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Libertà e Giustizia

Newsletter del 24 aprile 2026
a cura di Lorella Beretta

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Che senso ha oggi, per noi, celebrare la festa della Liberazione?

Il 25 aprile è dirci antifascisti, capaci di riconoscere forme vecchie e nuove di coercizione, razzismo, violenza sistemica, censura.

È difendere la Costituzione e lo Stato di diritto. È dirci europeisti e internazionalisti, in risposta all'ascesa delle destre nazionaliste e autoritarie nel nostro paese e nel mondo.

È conservare la memoria di fronte a un revisionismo che diventa di Stato. È dire che i persecutori non potranno mai essere equiparati ai liberatori, i militi della Repubblica di Salò ai partigiani.

È sapere, ogni giorno, il valore della libertà e il suo prezzo.

È scegliere la pace, ostinatamente, ricordando che madri e padri costituenti – sopravvissuti e testimoni del Secondo conflitto mondiale – misero il ripudio della guerra a fondamento della Repubblica.

Saremo nelle piazze, in tutta Italia, a dire, con la nostra presenza e il nostro corpo, che siamo una comunità, che la Liberazione è una festa che nessuno ci potrà togliere, e che questa festa non dura un giorno soltanto, ma misura le nostre intere esistenze.

Buon 25 aprile.

 

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Costituzione   
Il mio 25 aprile, fra passato e presente, e la Festa che oggi abbiamo davvero meritato
di MARIA PAOLA PATUELLI. Il nostro paese poggia su due radici: una radice fascista, l’autobiografia della nazione, diceva Piero Gobetti, e una radice antifascista. Sono vive entrambe. Da Barcellona, Sanchez indica l'urgenza di una “nostra” internazionale, capace di dare forza e speranza.
 
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Costituzione   
La legge elettorale meloniana: antidemocratica e incostituzionale
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Costituzione   
Onorare i soldati di Salò è disonorare gli Internati militari italiani della Resistenza senza armi
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Europa e Mondo   
Trump, Meloni e la Liberazione
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Costituzione   
Il 25 aprile nel tempo di Caino
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[dal sito del Comune di Correggio]
25 Aprile a Correggio: orazione ufficiale di Daniela Padoan, Presidente di Libertà e Giustizia, scrittrice, saggista e voce autorevole dell’impegno civile contemporaneo.
Autrice di opere intense come "Le pazze. Un incontro con le Madri di Plaza de Mayo" e "Come una rana d’inverno", Padoan ha dedicato il suo lavoro alla custodia della memoria e all’ascolto delle testimonianze più profonde del Novecento e del presente. Nei suoi libri, la memoria non è mai solo passato, ma responsabilità viva che ci interpella ogni giorno.

Questo 25 aprile assume un significato ancora più profondo: ricorre infatti l’ottantesimo anniversario del primo voto delle donne e del Referendum istituzionale italiano del 1946, momento fondativo della nostra democrazia. Un passaggio decisivo che ha reso le cittadine protagoniste della vita politica del Paese.

La presenza di Daniela Padoan rappresenta un’occasione preziosa per riflettere insieme sul significato della Resistenza, sulla responsabilità della memoria e sull’impegno quotidiano necessario a difendere i valori democratici.

Dalle ore 11.15 in Corso Mazzini
Letture condivise

 Silvia Folchi: «Senza il coraggio delle donne non ci sarebbe stata la Resistenza contro il nazi-fascismo». Strisciarossa  

 Ida Dominijanni: «L'Europa di fronte al laboratorio italiano». Ara  

 Valeria Verdolini: «L'estrema destra ha normalizzato l'assurdo e la emigrazione ne è la prova». Lucy sulla cultura  

 Fermare la riforma degli istituti tecnici del ministro Valditara, una mozione coraggiosa Roars.com  

 

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