Berlusconi, se sei uno statista dimettiti

L’ultimo sospetto che si addensa sulla persona del capo del Governo è troppo pesante per poter essere sopportato da un Paese che ha bisogno di credibilità all’estero, per poter affrontare la crisi economico-finanziaria a livello internazionale, e di autorevolezza all’interno, per ricostruire quel tessuto democratico che Berlusconi ha lacerato nei suoi lunghi anni di governo.
Se fosse uno statista, Silvio Berlusconi si dimetterebbe; l’insistenza con la quale lui e i suoi avvocati accusano la magistratura di perseguitarlo è la conferma della difficoltà difensiva e della piccolezza della sua statura morale e politica.

66 commenti

  • Per la sua storia personale non è mai stato una persona in grado di governare (bene). Oggi non governa, porta al degrado dell’Italia, e ha creato una pessima fama dell’Italia e degli italiani all’estero.

  • Berlusconi pensa di governare l’Italia come se fosse una sua azienda dove comanda solo lui e può fare quello che vuole.
    Ma una nazione non può permettersi di essere gestita da una persona depravata che non rispetta le istituzioni !!!

  • Come nazione non possiamo più permettere di essere così squalificati da un uomo simile
    Consolata

  • Il paesaggio culturale è deprimente; siamo ben oltre una cultura alessandrina da tardo impero.

  • Il problema è che Berlusconi ha da tempo concentrato la sua attenzione sui vecchie e le casalinghe ultra 60enni ignoranti cristallizzando il suo elettorato più di pancia, quello per intenderci che lo invidia proprio perchè è un vecchio ricco puttaniere.
    L’altro giorno ho chiesto a una conoscenza da bar non piu verdissimo “ma scusa, tu cosa ne pensi di un nonno verso gli 80 che si aggira tinto, truccato, coi tacchi da balera e che quando esce alla sera va in qualche localino a toccare il culo alle ragazzine??”.
    Lui mi ha risposto gelidamente “uno che se la vive”.
    E’ ovvio che rivolgendosi ad un elettorato piccolo borhese e anziano che ha da decenni rinunciato a delle vere realizzazioni professionali e per cui l’unica aspirazione nella vita è da tempo “farsi la macchina e la figa”, che ha piccoli valori materiali come unica fonte di soddisfazione o invidia, si ottenga quella massa di imbecilli che continuano a votare Silviolo facendoci sembrare da oltre confine un circo penoso.

  • Purtroppo Berlusconi NON è uno statista, si vede da come l’Italia è considerata nel mondo. Solo una parte degli italiani l’hanno votato e ,a causa di una nefanda legge elettorale, ha vinto.
    Infatti non si vuole dimettere e questo la dice lunga sulle ragioni della sua “scesa in campo”, ragioni esclusivamente personali e non certo per l’Italia.
    Sarebbe ora che gli italiani , tutti, dicano : BASTA !!!!

  • Un personaggio del popolo Toscano direbbe: NON SENE POLE PIù BASTA!
    ed io che condivido ho firmato. Torniamo alla democrazia quella seria con la D maiuscola ed andiamo avanti. Forza mettiamocela tutta !

  • La questione non si può porre in questi termini.
    Così come una cozza che, pur ammettendo di dire le bugie dopo avere dichiarato d’essere una nave da crociera, non potrebbe mai essere nemmeno una barchetta di carta, così anche le dimissioni non potrebbero fare di un figuro una persona stimabile, tantomeno uno statista.
    Per essere statisti occorre innanzitutto una notevole statura intellettuale, culturale, politica ed etica.
    Qui siamo ad un livello anche solo intellettivo ed umano di infimo ordine, siamo nel nanismo fenomenale con deliri di onnipotenza e allucinazioni di gigantismo, una specie di sindrome di Napoleone (ma un tipo nuovo: affetto di una demenza senile a buon punto).
    Qui, nel figuro, etica, cultura, politica sono fantascienza, un pianeta fuori dalla sua portata personale, sono del tutto estranei, anche dimettendosi.
    Il figuro ha distrutto la politica e la cultura della politica in Italia (oltre a tutto il resto, considerati dettagli poco più che implementativi) molto meglio di quanto non avessero fatto altri nei 50 anni precedenti, con maggiore “efficienza”, velocità e tossicità.
    Se questo configura uno statista allora rivalutiamo anche alcuni distruttori del passato (cosa sempre possibile, per il figuro).
    Se questo configura uno statista allora riconfiguriamo la storia delle nazioni oppure consideriamo il tramonto di una nazione come un segno positivo del progresso possibile, basta che ci sia da divertirsi e sballarsi per molti di successo e che gli sfigati abbiano quello che a loro basta: il sorriso e il partito dell’amore del figuro.
    Ma questo è possibile soprattuto perché quasi tutti noi lo volevamo così, un figuro di “successo” in politica, eravamo noi ben pronti e disposti a volere un piazzista beffardo, bugiardo retorico ma sorridente e progressista (del progresso televisivo e di quello del denaro) a comandare, quasi tutti noi i promotori di questo tipo di figuri al potere.
    E lui era perfetto. Oggi lo si capisce meglio ancora. Lui è solo lo strumento perfetto, adatto allo scopo.
    Il figuro in realtà è la personificazione di quanto di più perverso, orrido e pericoloso vi sia nella gente comune, quella “perbene”, l’italiano “medio” pasoliniano, che lo invoca come suo degno rappresentante.
    Il figuro è la loro controfigura appropriata, il loro eroe, il loro ideale, il loro nuovo Dux Napoleone rivisto dal copyrighter e dallo stylist di “Uomini e donne” o dalla Endemol.
    Dire che il figuro sia uno statista sarebbe come dire che TUTTI gli italiani sono del giganti di scienza, di arte, di cultura, di intelligenza, di etica, di tolleranza, esperti di diritti civili e di politica, di laicità, di civiltà insomma, invece che di shopping o del Grande Fratello ultima edizione o di “discipline” simili.
    E tutto ciò senza tacchi e senza trucchi, con tutto il consenso che serve.
    A volte basta poco, che ce vo’, basta tacere.
    O basta votare, solo poi riflettere.

  • In tutti i Paesi civili, il Primo Ministro, anche se solo “sospettato” di avere infranto la Legge, sente il dovere di dare le dimissioni.
    Evidentemente il nostro ririene da sempre di essere al di sopra della Legge.
    Ecco perchè dobbiamo mandarlo a casa noi.

  • Com’è possibile che sopportiamo tutto questo. Com’è possibile che amiamo così poco il nostro Stato da non sentirci toccati dalla inesistenza di moralità, dall’abbrutimento, dall’inesistenza di senso civico. Mi guardo attorno sgomenta e non vedo reazioni. Spio i discorsi che si fanno per strada e sento che i maschi italiani spesso ammirano chi, pieno di soldi, può permettersi di fare il porco. Per fortuna, anche solo all’ultimo raund, la Chiesa si è dissociata ma per quanto tempo ha appoggiato un governo marcio. Ditemi che esiste ancora l’Italia democratica. Ditemi che gli italiani sono ancora capaci di pensare a qualcosa di diverso che non sia “magnare”

  • Caro presidente,
    sto assistendo alla”fine” della democrazia, alla caduta di tutti i valori in cui sono stata educata e per cui ho creduto ed ho lottato. ormai lei non è più in grado di governare questo paese. le chiedo a nome delle future generazioni (i nostri nipoti) di fare un passo indietro, per permettere al popolo di tornare a votare e di poter scegliere un nuovo premier: gli italiani apprezzerebbero questo gesto.

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