Il Governo? Non sarà lui a decidere

Pisapia e De Magistris: due outsider nel panorama delle forze di opposizione. Due personaggi che hanno vinto soprattutto perché nuovi. Oltre che per la fiducia che hanno saputo conquistarsi con parole non consumate,  con posizioni non ovvie, con messaggi di legalità, onestà e trasparenza. Il centro sinistra che nel frattempo ha giocato con formule astratte e vecchi giochi di potere dovrà imparare: Berlusconi si vince con il rinnovamento. In queste ultime ore, Berlusconi ha promesso al suo “popolo” che non si dimette, perché non ci sarenno conseguenze sul gorerno: ma non sarà lui a decidere questa volta. Finora, la maggioranza in Parlamento ha retto, ma se il Paese vuole il cambiamento, il vento soffierà forte anche alla Camera e al Senato. E al primo voto negativo, l’unica via che gli resta è quella che lo porta al Colle per le dimissioni.

6 commenti

  • Il re è nudo!
    Il pugile è al tappeto.
    le alternative per B. sono solo due:
    fuggire dall’Italia
    o andare in galera.
    Non vedo altre alternative.
    In questo modo i berlusconiani, forse, si potranno svegliare dal lungo sonno.
    Gli ITALIANI si sono svegliti e lo hanno certificato.

  • Come godo quando vedo un buffone , arrogante, presuntuoso, irrispettoso di chiunque che si crede onnipotente, solo perchè ha tanti soldi e viene umiliato per bene. Mi ripaga di tutto il nervosimo che ho accumulato nel tempo per il suo comportamento , più consono a un clown isterico che a un politico. E’ un personaggio molto pericoloso con seri problemi di salute, per cui la guardia deve sempre essere tenuta alta fino all’ultimo secondo che restera in politica.

  • Per anni abbiamo porto l’altra guancia agli sgarbi e all’arroganza.Da ieri diciamo basta,non siamo più disposti a farci prevaricare.L’altra guancia non la porgiamo più! Uno schiaffone ieri è partito,bello grosso,colpendo nel segno,meravigliandoci noi stessi di ciò che abbiamo saputo fare. Ebbene ora abbiamo la possibilità di ripeterci a breve termine:il 12 e il 13 di giugno. Non lasciamoci sfuggire l’occasione,torniamo a colpire duro cercando di convincere i timorosi e gli ignari.Di tornare a porgere l’altra guancia ci penseremo quando avremo definitivamente sconfitto i beceri e i maleducati spingendoli ad abbandonare e a salire penitenti al Colle.

  • Molto bene. Ora c’è la certificazione elettorale che al satrapo è stato detto “ora basta”. Ma, per favore, che il PD non ci venga a dire d’aver vinto. Ha vinto il Paese, il PD esce da queste elezioni chiaramente suonato. Il Paese ha capito, finalmente, che il piduista, il caimano, il satrapo non era un fenomeno della natura ma l’inevitabile prodotto di una ideologia liberista che campa sui privilegi e sulle disuguaglianze sociali. Ed è apparso finalmente chiaro a tantissimi che a questa ideologia si erano convertiti gli eredi del PCI, a partire dall’89 – così come hanno fatto tutte le “new left” europee – liberalizzando i movimenti di capitali, ponendo le basi per la precarizzazione del lavoro (Pacchetto Treu), favorendo l’enorme spostamento di ricchezza dal lavoro al capitale e alla rendita.
    Ha vinto il Paese, nonostante la sedicente sinistra erede del PCI, colpevole di aver favorito l’ascesa del caimano, legittimandolo due volte in Giunta per le elezioni, tradendo costantemente gli impegni elettorali in tema di conflitto d’interessi e conducendo una opposizione che meno oppositiva non si poteva.
    Ha vinto l’unica sinistra possibile, quella che si impegna a rispondere al mandato storico di difesa degli interessi delle classi più deboli, quella che crede che la premessa essenziale per uno sviluppo civile sia una guerra seria e convinta alle disuguaglianze sociali.
    Mi auguro quindi che adesso sparisca al più presto tutto quel vecchiume che si è compromesso per quasi vent’anni col potere piduista berlusconiano. So bene ch’è wishful thinking ma mi piace pensarlo, e ci metto dentro anche Bersani, che è pure simpatico e che deve tanta della sua popolarità alla ilare ma triste macchietta che ne ha fatto Maurizio Crozza.

  • Questo è il bello della democrazia: che la forza gentile e ironica di tanti piccoli David vince sull’arroganza, la prepotenza, la volgarità di qualunque Golia…

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