Berlusconi all’ultima spiaggia

Niente di nuovo sotto il sole. Berlusconi va in tv (ancora!) a dire che non è colpa sua: sono gli altri, i candidati deboli, gli alleati infidi, gli elettori senza cervello, ad azzopparlo. Ma state tranquilli, lui non se ne andrà, anche se perdesse Milano o Napoli o tutte e due. Davvero?

In realtà nel centro destra sembra accaduto qualcosa di irreparabile. Non è tanto la sconfitta al primo turno quanto il fatto che a quella sconfitta il capo non sia stato capace di reagire. Non si sono viste armi segrete, alzate d’ingegno, trovate sorprendenti. Solo il solito Berlusconi che ripropone all’infinito se stesso e il consueto armamentario propagandistico. Per ora gli elettori non hanno abboccato, e speriamo che confermino la scelta nei ballottaggi. Ma la sensazione inedita è che, comunque vada il voto, a non abboccare più siano le sue truppe.

Il blocco sociale che lo sosteneva si va sgretolando: c’è un mondo, che va dagli imprenditori alla gerarchia cattolica, che non gli crede più e, anzi, lo ritiene ormai impresentabile. Fa impressione vedere un personaggio come AntonioD’Amato, leader della Confindustria più berlusconiana di sempre, tifare esplicitamente De Magistris. O un grande vecchio come Cesare Romiti dichiarare il suo appoggio a Pisapia. Per non parlare delle posizioni prese dal cardinale Tettamanzi e da giornali come Avvenire e Famiglia cristiana.

È ovvio che tutto questo disorienti lo schieramento politico di governo. Perdere supporter di quel calibro deve fare molto male. E nessuno, tranne qualche fedelissimo, vuole essere travolto dal crollo dell’imperatore. Non Bossi, che infatti già cerca di riposizionarsi e riduce al minimo sindacale il suo appoggio ai candidati berlusconiani. E nemmeno larghi settori del Pdl, che lavorano freneticamente a nuove aggregazioni capaci di avere un futuro.

Tutto questo lavorio verrà alla scoperto in fretta se Milano e Napoli saranno conquistate da Pisapia e De Magistris. Il fatto che Berlusconi abbia sentito il bisogno di dire e ripetere che non ci saranno contraccolpi sul governo significa proprio che si sente in allarme rosso. Ma la novità che si percepisce in queste ore convulse è che se pure accadesse l’imprevedibile, e cioè se Moratti e Lettieri la spuntassero, la situazione non sarebbe comunque più recuperabile. Certo, ci sarebbe una battuta d’arresto e in un primo momento si sprecherebbero le professioni di lealtà. Ma la consapevolezza di averla scampata per il rotto della cuffia e di essere all’ultima spiaggia riporterebbe presto alla luce tutte le tensioni nascoste. Pensate alla manovra economica che dovrà essere varata per far fronte agli impegni di risanamento presi con l’Europa: Bossi avrà la sua ricetta e nel Pdl ne verranno avanzate altre quattro o cinque. Ciascuno cercherà interlocutori dentro e fuori la maggioranza, e gli interlocutori detteranno le loro condizioni, la prima delle quali sarà di mettere da parte il Cavaliere. Né sembrano fondate le speranze dei berlusconiani ortodossi di cercare l’intesa con Casini.

Al leader dell’Udc si possono imputare molte cose, ma non la stupidità. Che senso avrebbe, per lui, trasformarsi in stampella per un premier a fine corsa? Nessuno. L’Udc ha un progetto preciso: cambiare la legge elettorale con un sistema alla tedesca e attuare una parte dimenticata della Costituzione attraverso una legge sulla democrazia nei partiti. E’ un’idea impegnativa, che ha molti difetti e però ha anche qualche pregio: prosciuga l’acqua del berlusconismo archiviando l’era del bipolarismo muscolare, e cancella il fenomeno dei partiti personali (Pdl compreso) rendendoli scalabili da parte di una nuova classe dirigente.

In ogni caso, il dibattito post elettorale si svolgerà su un terreno già deberlusconizzato. E sarà un bel banco di prova per la sinistra in generale e per il Pd in particolare. Ne parleremo. Ma ora l’importante è vincere i ballottaggi. Perché se ci riusciremo tutti i processi saranno accelerati, idee e proposte verranno allo scoperto e si potrà finalmente ragionare sul futuro.

