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Libertà e Giustizia

Newsletter del 7 febbraio 2026
a cura di Lorella Beretta

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L'Ufficio centrale della Corte di cassazione ha accolto il quesito referendario sulla riforma della magistratura formulato dai quindici giuristi promotori della raccolta di 500mila firme, disponendo l’immediata comunicazione al presidente della Repubblica, ai presidenti delle Camere, alla presidente del Consiglio dei ministri e al presidente della Corte costituzionale.

In attesa di notizie sulla data del voto, facciamo il punto sul primo mese di campagna referendaria, sulle sue luci e le sue – molte – ombre, compresa la stretta securitaria del secondo “pacchetto sicurezza” che ha assunto le forme di un decreto legge e di un parallelo disegno di legge.

Negli Stati Uniti, dove la magistratura, le Corti federali e la Corte suprema costituiscono il maggior inciampo per le elezioni di midterm, la piattaforma social del presidente Trump pubblicava un video in cui Barack e Michelle Obama sono ritratti come scimmie, un tropo razzista che sembrava oramai improponibile, e invece. Dopo le critiche, alzatesi anche tra i Repubblicani, il video è stato rimosso. 

Intanto ancora 550 palestinesi uccisi, 1500 violazioni del cessate il fuoco: la tregua a Gaza non c'è mai stata e chi ora esce dallo spiraglio di Rafah lo fa per disperazione, sapendo che non tornerà più nella propria terra devastata. 

Stato di emergenza
di DANIELA PADOAN. I disvelamenti del primo mese di campagna referendaria e la battaglia per il No che è facile a spiegarsi a chi ha bisogno di giustizia.
 
Il fermo preventivo che nega i diritti costituzionali
di FRANCESCO PALLANTE. Alla destra non basta la riforma costituzionale della magistratura: l’obiettivo è annichilirne il ruolo.
 
Così scriveva Valerio Onida sulle riforme costituzionali in tema di ordinamento giurisdizionale
di ANTONIO D'ANDREA. Due decenni fa, il costituzionalista avvertiva circa i pericoli di procedere a riforme costituzionali senza cercare una convergenza ampia in Parlamento. Una rilettura per capire i rischi, già scritti, di oggi.
 
Referendum: votiamo blasfemo
di DOMENICO GALLO. Per capire il senso di questa riforma bisogna guardare al contesto in cui è stata generata, che parte dagli Stati Uniti e si estende alle altre nazioni. L'Italia non è immune. A partire dalle parole.
 
Riforma giustizia: le opinioni

 ✒️ Silvia Albano «Il governo Meloni usa i violenti per colpire il dissenso pacifico» ▫︎ L'Unità

✒️ Giovanni Verde «La politica interferisce nella Giustizia» ▫︎ la Repubblica ed. Napoli

✒️ Mario Serio «Le concrete ricadute di questa riforma sono ignote: questo è un pericolo per il cittadino» ▫︎ Radio Radicale

✒️ Margherita Cassano «Con un Csm solo, per i Pm forte tentazione forcaiola» ▫︎ Il Fatto Quotidiano

✒️ Giovanni Bachelet «A buttarla in politica è il governo» ▫︎ Quotidiano Nazionale

✒️ Mario Zanchetti «Colleghi avvocati, state sbagliando: perché votare NO al referendum» ▫︎ Domani 

✒️ Avvocati baresi «La riforma Nordio non affronta i problemi veri» ▫︎ la Repubblica Bari

Riforma giustizia: il No delle città

⦿ PESCARA con Giuseppe Bellelli, procuratore della Repubblica; Virginia Scalera, giudice Ges-Anm; Valerio Antonio Tiberio, presidente Arci Abruzzo e Molise ◻︎ Guarda l'intervista a Personale è politico, di Benedetta La Penna, Radio Città Pescara

⦿ MILANO con Giovanni Bachelet, Maria Agostina Cabiddu, Tommaso Greco, Enrico Grosso Manuela Massenz, Daniela Padoan, Benedetta Tobagi  ◻︎ Guarda l'incontro alla Casa della Cultura

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Torino, don Ciotti:”Contro la violenza rilanciamo il dialogo”
di DON LUIGI CIOTTI. Dopo gli scontri al corteo del 31 gennaio a Torino, don Luigi Ciotti fa appello al coraggio civile e istituzionale: rispondere alle violenze rilanciando il dialogo fra tutti coloro che credono nella democrazia.
 
Regime change in America: i primi passi
di OTTORINO CAPPELLI. Si giocherà nelle urne – a novembre, alle elezioni di midterm – il futuro degli Stati Uniti. Ma anche nelle Corti federali, nella Corte Suprema, e nel braccio di ferro con la magistratura.
 
Dalla fessura di Rafah passa il codice non scritto dell’esilio
di WIDAD TAMIMI. Uscire significa non tornare. Mai più. Ogni palestinese lo sa. Alle spalle una Gaza distrutta, senza acqua, senza fognature, senza un tetto integro.
 
L'agenda di Libertà e Giustizia
Bologna che dice NO, 7 febbraio
Prima assemblea pubblica del Comitato bolognese Società Civile per il NO nel Referendum. Iscriviti all’evento compilando il form a questo link. Per sostenere la campagna referendaria, puoi versare un contributo sul conto corrente intestato a: A.N.P.I. Comitato provinciale di Bologna…
 
Il Ravennate che dice NO: 7 febbraio
Si inizia il 3 febbraio a Massa Lombarda, poi il 4 febbraio ad Alfonsine, il 6 a Ravenna, il 7 a Russi. I promotori specificano che sono questi gli incontri finora confermati, ma ce ne sono altri in cantiere. Prosegue…
 
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