Una firma per cambiare il Porcellum

Eugenio Scalfari firma al banchetto LeG per il referendum elettorale

Migliaia di firme raccolte a Firenze, testimonial di riguardo e banchetti in tutte le città. La mobilitazione per raccogliere firme per il referendum elettorale si è trasformata in una gara tra circoli, a chi consegna più moduli. Servono 500 mila firme: una sfida quasi impossibile, perché ormai si tratta di ore, c’è tempo fino al 25 settembre. Si può firmare anche negli uffici milanesi di via Col di Lana 12, oggi, martedì 6,  fino alle 17 e poi lunedì 12 e mercoledì 14 settembre, dalle 14 alle 17.

Il presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida, che siede nel consiglio di presidenza di LeG ha motivato la sua decisione di firmare per il referendum, con una presa di posizione molto forte: “sarebbe uno scandalo – scrive nella nota inviata a LeG – andare ancora a votare con la legge Calderoli”. guarda le foto di Onida che firma nella sede LeG di Milano

Hanno firmato con noi, tra i tanti, la presidente pd Rosy Bindi, il regista e vignettista Sergio Staino, l’ex procuratore capo di Firenze Ubaldo Nannucci e Paul Ginsborg, che ha anche raccolto le firme al banchetto LeG di Firenze e il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari (nella foto).

Per noi di LeG che per anni e per primi abbiamo detto: “Mai più alle urne con questa legge” siamo all’ultima chiamata. Andiamo a firmare per il referendum che cancella questa legge. I circoli dell’associazione sono tutti mobilitati. Sono in allestimento banchetti anche a Roma, Bologna, Padova, Genova, Trieste, Brescia, Pavia, Bari, Catania, Messina, Piombino, Ferrara, Pescara, Senigallia, Avellino, Rivoli.
Primi appuntamenti, oltre che a Milano, a Firenze (festa democratica al Parco delle Cascine, poifesta di Emercency al Mandela Forum, dal 7 settembre), a Brescia (insieme all’IDV sabato 3 settembre dalle 15 alle 19 C.so Palestro ang. Unicredit), a Collegno, nel torinese, (insieme all’Idv, inizio raccolta venerdì 2 settembre, dalle 17, P.zza della Repubblica ang. v.le 24 maggio). Senigallia è già partita il 28 agosto (banchetti in P.zza del Duca).

Sul sito di LeG gli aggiornamenti sui punti di raccolta, citta per città.

Due i punti fermi della mobilitazione di LeG:
1) La nostra mobilitazione vuole innanzitutto testimoniare il senso di ribellione verso tutta la classe politica che in questi anni non ha ascoltato gli appelli della società civile affinchè fosse fatto ogni sforzo, fosse colta ogni occasione per far passare in Parlamento una nuova legge elettorale. La più semplice delle quali era quella in due articoli che riportava al Mattarellum. Oggi è veramente molto tardi, comunque dobbiamo provarci. Oggi è l’ultima chiamata.

2) Non abbiamo scelto noi i tempi e le modalità di questa raccolta di firme, nata soprattutto per bloccare un’altra iniziativa referendaria. I tempi in certe situazioni sono tutto. Ora sia chiaro: o si riesce a raccogliere 500.000 firme entro settembre e allora si può fare il referendum nella primavera del 2012 (se non finisce la legislatura), oppure non ci si fa, si prende più tempo e allora il referendum salta perché nel 2013 comunque ci sono le elezioni.

Con questo spirito, con questa fondamentale premessa, forti per aver individuato per tempo il grande problema del distacco dei cittadini  dalla politica autoreferenziale dei partiti, dalle forme di corruzione che il mancato rinnovamento e la corsa al potere inesorabilmente prevedono, partecipiamo convinti all’attuale raccolta di firme.

16 commenti

  • io ho firmato nel nio municipio,ma questa possibilità è sconosciuta alla maggior parte dei cittadini.Sarebbe necessario cercare di bubblicizzarla ,anche attraverso la stampa.