7 commenti

  • Complimenti, cara Patrizia. La tua analisi, anche questa volta, è lucida, concisa, approfondita e completa.
    Forse in questa fase si doveva utilizzare di più l’arma dell’ironia, del sarcasmo, della satira per mettere in evidenza che il re è nudo.
    Basta fare mente locale all’interveto di B. a reti unificate in TV solo dop quattro giorni. E’ stata l’immagine plastica del pugile suonato che mandato al tappeto, da un uno-due, si rialza alla fine del conteggio e mena pugni in aria.
    Così ieri sera il salotto TV, sempre congeniale a B., si è trasormarsi in un luogo con poltrone scomode, per il sempre più imbolsito, anziano, nano, dove ha tentato, per l’ennesima volta, in modo stanco e senza convinzione, di vendere i suoi tappeti oramai scoloriti e sbrindellati.

  • Tre scenari

    B. è finito, ma è finito di suo, per consunzione, sua e della Nazione. Solo Ciampi, alle sue solite farneticazioni, uguali e peggiore delle ultime, una volta si domandò: ma cosuti è “compos sui”? cioè ha le rotelle a posto? Domanda non riproposta da nessuno.

    La Marcegaglia scopre che abbiamo perso dieci anni di crescita; ma lei, e i suoi, non è da quattro anni a capo della Confindustria: peggio di S. Chiara che s’accorse che la stalla era vuota quando i buoi erano fuggiti.
    Ora fuggono essi, come i famosi topi, dalla nave cha affonda, oppure consoliamici con “il non è mai troppo tardi” per capire ciò che accade.

    Lo scenario post elettorale “banco di prova”per la sinistra: ma la sinistra sa stare solo sotto i banchi, ad aspettare briciole e a trescare di nascosto, almeno questa sinistra. Esiste un paradosso tutto italiano: è cambiata tutta la leadership della prima repubblica, B. compreso, ad eccezione di quella di sinistra, che ha vinto solo grazie a Prodi e ai suoi elettori più pazienti di Giobbe. A quel banco di prova è doveroso sperare che siedano solo la Bindi circondata da piddini tutti nuovi.

  • Cari amici di MicroMega, vi chiedete cosa succederà dopo? State tranquilli, non succederà un bel niwnte!

  • sono dell’avviso di Sciosc……non succederà nulla quella sedia non la lascia la galera ( o la fuga) sono buoni deterrenti e lui sa, più di ogni altro, che è un imputato colpevole. può lasciarla per il Colle (dalla padella alla brace).
    non ci rimane che seguire gli eventi che possono essere: ulteriori acquisti di peones, udc ( proponendo leggi condivise con il clero casini non credo che potrebbe rifiutargli un appoggio).
    quindi per me il prossimo futuro sarà formato da leggi sempre più demenziali richieste dalla lega, qualche legge illiberale verso problemi di fine vita copie di fatto e a seguire, e un costo sempre maggiore della macchina-stato per il proliferare di fantomatici sottosegretari.
    una eventuale rivolta interna al pdl non è realistica quelli che hanno capito e hanno avuto la forza di reagire sono già andati via, sono rimasti coloro ricattati da B. oppure coloro che hanno più fiducia in lui che verso se stessi per una prossima candidatura.
    da non dimenticare la legislatura non ha ancora maturato il periodo di convalida non è da sottovalutare questo limite non ancora raggiunto.

  • ma perchè sempre tanto pessimismo? ricordo solo che con la maggioranza che aveva, nessuno avrebbe pensato alla rottura con fini, al rincorrere una maggioranza nuova e che le amministrative sarebbero state un rischio: pensavano di vincere facile a milano e napoli. in italia, questo sì, non vi sono mai rivoluzioni( siamo mica giacobini francesi) ma cambiamenti lenti. stiamo uniti e facciamoci coraggio, perchè stiamo andando verso la fine del tunnel

  • Più che al governo mi chiederei cosa succederà al Paese,dopo !.

    Personalmente mi augurerei che il suo amico e collega,il facoltoso impresario della sanità privata Don Verzè gli mettesse a disposizione una confortevole suite in uno dei suoi lussuosi hotel della salute. Gli renderebbe meno tribolato l’inevitabile tramonto della sua lucidità fisica e mentale.
    E quando altrimenti gli amici dimostrano di essere tali,soprattutto se ministri di Dio ?.

  • Ad onta della sua buffonesca egolatria, é solo un piccolo,miserabile vigliacchetto di quart’ordine.Che schifo !

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