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Newsletter del 11 luglio 2026 a cura di Lorella Beretta
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dall'Italia agli Stati Uniti, sotto attacco non è solo il voto dei cittadini ma anche quello dei parlamenti, dove le minoranze hanno funzione sempre più testimoniale e i poteri sono sempre più concentrati nella figura del capo del governo e del suo esecutivo.
In Italia, in previsione del voto del prossimo anno, il Parlamento è diventato una fucina di ratifica di nuove leggi che blandiscono fette di elettorato di destra, come la lobby dei cacciatori. Tuttavia la reazione di rigetto del Paese sta diventando palpabile. Un sondaggio di Bidimedia mostra una significativa flessione dei due partiti di maggioranza che più sostengono una riforma della caccia crudele, osteggiata da tutte le forze di opposizione, dal mondo scientifico, della cultura e dello spettacolo, oltre che dalla Commissione europea e dalle componenti tecniche del Ministero dell'ambiente. Fratelli d'Italia subisce un calo dello 0,9% e finisce al 26,7%, uno tra i risultati peggiori degli ultimi anni, mentre la Lega, con un calo dello 0,3%, scende al 5,7%.
Ma per la destra italiana l'agenda è più importante di ogni reazione popolare e di ogni divisione interna. Saldamente al timone dei media, il governo spinge ora in Europa per allentare i vincoli a tutela dell'ambiente, come rivelato da Politico.eu, sperando di incassare un successo analogo a quello sull'immigrazione, dove le norme sono state rese più rigide a discapito delle persone che vogliono entrare nel continente. Mentre il Presidente Mattarella commemora i 50 anni del disastro dell'Icmesa di Seveso, ricordando che fu il momento di svolta per la consapevolezza ambientale europea.
Ma, ancora, è dall’Europa, benché sempre più fragile e sempre più ostaggio delle forze nazionaliste e sovraniste, che viene un alt prezioso al gruppo dell’estrema destra a cui appartiene Futuro Nazionale di Vannacci. Lo stesso alt viene dai cittadini italiani che a Genova, città Medaglia d’oro della Resistenza, saranno in piazza contro la provocatoria presenza dell’ex generale, già costretto dalla Questura, in seguito alle proteste, a spostare la sua adunata, inizialmente prevista a pochi metri dal Sacrario dei caduti della Resistenza.
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