A Milano tutti con Eco per la Costituzione

“Noi ci siamo: la Milano civile contro la barbarie. Tutta l’area davanti al Palazzo di Giustizia di Milano è affollata di giovani e anziani senza colore, senza bandiere, in difesa dei diritti e della Costituzione, a sostegno del presidente Napolitano e del Manifesto di Zagrebelsky, Rompiamo il silenzio, per il quale stanno firmando migliaia e migliaia di cittadini”. Così Sandra Bonsanti a conclusione del presidio organizzato da Libertà e Giustizia a sostegno del Presidente Napolitano. In 500, nonostante la pioggia e la convocazione all’ultimo momento, si sono accalcati sul marciapiede di corso di porta Vittoria, per tutta la lunghezza del tribunale, fino al punto che la polizia ha deciso di transennare la strada.C’era Umberto Eco, tra i promotori del manifesto Rompiamo il silenzio e c’ero Tullio Pericoli, autore del disegno che illustra il manifesto. Per il garante di Libertà e Giustizia Umberto Eco il decreto, poi diventato disegno di legge, è “un attentato alla Costituzione”, perché “si tratta di un decreto del governo contro un dispositivo della magistratura” ed è, per i manifestanti, solo “l’apice dei tentativi di scardinare la Costituzione”. Umberto Eco tona: “Poi ci lamenta del caso Battisti. Questa volta, la magistratura italiana ha preso una decisione e il governo vuole che sia eseguita: per la vicenda Battisti fa comodo, qui non fa comodo”. Sandra Bonsanti, presidente di LeG, aggiunge: “la cosa più grave che sta accadendo è questa minaccia di Berlusconi di volersi fare una Costituzione come vuole lui: una Costituzione che gli dia i pieni poteri di governo, di Presidenza della Repubblica, di tutto con l’umiliazione assoluta del Parlamento e questo ci avvia forse verso una Terza Repubblica molto pericolosa”.

Pioggia di consensi e di firme per il manifesto del presidente onorario di LeG Zagrebelsky, Rompiamo il silenzio, pubblicato su Repubblica e rilanciato da Repubblica.it; nelle prime ore della mattina di sabato aveva già superato le diecimila adesioni.
Firma il manifesto di LeG

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