  • Lodevole l’impegno di L&G. Per facilitare l’obiettivo, il comitato promotore dovrebbe organizzare un REFERENDUM DAY, almeno nelle principali città. Un evento con personaggi della musica, dello spettacolo, della società civile, del giornalismo, della politica, ecc., con banchetti per firmare. Una kermesse che ricalchi in parte il v-day di Grillo, in parte, per esempio, gli eventi di sostegno alla campagna elettorale di Pisapia a Milano

  • Il comune di Mercato San Severino non consente di sottoscrivere i referendum. Saranno disponibili la prossima settimana, forse.
    Che si può fare?
    Paolo Greco

  • PERCHE? E’ ANCORA FORSE POSSIBILE FARE QUALCOSA

    APPELLO A LIBERTA’ E GIUSTIZIA

    .Lo strumento del referendum fa paura alla classe politica attuale, senza distinzione di colore. Gli ultimi referendum che abbiamo voluto e votato, ad esempio, sono stati ostacolati in tutti i modi. Ci hanno provato abolendo l’election day, poi hanno provato ad approvare una legge (che fingeva di rinunciare al nucleare) per farlo saltare. Infine quando ci siamo espressi in massa il 12 e 13 giugno contro l’assoggettamento dei beni comuni alle logiche di mercato, hanno lavorato coi peggiori azzeccagarbugli per aggirare la volontà popolare (inserendo norme illegittime all’interno della manovra finanziaria, o interpretando in maniera restrittiva il concetto di servizio pubblico, come ha fatto il sindaco di Firenze, che ha annunciato un piano di privatizzazione dei servizi molto spinto).

    L’ultima tecnica per contrastare la volontà popolare e mantenere lo status quo è quella di proporre referendum concorrenti sulla stessa materia. E’ quello che sta accadendo con il referendum chiamato “anti-porcellum”: sono nate due iniziative referendarie per cercare di superare, contro la volontà della maggioranza parlamentare, l’attuale legge elettorale voluta da Calderoli e Berlusconi nel 2005 (legge n. 270/05), ma procedono senza il minimo coordinamento e con obiettivi contrastanti. Hanno depositato tre quesiti referendari Stefano Passigli e Giovanni Sartori per abrogare in parte il “porcellum” eliminando premio di maggioranza, designazione del premier e liste bloccate, generando così un sistema proporzionale con sbarramento al 4%. Subito dopo sono arrivati i due quesiti di Arturo Parisi e Andrea Morrone che mirano a cancellare integralmente il porcellum dichiarando che così tornerebbe in vigore il sistema elettorale precedente, ovvero la legge Mattarella approvata nel 1993. Nel merito però il Mattarellum mantiene lo strapotere delle segreterie dei partiti che decidono i candidati dei collegi uninominali e le liste bloccate della quota proporzionale; inoltre, siccome nei collegi uninominali passa un solo candidato, si produce un effetto distorsivo della volontà degli elettori simile al premio di maggioranza.

    In due referendum sono comunque in aperto conflitto fra loro e entrambi rischiano di non raggiungere l’obiettivo perché la raccolta delle firme si è avviata tardi sia per il duello fra i due, sia per l’accenno del PD alla presentazione di una proposta parlamentare (un doppio turno di collegio con sbarramento e recupero proporzionale) che sembrava mettere d’accordo quel partito, ma l’ipotesi risulta ora abbandonata.

    Non possiamo poi tacere che, se entrambi i referendum dichiarano di voler superare il porcellum, quello di Parisi sembra proposto solo per bloccare l’altro e inoltre, pur se dovesse raggiungere le 500.000 firme necessarie, non intaccherebbe minimamente il Porcellum, perché con ogni probabilità sarebbe bloccato dalla Corte Costituzionale: Parisi pretende infatti, con la cancellazione del Porcellum, di far rivivere il Mattarellum, tacendo il fatto che la “riviviscenza” di una legge già abrogata può essere operata solo con legge approvata dal Parlamento e non da un referendum che può solo abrogare, non esprimere altre volontà; e la Corte Costituzionale ha stabilito che può essere ammesso un referendum in materia di leggi elettorali solo se “ne risulti una coerente normativa residua, immediatamente applicabile, in guisa da garantire, pur nell’eventualità di inerzia legislativa, la costante operatività dell’organo” (sent. 32/1993).

