra quelli che appartenendo allo schieramento avversario, e nella persuasione che il proprio (schieramento) non abbia altro progetto che quello dell’involucro vuoto, da riempiere volta per volta con leggi liberticide non aventi altro fine che quello della distruzione dello stato di diritto, vogliono improvvidamente stanare surrettiziamente l’opposizione.
    Al riguardo, io mi limiterei intanto, finchè sono al potere i cialtroni ed i ciarlatani e prima quindi di stilare qualsivoglia programma-progetto, a difendere la costituzione della repubblica italiana e credetemi, non è un programma o un progetto da poco.

  9. salvo scrive:

    Crede ad esempio la nostra Bonsanti che la classe dirigente impancata da vent’anni e più ai vertici della “sinistra” sarebbe in grado di recepire l’appello di Napolitano (un ex compagno di antica saggezza e senso di rispetto delle regole) sulla necessità di dare compiuta concretezza all’appartenenza all’Europa (ah,se vivesse l’Altiero Spinelli !),facendone magari uno dei propri obiettivi riformistici. Cominciando intanto a programmare la modifica sostanziale del Concordato tra Stato laico e Confessionale cattolico,così adottando ad esempio anche nella scuola italiana il sistema plurimo europeo di insegnamento religioso con insegnanti nominati da autorità laiche e non da vescovi ?. Evitando altresì il perpetuarsi di discriminazioni e privilegi anche nell’ambiente in cui dovrebbero formarsi i cittadini di domani ?.
    C’è in Italia chi riesce ad immaginare l’attuale nomenklatura del PD,un partito teoricamente laico ma ricco di sfaccettature ideologiche,impegnata in obiettivi del genere che sono altresì di affermazione di valori costituzionali nazionali precettivi che attengono all’uguaglianza,alla libertà e alla giustizia ?.

  10. salvo scrive:

    Pienamente d’accordo,ma con scarsa fiducia in questa classe dirigente centrale e periferica del PD di oggi,ieri di altro,che arranca per il “potere” sgomitando da vent’anni tra le spesse mura della propria sagrestia,da cui non ha voglia di uscire se non per qualche malcelata scorribanda fuori porta a inciuciare nell’avversa sagrestia e raccogliere poi modesti responsi elettorali.

  11. ernesto scrive:

    non credo bersani possa far niente, il pd, oggi, si regge sul “sistema penati”, l’unica speranza è che si immoli qualcuno ed il resto sia lasciato in pace, per continuare nell’allegra spartizione… mi dispiace di non poter essere più ottimista

  12. pietro scrive:

    PURTROPPO IN TUTTO IL MONDO SUCCEDONO COSE CHE CONTRASTANO CON I PRINCIPI DELLA GIUSTIZIA E DELLA LEGALITA’
    MA LE IDEE CHE STANNO ALLA BASE DELLA COSTITUZIONE NON CESSANO DI VALERE E MOLTI CONTINUANO A LAVORARE CON SERIETA’ PER REALIZZARLE.
    E’ IL COMPITO A CUI TUTTI NOI SIAMO CHIAMATI PER COSTRUIRE UNA SOCIETA’ PIU’ GIUSTA VALERIO ONIDA

    Valerio Onida la costituzione spiegata ai ragazzi
    Francesco Brioschi editore

    CHE NON SIA IL CASO DI RIPARTIRE DA QUI….
    Carli Pietro

  13. lectiones scrive:

    TRANSUSTANZIAZIONE LAICA
    Il tesserato per antonomasia, quello che ha fagocitato 560 milioni di euro del Cavaliere, lo stesso che con man furtiva aiuta tante miserie conosciute nelle sue scorribande REPUBBLICANE, non demorde.
    Il Pd, il partito “eletto”, è sordo ai richiami della Provvidenza e il suo pastore sarà pure il primo a Bettola, ma è il secondo a Roma. Non può andare avanti così! Mala tempora currunt…
    I Penati vanno bene come lari domestici, ma in politica sono più pesanti dell’uranio impoverito: bisogna sbarazzarsene. Altri nomi illustri pressano allo scivolo per entrare nell’agone, con o senza tette di manzi ambrosiani.
    Il piagnone, Renzi Matteo, non falla. Un toscanaccio dell’ultima ora aduso al piombo e alla ferraglia. Non negligendo “‘O sole mio” che risplende alto ‘ncoppa ‘a munnezza ‘e Napule.
    Per i cavilli antibersani, moralistici, i penati son più che sufficienti: la storia si scrive anche senza Virgilio. Tempi duri per l’uomo di Bettola (dal Bottegone a Bettola, quasi un passaggio deamicisiano), la strada del Tremonti gli si spalanca e, a passi d’Occhetto, da percorrere a ciglio asciutto.
    “Omnia munda mundis”, scriveva San Paolo a Tito (non Boeri), e fra Cristoforo rispondendo allo scandalizzato fra’ Fazio per la presenza di due donne nel convento. Pan per focaccia, e la magniloquente proposta del Bersani, MANOVRATORE economico, viene appallottolata e lanciata nel canestro: centro!
    Se non fosse per il mezzo sigaro che affumica l’occaso, direi che col “Senatur” andrebbe bene una liaison dangereuse, ma senza frattura di gomito. Una transustanziazione a fumo laico.
    Celestino Ferraro

  14. Renza Bertuzzi scrive:

    Già, sveglia! Se non lo sono già, troppo svegli…
    Come ricordava Carlo Galli, in un articolo recente su ” Repubblica”, ormai il problema, serio, è di far capire se il PD può rappresentare un’ alternativa politica a questo sfascio.