Intercettazioni, un problema per la stampa e la magistratura

“Il problema delle intercettazioni interessa anche la libertà di informazione e di stampa, ma interessa soprattutto l’attività di investigazione della magistratura: quello è il punto di fondo”. Lo dice il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, a margine di un convegno in Palazzo Vecchio dedicato al costituzionalista fiorentino, Paolo Barile. “In Italia – ha aggiunto Scalfari – c’è libertà di informazione per chi vuole che ci sia; poi ci sono quelli che non vogliono che ci sia e quindi c’è un contrasto in corso, molto vivace, di cui aspettiamo di vedere l’esito”.

“Berlusconi, un giorno sì e l’altro pure, dice che ci sono pericolosi soggetti ‘filo Costituzione’: ormai siamo talmente abituati che non si reagisce nemmeno più, – dice ancora Scalfari – perché è un rosario che si snocciola per 7 volte alla settimana e che ha come bersaglio la Costituzione”. Per Scalfari la Costituzione è stata “più volte insidiata da progetti complessivi di riforma: la prima fu fatta da Bettino Craxi, poi da organi bicamerali, poi venne il ‘picconamento’ di Cossiga, il giurista Miglio e poi arrivò Silvio Berlusconi”. Dopo il suo intervento, a margine del convegno, rispondendo ai cronisti, Scalfari ha aggiunto che “Berlusconi vuole una riforma costituzionale che dia potere autoritario al potere esecutivo, indebolendo gli altri poteri che caratterizzano uno stato di diritto”. “Il tema è molto chiaro – ha concluso -: da un lato una deformazione della parola democrazia verso la parola autoritarismo e dall’altro, invece, il mantenimento di una democrazia pluralista e costituzionalista”.

5 commenti

  • cambiarei il titolo-

    come già espresso in altri miei commenti, il tutto della manipolazione dello strumento e il bombardamento a cui siamo stato sottoposti fino al nuovo ddl , causa i suoi danni dapprima sulla giustizia ,poi sulla stampa.

    Paradossalmente , dovessi scegliere, vorrei per prima cosa che il magistrato potesse svolgere il suo lavoro con tutti gli strumenti tecnologici utili, per essere al passo coi tempi , visto che la criminalità di ogni tipo, compresa quella politica , è avanti anni luce ed eoni,come le ferrari, rispetto ai monopattini della magistratura.

    solo dopo ,al limite, penso al mio diritto ad essere informata nei limiti e nei tempi senza il solito commercio in anteprima durante le indagini preliminari ,che poi il regime manipola ed anzichè attribuite il commercio ai soliti operatori, scarica la palla come al solito ai p.m. “toghe rosse” che si rivendono alla stampa.

    se il problema nasce prima come problema sulla magistratura , poi sulla stampa e se lo dice anche uno dei primi giornalisti del paese, non uno degli ultimi come me,allora cambierei il titolo di questo post :

    intercettazioni, un problema per la magistratura e per la stampa.

  • Quando Scalfari avrà soddisfatto la sua curiosa attesa e avrà visto l’esito del contrasto in corso,ormai da 20 anni circa a modesto mio avviso,del “luogo” in cui andrà a parare il progetto berlusconiano di rivolta “come un calzino” dell’ordinamento democratico costituzionale dello Stato italiano,non sarà forse troppo tardi ?.
    Non c’era a suo tempo chi affermava,giustamente a parer mio.che Berlusconi era inadeguato ad assumere cariche di governo, per il gigantesco,sfacciato conflitto di interessi suoi personali con gli interessi dello Stato e perciò della collettivityà nazionale di cui era portatore ?.
    E come i partiti e la classe politica (non parliamo della classe imprenditoriale italiana per favore ) scampati ai rigori della legge anticorruttela e alla caduta dei muri in generale hanno saputo difendere la Costituzione (con il suo fulcro nel principio di uguaglianza,oggi alquanto impunemente deriso)) e la legalità democratica ?.

  • Impedendo la conoscènza dei fatti si vuole ostacolare la crescita della cultùra della società italiana assicurandosi così il controllo su di esa. Antonio Ammirati.

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