    Non ci interessa scoprire se il referendum di Parisi sia effettivamente un inganno o solamente un errore, basta sapere che è almeno un azzardo e che con questo referendum – che probabilmente non sarà ammesso – la raccolta firme non può avere l’effetto di stimolo sul Parlamento, mentre i quesiti del referendum proposto da Passigli – di abrogazione parziale e per singoli punti della legge del 2005 – sono di più probabile ammissione e, una volta indetto, giungerebbero al voto popolare o, realisticamente, spingerebbero il Parlamento ad approvare una legge di modifica per evitare il referendum.

    Invitiamo pertanto chi abbia come obiettivo prioritario il superamento del Porcellum anzitutto a firmare per i tre quesiti di Passigli perché più probabilmente ammissibili; in ogni caso è possibile firmare per tutti i quesiti referendari, di Parisi e di Passigli, sapendo che i secondi non danneggiano i primi e viceversa: infatti se il referendum Parisi risultasse inammissibile, si voterebbe per quelli di Passigli.

    Chiunque può firmare presso la segreteria del proprio Comune di residenza.

  • Condivido dell’intervento qui sotto di Antonio Caputo il merito, ma anche la forma. L’articolo di LeG è, purtroppo, meno chiaro del necessario. Come se non fossero più importanti le ragioni, ma solo l’obiettivo da raggiungere…

  • Condivido dell’intervento qui sotto di Antonio Caputo il merito, ma anche la forma. L’articolo di LeG è, purtroppo, meno chiaro del necessario. Come se non fossero più importanti le ragioni, ma solo l’obiettivo pubblicitario da raggiungere…

  • Perchè il caro TROTA ,che spera con l’aiuto del DITONE sporco della sua stessa kakka di diventare il pesce nobile DELFINO,anzicchè organizzare casini per le strade del nord Italia non fa il suo lavoro di consigliere? Perchè non va a studiare anzicchè farsi raccomandare dal direttore del CEPU ,che a spese dell’Italia , manda i suoi tutor a casa di un individuo che ha impiegato 3 anni per superare gli esami di diploma? Perchè anzicchè fare il BADANTE AL VECCHIO B)EONE non prendono una badante rumena che costerebbe meno agli italiani? Ma i leghisti sono diventati orbi,sordi e ciechi a seguire ancora un leader che parla a vanvera e per spiegarsi meglio sfodera un dito sporcodi k…? MA NON VI SENTITE OFFESI E UMILIATI A VEDERE I 3 B.B.B.(berlusca,bossi e borghezio) CHE STANNO AMPLIFICANDO I PROBLEMI DELLA PADANIA, e arricchendosi alle nostre spalle si fanno grandi risate???Ma per i LEGHISTI E’ PROPRIO NECESSARIO AVERE DEI LEADER SENZA MORALE E CHE PARLANO SPORCO PER FARSI INTENDERE DAI PECORONI CHE LI ASCOLTANO??Ma ve lo ricordate il vero Bossi :La mia voce si alza volutamente senza diplomazia, perché noi padani rifiutiamo di essere coinvolti nell’astuzia della palude romana che non si accorge che così tutto muore. Noi vogliamo il cambiamento.E’ QUESTO IL CAMBIAMENTO CHE HA PORTATO DOPO 20ANNI?? TROTA, MINETTI, ESCORT , PROCESSI, IMMIGRAZIONE, DELINQUENZA, CARO VITA, DISOCCUPAZIONE, IMMAGINE DELL’ITALIA E DELLA PADANIA COMPROMESSA IN ETERNO ECCC… COMPLIMENTI PADANI …LA TRAGEDIA E’ IN CORSO. ma adesso gli occhi si sono aperti in molti e quindi …se non adesso quando li butteremo a mare?

