Lettera ai soci di LeG

Cari amici di Libertà e Giustizia,
Come sapete ho accettato di lanciare ufficialmente la mia candidatura alle Primarie dell’Unione.
Ho deciso di accettare questa proposta nata nel seno del circolo di Londra della nostra associazione per portare in cima all’agenda dell’Unione tre temi fondamentali.

Innanzi tutto il rinnovamento della politica. L’Italia è un paese in questo momento in crisi, ripiegato su se stesso, che non crea. E’ un paese invecchiato, incapace in dieci anni di rinnovare la sua classe dirigente. Un paese che esporta e produce meno, meno affidabile dal punto di vista dei conti, in recessione.

I giovani – anche quelli come me che a 40 anni sono ancora considerati giovani – per crescere devono espatriare e se restano in Italia devono combattere con una precarietà elevata a sistema. La ricerca langue, l’Università è gestita in modo opaco e nepotistico, la scuola è dimenticata.

Secondo tema: siamo l’ultimo grande paese d’Europa in tema di diritti. Legiferiamo sempre più sulla base degli insegnamenti confessionali che sulla base dei diritti di cittadinanza. Gli immigrati non votano per le amministrative nelle comunità che contribuiscono a far progredire, le donne non hanno alcun ruolo nella politica e nelle imprese, le famiglie omosessuali sono prive di diritti, si osa addirittura discutere l’aborto. Il governo dell’Unione dovrà essere il governo laico dei diritti di tutti cittadini.

La salute di una democrazia si misura da come questa tratta le sue minoranze, i deboli, quelli che non hanno rappresentanza e voce. Noi vogliamo esserne i campioni.

Terzo: l’Europa. L’Europa non è solo una scelta, sia pure irreversibile, come dice il programma dell’Unione. L’Europa è la nostra terra. L’Europa dello sviluppo, della pace, della cultura europea che si arricchisce dei contributi di tutti quelli che da altre terre, da altri continenti. Un’Europa che non si occupa del contenitore, ma dei contenuti, un’Europa che non esporta democrazia con le armi, ma con la politica. Un’Europa che deve fare della occupazione, della ricerca e della pace le sue nuove priorità.

Mi hanno chiesto più volte se non penso che la mia candidatura possa indebolire il professor Prodi.

Questo tema è stato molto meditato mentre pensavamo nelle scorse settimane al da farsi. E se alla fine abbiamo deciso di andare avanti – come ho detto a Concita De Gregorio su Repubblica – è perché crediamo che questa candidatura possa arricchire l’Unione e il suo leader del contributo di tantissime persone che oggi non trovano strumenti di espressione e partecipazione. Di concentrare l’Unione sui temi della liberazione positiva della sua economia e della società alle sue forze migliori; i temi della laicità e della democrazia; i temi della nuova Europa in cui vogliamo vivere e a cui vogliamo partecipare da protagonisti credibili.

Credo che la maggior parte degli elettori dell’Unione abbia vissuto con scoramento le conseguenze della bellissima vittoria del centrosinistra alle elezioni regionali: il giorno dopo la festa, anziché costruire sul quel successo, i nostri gruppi dirigenti hanno cominciato a dividersi e litigare in ossequio alle peggiori ma più tradizionali abitudini della sinistra italiana.

Credo che per far vincere davvero l’Unione sia necessario riportare il centrosinistra a parlare di politica, a scandire l’agenda della politica al ritmo dei nostri valori e dei nostri ideali, da tramutare in progetti concreti.

Le primarie sono solo la prima tappa verso le elezioni del 2006. Sono tuttavia una tappa importante. Sono due gli obiettivi davanti a noi: mandare a casa il governo di Berlusconi e costruire le condizioni di un governo autorevole che governi su un programma e una visione chiara, moderna, aperta, definita, leggibile. Tutto il contrario di una linea zigzagante ed oscura frutto di continue mediazioni e cedimenti al compromesso. Per questi obiettivi è necessario allargare la partecipazione e mettere al centro le idee e i valori.

Per questa ragione il motto della mia campagna è “Io Partecipo”. Perché è la mia scelta a impegnarmi in prima persona. Perché è l’esortazione che il circolo di Libertà e Giustizia di Londra mi ha rivolto ed ha rivolto a tutti quelli che sapranno sentirlo: “Noi Partecipiamo”.

Partecipiamo perché sui temi della guerra, sulla laicità dello Stato, sulla trasparenza dei mercati e delle imprese, la dignità del lavoro, centralità della scuola e della ricerca, la lotta senza quartiere alla mafia sul piano culturale e dell”ordine pubblico, è imperativo trovare un accordo chiaro, lineare e pubblico.

Questo è il senso della mia candidatura, e sono fiducioso che la mia posizione possa contribuire ad includere energie che altrimenti resterebbero ai margini o fuori dalla coalizione.

La sfida è ora trovare 10 mila firme in 5 settimane. E anche fondi per questa campagna che, come ha detto Michele Serra nella sua Amaca del 9 agosto, ha come budget solo il mio bancomat.

Il circolo di Londra di Libertà e Giustizia ha costituito il primo comitato “Noi partecipiamo con Ivan”. Per riuscire a raccogliere le firme, i fondi e per raccogliere un bel risultato alle primarie abbiamo bisogno di tutte le energie disponibili.

Per questo mi rivolgo a voi, perché sono sicuro che condividiamo il forte desiderio di partecipare per far prevalere in Italia i nostri valori e le nostre idee. Abbiamo bisogno di tutto l’aiuto che vorrete darci. Potete contattarmi visitando il mio sito www.ivanscalfarotto.info o scrivendomia a ivan@ivanscalfarotto.info per ricevere maggiori informazioni e rimanere aggiornati sulla mia campagna.

Vi ringrazio in anticipo per il sostegno che vorrete darmi e per fare della nostra associazione, ogni giorno, una delle più belle, ricche e stimolanti realtà della nostra democrazia.

Sinceramente,

Ivan Scalfarotto

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