Un’esperienza eccezionale

Si è tenuto sabato 19 e domenica 20 novembre 2005 il terzo Seminario Annuale dell’Associazione Libertà e Giustizia.E’ stata per me un’esperienza eccezionale, veramente l’occasione di conoscere un’Italia migliore, visto che eravamo circa un centinaio di rappresentanti di quest’associazione provenienti da tutta l’Italia.Un’Italia migliore (anche se un libro di Massimo D’Alema avrebbe preferito che la nostra fosse l’Italia normale, perché è assurdo che il meglio di una società sia la parte onesta…) che per due giorni si è confrontata per cercare delle soluzioni.Soluzioni confortate dagli interventi di grandi personaggi come Mario Pirani, Gustavo Zagrebelski, Giovanni Ferrara, Franco Cordero e Luigi Spaventa.Interventi che sono stati fatti alla pari, ci han fatto sentire vicini al sapere, quel sapere che conforma l’agire politico delle persone oneste. Analizziamo punto per punto.Nella sessione mattutina della prima giornata è stata bellissima la discettazione su laicismo e religione compiuta da Mario Pirani.Un’analisi materialistica delle Sacre SCritture, quell’analisi fondamentale a chi, scindendo il credere dall’agire, deve sentire la propria coscienza a posto e guardarsi allo specchio senza vergognarsi del proprio agire.Anche io, sin dalla mia infanzia, mi son posto la grande diatriba (Galileo avrebbe detto il Dialogo fra i Massimi Sistemi) fra Creazione ed Evoluzione, fra Dio e Scienza, fra spiritualismo e razionalismo.Una soluzione l’ho trovata appunto accogliendo, prima di conoscerla, la soluzione prospettata da Pirani, ossia la fondamentale dieresi fra la Fede, ossia il sentire della nostra coscienza, e il Sapere, ossia il conoscere della nostra ragione.Quello che noi crediamo è profondamente diviso, quando non diverso, da quello che noi sappiamo.E quello che noi sappiamo è ciò che permea il nostro agire.Chi è credente può benissimo essere laico nel suo agire politico, probabilmente sarà meno rigido in determinate posizioni ma dovrà sicuramente evitare di credere che la religione detti dei principi politici.Recita il Catechismo della Chiesa Cattolica che è fermamente vietato alla Chiesa intervenire nel dibattito politico.Quindi, sottolinerei nell’intervento di Mario Pirani, non è il credere che va condannato, ossia non è che una persona laica non possa credere in DIO, ma è l’agire secondo la Chiesa che non è laico, ossia la Chiesa, in quanto magistero umano non può influenzare chi segue il magistero laico, ancorché sia la propria concezione teologale a farlo.Esempio semplice io posso agire con senso della solidarietà verso gli altri perchè ritengo che sia l’insegnamento di DIO a darmene ragione, ma non posso accettare che la Chiesa (in quanto composta di uomini) possa decidere sulla liceità o no dell’aborto.
Per quanto riguarda l’intervento del Presidente emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky devo essergli sinceramente grato per aver finalmente enunciato la dicotomia fra valori e principi.E’ questa fondamentale per capire parecchie cose.

In sostanza si identifica nel fatto che i valori sono anteposti al nostro agire, e quindi diventano un obiettivo da raggiungere per cui qualsiasi mezzo è giustificabile, mentre i principi sono posti alla base del nostro agire, quindi permeano il nostro comportamento.Esempio se la pace nel mondo diventa un valore, diventa giustificabile la guerra per perseguire la pace (si vis pacem para bellum), mentre se la pace è un principio sarà tutto il nostro agire permeato di pace e quindi la guerra non sarà mai possibile per noi.Su questo principio avrei voluto che Zagrebelsky mi avesse dato una delucidazione. Ossia noi che ci occupiamo di lotta alla mafia e quindi di giustizia, consideriamo la legalità un principio, perché siamo noi i primi a comportarci legalmente. Potrebbe quindi essere il comportamento del sindaco di Bologna giustificabile dicendo che per lui la legalità è un valore, quindi si sente legittimato a violare determinate leggi pur di perseguirla?Oltre questo preambolo il prof. Zagrebelsky ha reso chiara la necessità che la Costituzione non venga perennemente riformata ma che si giunga ad un recupero di quei principi che appunto la Costituzione sanciva. Ci si collegava quindi al Comitato Salviamo la Costituzione per cui è necessario dire NO alla riforma in atto per poi partire in un processo di recupero e restauro conservativo di una carta costituzionale che è fondante della nostra REpubblica ma che gli attuali governanti considerano poco più che carta straccia.Nel pomeriggio siamo stati estasiati spettatori dell’intervento di Franco Cordero, fine dicitore, riguardo ai danni fatti da Berlusconi in questi anni di governo…L’elencazione si è ridotta ad otto punti fondamentali tra cui è statao sfiorato lo sconvolgimento della legge Rognoni-La Torre per quanto riguarda la confisca dei beni ai mafiosi.Personalmente avrei preferito che il prof.

