Popolo e Duce

“La libertà esiste, ed esiste anche la volontà; ma la libertà di volere non esiste, perché una volontà intesa alla propria libertà urta nel vuoto”, spiega il Mago, ovvero il Cavalier Cipolla, al giovane che tenta di opporsi al potere della sua magia. Il racconto di Thomas Mann ( “Mario e il mago”)è del 1930 ed è una splendida incursione nell’oscurità e nella strategia del controllo oltre che nelle capacità umane di resistere all’assopimento come rimedio dei mali. Non posso voler essere libero di fare o di non fare una determinata cosa, posso solo decidere liberamente se voler esser libero o non esserlo.

La scelta è quella della libertà, una scelta assoluta e fine a se stessa, e comandare e ubbidire  “rappresentano insieme un solo principio, una indissolubile unità…come popolo e duce sono compresi uno nell’altro”, spiega il seduttore e demagogo intriso di malvagità. Si è detto che lo scrittore, reduce da un viaggio in Italia nel ’26, descriveva il clima, i sentimenti che sentiva diffondersi in un paese che aveva visitato prima di allora. Possiamo rileggerlo oggi con la conoscenza diffusa del potere della propaganda. E riflettere sulla fragilità della democrazia, sempre e anche oggi. Gli storici e gli studiosi italiani e stranieri ci osservano come un fenomeno da baraccone: ci siete cascati di nuovo?

Sì, ci siamo cascati di nuovo e ci sono momenti come questo che stiamo vivendo in cui non si vedono vie d’uscita. La rilettura di un capolavoro del novecento serve ad accrescere l’ansia.

La domanda è semplice e tremenda insieme: come può difendersi un sistema parlamentare se la maggioranza in Parlamento è soggiogata dal Mago, si è lasciata sedurre dal Mago che ora è anche certo della sua “coesione” e si prepara a scardinare sempre di più il sistema di garanzie e contrappesi che la Costituzione ha previsto per assicurare le libertà conquistate contro ogni indissolubile unità di popolo e duce ? In altre parole: come e quando potremo sperare di mandare a casa la destra che ci governa ed opprime col monopolio mediatico e le lusinghe del Mago?

La società civile sente la drammaticità di questo momento storico. Si sta organizzando: strade della democrazia, volantinaggi, presidi, informazione, grandi manifestazioni, appelli.

Ora tocca alle forze di opposizione che stanno in Parlamento. Sono in minoranza. Ma c’è dell’altro che possono fare oltre a ciò che stanno facendo. Se solo decidessero di muoversi insieme. Proviamo umilmente a suggerire qualcosa. Potrebbero, ad esempio, “militarizzare” le presenze in aula e nelle commissioni, evitando assenze non più giustificabili. Potrebbero ricorrere all’articolo 62 della Costituzione per convocarsi in via straordinaria (basta, per farlo, un terzo dei componenti di una Camera). Potrebbero ribellarsi all’occupazione della RAI in maniera più decisa. Potrebbero insieme lavorare per cambiare la legge elettorale (almeno nel premio di maggioranza). Potrebbero tutte insieme illustrare al presidente della Repubblica le preoccupazioni (se le hanno davvero) sulla riforma della giustizia prospettata da Berlusconi e l’allarme per i continui attacchi alla Costituzione. Potrebbero levare la loro voce all’estero e denunciare la pericolosità del regime mediatico.

Potrebbero soprattutto spiegare agli italiani, ogni volta che ne hanno la possibilità, quanto marcia sia la situazione che stiamo vivendo.

Sappiamo tutti che una grande occasione per mandare a casa la maggioranza l’abbiamo avuta ed è stata persa: a ottobre-novembre la maggioranza era davvero minoranza, ma ha avuto il tempo di riorganizzarsi e soggiogare il Parlamento, i finiani di dividersi, il centro e la sinistra di mostrare al mondo di quante esitazioni sono capaci pur di non rinunciare alle loro misere fette di potere (reale o presunto). Il 14 dicembre del 2010 resterà nella storia come il giorno più nero della Repubblica italiana.

Nelle mani del Mago la libertà di volere non esiste. Bisogna, prima, liberarsi di lui, dei suoi soldi, dei suoi ridicoli baciamani, della politica che distrugge la nostra scuola, la giustizia uguale per tutti, le prospettive di una vita dignitosa per giovani e vecchi, donne e uomini.

