|
Newsletter del 28 marzo 2026 a cura di Lorella Beretta
Gentile {name},
Lo scorso 10 gennaio, dando avvio a quella che sarebbe stata una non facile campagna referendaria, scrivevamo in questo spazio che avremmo avuto «un periodo sufficiente per incontrarci nelle piazze, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nel reticolo associativo di ogni città, e costruire il No a una riforma che, assieme alla mortificazione dell’autonomia della magistratura, ha il compito di aprire un varco costituzionale verso un regime di premierato».
È quello che abbiamo fatto, dando il nostro contributo alle analisi, ai dibattiti, ai confronti pubblici, prendendo parte alla marea montante che ha dato vita a migliaia di incontri nei territori, anche i più sperduti. Una mobilitazione capillare, animata da persone che non solo si sono dotate di strumenti di comprensione sull'argomento non semplice su cui siamo stati chiamati al voto, ma che si sono interrogate sul rischio autoritario in atto, impegnandosi a difendere la democrazia così come è stata disegnata nella Carta: antifascista.
Oggi sarà di nuovo la piazza a dire un altro No: no alla guerra, al riarmo, ai sovranismi, ai nuovi Re e Regine che mettono a rischio le nostre stesse esistenze. Le parole con cui il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha descritto la situazione in cui viviamo sono senza appello: «Il mondo si trova con la canna di una pistola puntata contro: una guerra più ampia, un'ondata crescente di sofferenza umana e uno shock economico globale ancora più profondo. Tutto questo si è spinto troppo oltre». |