  • E’ vero che la proposta “alla tedesca” di Passigli nell’insieme sembrerebbe più organica e lineare, con maggiori possibilità di passare il vaglio della Corte, senza contare le maggiori chance di trovare sponde politiche anche al di fuori del centro-sinistra. Erano anni che avrebbe dovuto essere presentata un’iniziativa così: l’idea era chiara, semplice, a portata di mano ma, come tutte le cose semplici e sensate, non aveva mai preso forma. Ed è altrettanto vero che le modalità con cui è stata lanciata l’ altra iniziativa referandaria, quella pro Mattarellum, lasciano molte perplessità. Perplessità che L&G ha correttamente sottolineato: “Non abbiamo scelto noi i tempi e le modalità di questa raccolta di firme, nata soprattutto per bloccare un’altra iniziativa referendaria” possiamo leggere nell’intervento. Ma adesso mi sembra giusto impegnarsi per fare quello che ancora si può fare, con l’uno o con l’altro referendum (mi pare che sia ricominciata anche la raccolta firme di Passigli). Al limite firmiamo per entrambe le iniziative referendarie, ma non lasciamo nulla di intentato per liberarci dal Porcellum.

  • io ho firmato
    mi sembra semplicemente inaccettabile votare alcora con il porcellum, indipendentemente da chi dovesse risultare vincitore. Il mattarellum non mi dispiaceva, ma mi sono reso conto che in un paese dai cento partitini, dalle alleanze di convenienza e dal voltagabbanesimo imperante, un sistema maggioritario ha molte difficoltà e rischia di non ottenere l’obiettivo di semplificazione politica.
    E allora? Lo sperabile successo del referendum può certo aprire una fase di incertezza, tanto più se una nuova legge elettorale verrà approvata con i voti della stessa maggioranza che a suo tempo partorì il porcellum. Ma non fare nulla significa ‘anche le prossime elezioni con la legge porcata’. Possiamo accetarlo?

  • AFFRETTARSI E FIRMARE PER ENTRAMBI ( anche se il referendum c.d.Parisi, Veltroni, Vendola e’ manifestamente ingannatorio e solo propagandistico), Tant’e’: turiamoci una narice del naso e firmiamo.
    E che il Padre Eterno protegga gli stolti che in 6 anni non hanno prsentato alcuna proposta di legge, da mettere in discussione, in Parlamento:
    Vero e’ che Franceschini e company vogliono tenersi stretto il porcellum, sperandoi di essere “premiati” da un voto che rischia sereiamente di premiare ancora una volta lo schieramento “politicamente avverso”.
    E’ proprio vero: Deus amentat quos vult perdere!

  • Mattarellum=porcellum. Anzi peggio perchè si imbroglia il cittadino facendogli credere che con il mattarellum si riprende la libertà di scegliere. E’ un gigantesco imbroglio che anche lo stesso Di Pietro contesto violentemente, mentre ora, inspiegabilmente, lo invoca.

  • spero che questa raccolta di firme cì aiuti a togliere dal pagamento e dal senato le “scorie” lasciate dalla legge elettorale con Il sistema maggioritario . Sono abituato a lottare per cambiare democraticamente per cambiare le cose che non vanno; comunico a credere che oggi, con questi , si deve percorrere una strada meno democratica, per mandarli via c’è bisogno dei “forconi”.