Si sono appiccicati sulla nostra pelle la servitù del Popolo e Duce insieme all’untuosità del disonore. Manca ancora il grande scrittore che li racconti a noi e ai nostri posteri, seppellendoci di vergogna.

6 commenti

  • Condivido lo scoramento ma dobbiamo farci coraggio e continuare a lottare. Giuste le proposte. E se per abolire il premio di maggioranza e le liste bloccate si provasse a raccogliere le firme per un referendum? Dobbiamo comunque studiare forme nuove e ancora più incisive di protesta, che possano accendere sull’Italia i riflettori dell’Unione Europea.

  • Questa situazione è sopratutto colpa di quasta opposizione.

    Solo noi cittadini possiamo fare qualcosa davvero.

    Andiamo davanti al parlamento a dire quanto ci fanno schifo.

  • Eppure,in assenza di meglio,con QUESTA specie di opposizione dovremo fare i conti a lungo, sperando che nel frattempo commetta meno danni di quanti ne ha commessi in questi sedici anni di berlusconismo,alcuni alquanto gravi sia stando all’opposizione che stando al governo, e perciò non giochi con l’elettorato,il suo soprattutto, con le tre carte su due tavoli,non assuma atteggiamenti arroganti di fronte ai ripetuti rilievi di esso e smetta una buona volta con le gelosie,i servilismi extra moenia,le sgomitate e le liti intra moenia. E’ penoso lo spettacolo di sè offerto dal PD in Sicilia,per citare un esempio tra tanti !.

  • Occorre raccogliere tutte le forze civili e politiche che si riconoscono nei principi fondamentali dela Costituzione e che abbiano a cuore i seguenti obiettivi:
    1)Conflitto d’interesse;
    2)Abbattere i monopoli dell’informazione, facendo in modo che non possano concentrarsi in poche mani;
    3)Respingere in maniera netta i tentativi di indebolire la separazione e autonomia dei poteri (esecutivo,legislativo,giudiziario);
    4)Riforma elettorale;
    Credo che i punti 1 e 2 siano di capitale importanza.
    L.eG. è l’unica che ha l’autorevolezza civile e culturale di raccogliere
    le forze in campo, come accenato.

  • Da un lato bisogna preparare una strategia di ampio respiro, dall’altro essere agili a sfuttare le occasioni che di volta in volta si presentano. Ribadisco la necessità, a mio avviso, di dare il massimo appoggio ai TRE REFERENDUM. Il fido Maroni naturalmente ha rinunciato all’election day, con buona pace dei soldi pubblici sprecati, per fare un favore al suo datore di lavoro di fatto, ossia Berlusconi. Facciamo ogni sforzo per far raggiungere ugualmente il quorum. Ricordate un certo Craxi che nel referendum sulla preferenza unica consigliava di andare al mare… Ogni tanto la storia si ripete. Se non altro, proviamo a dare una mano alla storia.

  • Il 12 sarebbe meraviglioso raddoppiare la manifestazione del 13 febbraio che fu indetta dalle Donne.Ora tocca a noi uomini(già presenti in massa anche il 13)scendere in modo massiccio in piazza.Per far sapere al mondo intero,che disorientato ci sta osservando, che noi siamo diversi da Berlusconi,che non ci sentiamo rappresentati da lui,che anzi ci disonora.Per dirgli una volta ancora e per sempre dimettiti:soprattutto ora che hai ridicolizzato il Paese col tuo languido baciamano a Gheddafi.Però dobbiamo anche gridare all’opposizione di svegliarsi.Ciò che sta facendo non è sufficiente.E’ inutile che il PD si faccia grande delle firme raccolte e presentate a Letta,perchè il merito va attribuito tutto alla sua gente e non a ciò che hanno finora fatto i suoi dirigenti. Se non era per la base e per i suoi simpatizzanti,le firme non si raccoglievano. Loro,i dirigenti,devono essere più incisivi,devono stare di più in mezzo alla gente, ascoltarla,lasciare il narcisismo agli altri dell’attuale maggioranza.Sono loro che soffrendo di carenza di autostima hanno bisogno di essere vanitosi e impuri. Se da soli questi dirigenti dell’opposizione non riescono a capirlo,”con le buone o con le cattive”dobbiamo farglielo capire noi.In caso contrario se ne possono andare a casa tranquillamente anche loro.Nessuno li rimpiangerà.

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