Un “laboratorio” su crisi e welfare

Paolo Bosi

Il rapporto tra ricchezza e benessere sociale, l’impatto delle politiche pubbliche sulla realizzazione dei progetti di vita di uomini e donne, le diseguaglianze e gli strumenti per un sostegno vero ed equo alle famiglie: sono i grandi temi sui quali si concentreranno le due giornate di formazione promosse da Libertà e Giustizia a Modena. L’appuntamento è per il 28 e 29 maggio con il team di esperti del Centro Analisi Politiche Pubbliche, divenuto ormai punto di riferimento a livello nazionale. I termini per richiedere di poter partecipare scadono martedì.
Il team di esperti, che fa capo al Centro Analisi Politiche Pubbliche di Modena, è ormai collaudato. I nomi sono quelli di docenti e ricercatori che lavorano all’università di Modena, come Paolo Bosi che dirige anche la rivista Politica Economica, Tindara Addabbo docente di economia del lavoro, la ricercatrice Francesca Corrado, il professor Massimo Baldini, Antonella Picchio presidente del corso di laurea in scienze economiche e sociali e Maria Cecilia Guerra direttore del Dipartimento di economia politica. Menti e competenze che hanno dato vita al Capp, centro che negli anni ha raccolto e analizzato una enorme mole di dati sulle politiche del welfare e che ha anche “fotografato” la situazione della provincia modenese. Dati ed analisi che saranno il punto di partenza della due-giorni di «formazione e informazione», come spiega Guerra, «promossa per il terzo anno da Libertà e Giustizia e alla quale prendiamo parte consapevoli del ruolo importantissimo che questi elementi hanno nell’individuazione delle corrette politiche pubbliche che garantiscano il benessere e l’equità sociale».
L’iniziativa di formazione e aggiornamento è aperta a tutti e rappresenta un appuntamento atteso che Libertà e Giustizia ha voluto proprio promuovere a Modena per valorizzare il lavoro del Capp.
La relazione introduttiva il 28 maggio sarà quella di Paolo Bosi, «che illustrerà e metterà a confronto i modelli del welfare europei, con particolare attenzione a quello produttivistico della flessibilità abbinata alle garanzie e a quello, più ambizioso, dello sviluppo umano inteso come momento e opportunità di realizzazione degli individui, uomini e donne» spiega la professoressa Guerra. «Di grande interesse sono anche gli studi delle colleghe Addabbo e Corrado – continua Guerra – che analizzano l’impatto delle politiche pubbliche e dei bilanci degli enti locali sul benessere sociale in una prospettiva di genere. A questo proposito, i partecipanti potranno fare tesoro dell’esperienza anche modenese, sulla quale le colleghe si sono soffermate».
Non mancherà poi un approfondimento sulle diseguaglianze sociali e sulle tensioni che possono nascere dalle relazioni tra esperienze individuali e sistema economico. Il professor Baldini, già autore di uno studio che ha evidenziato gli effetti della crisi sulle famiglie, dedicherà il suo intervento, nella seconda giornata, alle teoria della giustizia distributiva e ai criteri per misurare il tenore di vita delle persone.
La professoressa Guerra illustrerà poi il ruolo del sistema fiscale nelle politiche del welfare e «una proposta innovativa di tassazione di genere, intesa a favore delle donne che più degli uomini si fanno carico della cura della famiglia, abbinando questi carichi e responsabilità a quelli derivanti dal mondo del lavoro».
Per partecipare alla due-giorni di formazione occorre compilare la domanda disponibile on line sul sito www.libertaegiustizia.it e allegare un curriculum. La quota di partecipazione è di 80 euro, 160 se con pernottamento.

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