  • CAMBIARE IL PORCELLUM MA CAMBIARE ANCHE I COMPORTAMENTI DEI NOSTRI SIGNORI ONOREVOLI O QUA’ FINISCE A SCHIFIO:
    Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti
    l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per
    cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui
    prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza
    privata finanziata da Montecitorio. A rendere pubblici questi dati sono
    stati i radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza
    denominata Parlamento WikiLeaks.
    Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non
    solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per
    volontà dell’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i
    conviventi more uxorio.
    Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10
    milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese
    odontoiatriche.
    Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in
    ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche
    private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per
    fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila
    euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai
    problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari.
    Per curare i problemi delle vene varicose (voce “sclerosante”), 28mila e
    138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche
    fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno
    chiesto il rimborso all’assistenza integrativa del Parlamento per 153mila
    euro di ticket.
    Ma non tutti i numeri sull’assistenza sanitaria privata dei deputati,
    tuttavia, sono stati desegretati. “Abbiamo chiesto – dice la Bernardini –
    quanti e quali importi sono stati spesi nell’ultimo triennio per alcune
    prestazioni previste dal ‘fondo di solidarietà sanitarià come ad esempio
    balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura
    (ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l’importo degli interventi per
    chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li
    hanno voluti dare”. Perché queste informazioni restano riservate, non
    accessibili?
    Cosa c’è da nascondere?
    Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: “Il
    sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla
    Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto
    del principio generale dell’accesso agli atti in base al quale la domanda
    non può comportare la necessità di un’attività di elaborazione dei dati da
    parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire
    le informazioni secondo le modalità richieste”.
    Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. “Non ritengo –
    spiega la deputata Rita Bernardini – che la Camera debba provvedere a dare
    una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela
    per conto proprio avendo gia l’assistenza che hanno tutti i cittadini
    italiani.
    Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un
    privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di
    25 mila euro mensili, a farsi un’assicurazione privata. Non si capisce
    perché questa ‘mutua integrativà la debba pagare la Camera facendola
    gestire direttamente dai Questori”. “Secondo noi – aggiunge – basterebbe
    semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività
    dieci milioni di euro all’anno”.Mentre a noi tagliano sull’assistenza sanitaria e sociale è deprimente scoprire che alla casta rimborsano anche massaggi e chirurgie plastiche private – è il commento del presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – e sempre nel massimo silenzio di tutti.

    …E NON FINISCE QUI…

    Sull’Espresso di qualche settimana fa c’era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all’UNANIMITA’e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese.Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultarenei verbali ufficiali.

    STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
    STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
    PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
    RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese

    INDENNITA’ DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00) TUTTI ESENTASSE
    +

    TELEFONO CELLULARE gratis
    TESSERA DEL CINEMA gratis
    TESSERA TEATRO gratis
    TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis
    FRANCOBOLLI gratis
    VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
    CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
    PISCINE E PALESTRE gratis
    FS gratis
    AEREO DI STATO gratis
    AMBASCIATE gratis
    CLINICHE gratis
    ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
    ASSICURAZIONE MORTE gratis
    AUTO BLU CON AUTISTA gratis
    RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).
    Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (41 anni per il pubbico impiego)
    Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)

    La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
    La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

  • QUESTO REFERENDUM è INUTILE L’UNICO SCOPO DI CHI LO HA PROPOSTO è QUELLO DI AFFOSSARE IL REFERENDUM DI PASSIGLI

    un ritorno alla legge Mattarella è radicalmente negativo non risolve né il problema delle liste bloccate (i candidati nei collegi sono pur sempre scelti dalle segreterie di partito) né di evita che il Collegio uninominale a turno unico della Mattarella produca gli stessi effetti del Premio di maggioranza (e cioè coalizioni troppo ampie e disomogenee incapaci di governare).

    1. SOLO IL REFERENDUM PASSIGLI SARA’ AMMESSO DALLA CORTE COSTITUZIONALE
    2. IL REFRERENDUM DI IDV+SEL PORTA AD UNA LEGGE ELETTORALE CON GLI STESSI DIFETTI DEL PORCELLUM ANCHE SE IN FORMA ATTENUATA.
    3.SINO AL 15 settembre 2011 è possibile firmare presso le segreterie di tutti i comuni italiani IL REFERENDUM PASSIGLI – L’UNICO REFERENDUM IN GRADO DI RESTITUIRE UNA LEGGE ELETTORALE DEMOCRATICA

    http://miccolismauro.wordpress.com/2011/09/07/appello-urgente-la-legge-elettorale-porcellum-va-abrogata-subito-con-il-referendum-passigli-e-sartori-non-con-quello-di-idvsel/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>