Cordero avesse sottolineato un aspetto fondamentale e dominante del Governo Berlusconi.Questo aspetto comincia a prendere forma nel 1993, quando Cosa Nostra pensa di creare un proprio partito che chiama Sicilia Libera e che poi abbandona facendo poi da sostegno a Forza Italia.Infatti il neopartito creato da Silvio Berlusconi ha in sé molto sangue mafioso.Da Vittorio Mangano a Marcello Dell’Utri Forza Italia è permeato di mafia, e questo, secondo me (spero non sia una deformazioneprofessionale) ha caratterizzato il governo Berlusconi.Che strano constatare che anche Cosa Nostra, ormai, ritiene Forza Italia un pallone che si sgonfia da solo….il problema è che Cosa Nostra punta sull’UDC, e questo non è strano ma vuol dire che ormai è morta la Seconda Repubblica, perché quello che Tangentopoli aveva fatto, liberandoci dalla Democrazia Cristiana, la mafia ha distrutto…Cuffaro docet Molto interessante è stato l’intervento del prof. Salvadori che ha avuto un pò a contestare l’asserzione negativa del termine “valore” deducibile dall’intervento di Zagrebelsky. Infatti, portando alle estreme conseguenze tale discorso, bisognerebbe dire che i valori siano in assoluto negativi in quanto portatori della loro negazione.La giornata di sabato è stata conclusa dalla presentazione dell’attività di Cittadinanzattiva da parte del suo segretario generale, Teresa Petrangolini. E’ stato veramente formativo comprendere quanto (ed i metodi con cui questo quanto è realizzabile) l’agire da cittadino sia importante per la corretta conduzione della nostra società.Nella giornata di domenica abbiamo avuto l’intervento della coscienza critica della sinistra, ossia quella che deve conciliare l’ideologia solidaristica (ma non assistenziale) con i rigidi parametri dell’economia.

Questo è stato compito del prof. Luigi Spaventa che ha veramente messo a nudo parecchi aspetti negativi del modello econometrico che sottace all’agire di Tremonti e, allo stesso tempo, ha fatto comprendere come mai determinate politiche sia belle da enunciare e promettere ma difficili da mantenere anche da parte della sinistra.Personalmente avrei voluto capire come mai spesso si persegue il metodo più semplice ossia la riduzione delle spese nelle fasce mediobasse della società, ossia quelle degli impiegati pubblici, i cosiddetti “Travet”.Invece di tagliare uniformemente sarebbe meglio eliminare i parassiti, ecco la soluzione proposta da Spaventa, ecco quella che vorremmo anche noi.Quando, alla luce della riduzione della spesa pubblica uguale per tutti, dobbiamo leggere nelle direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministri che bisogna risparmiare sull’uso di carta igienica, noi impiegati pubblici ci sentiamo veramente una nullità per quello Stato per cui diamo quasi tutta la nostra vita attiva.E poi ci vengono negati gli aumenti per due o tre o quattro anni, sotto la continua minaccia di una completa abolizione della meccanica contrattuale. Il prof. Ferrara ha concluso esponendo l’attuale significato della parola democrazia….
In sostanza è stata un’esperienza veramente importante.E’ emersa a margine anche una proposta ai partiti dell’Unione per una scelta dei candidati più democratica.Grazie,Ettore Lomaglio SilvestriCircolo di Bergamo

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