Scuola di Modena, un successo la seconda edizione

Chiusa la seconda edizione della scuola di formazione sulle politiche di genere a Modena, il bilancio non può essere che positivo. Trenta studenti, provenienti da tutta Italia, da Bari, da Avezzano in provincia dell’Aquila, da Asti, da Roma, folto il gruppetto arrivato dalla Toscana e quello bolognese capitanato da Derek Jones, che ha anche curato gli aspetti logistici della scuola.Si è discusso di temi concreti nella due giorni modenese, temi che partendo da presupposti apparentemente aridi: cifre, statistiche, percentuali arrivano al cuore della vita di tutti i giorni, dalla difficoltà per le mamme di trovare strutture che accolgano i loro bambini, a quella di conciliare lavoro e famiglia, al lavoro non pagato di uomini e donne che si prendono cura di figli e anziani genitori. Paolo Bosi, direttore della scuola, insieme ad Antonella Picchio e Tindara Addabbo, a Massimo Baldini e Maria Cecilia Guerra hanno “raccontato” quanto incidano le politiche pubbliche sulla felicità e il benessere di uomini e donne mentre Maura Palazzi, nella serata al caminetto, ha ripercorso la difficile storia dell’emancipazione femminile. Tra i fattori statisticamente indicati per raggiungere la “felicità”, oltre a quello di costruire una famiglia, avere un lavoro ed essere in buona salute c’è anche il far parte di un’associazione.

Diventare soci di Libertà e Giustizia, fattore di crescita e di felicità? Parrebbe proprio di sì, vista l’armonia che si è subito sviluppata tra gli studenti e fra studenti e docenti. Anche la richiesta, da parte dei più giovani, di aprire nuovi circoli di LeG a Bari, a Modena, a Taranto è il segno che impegnarsi nel sociale accresce il nostro benessere.

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