Il prezzo della vittoria

Ma davvero qualcuno si aspettava un risultato diverso dalla battaglia di Montecitorio? Francamente, quello che stupisce, il giorno dopo, è lo stupore: la maggioranza ha vinto (altrimenti non sarebbe maggioranza) e l’opposizione ha perso, proprio perché è minoranza. Nel voto segreto l’armata berlusconiana ha raccattato una manciata di voti in più? Sgradevole, ma è nota l’esistenza di una zona grigia al confine tra i due schieramenti, una zona popolata di anime in vendita se il prezzo sarà congruo. Semmai ne va registrata l’esiguità, e non è una buona notizia per il premier. Infine: ha fatto male l’opposizione a enfatizzare con l’ostruzionismo una battaglia persa in partenza? No, ha fatto benissimo, perché altrimenti l’orrenda legge sulla prescrizione breve sarebbe stata approvata e dimenticata in un batter d’occhio, mentre così i cittadini hanno potuto vedere con chiarezza lo spettacolo desolante di una maggioranza pronta a tutto per salvare il suo signore e padrone. Hanno vinto, sì, ma hanno pagato un costo molto alto. E lo sanno bene.
Infatti, come fa sempre dopo un pericolo scampato a caro prezzo, Berlusconi è tornato a parlare di un suo prossimo abbandono. Davanti alla stampa estera ha annunciato nell’ordine: che non si ricandiderà come premier alle prossime elezioni, che il suo successore potrebbe essere Angelino Alfano, che non ha mire sul Quirinale dove vedrebbe bene Gianni Letta. E’ un copione noto, che serve da una parte a spaventare i potentati del centro destra, già in lotta per conquistare la pole position nella corsa alla successione, e dall’altra parte, con l’investitura di Alfano, ad azzoppare l’unico concorrente realmente pericoloso, e cioè Giulio Tremonti.
Insomma, non è cambiato niente. Il governo cammina sempre sull’orlo del burrone. Senza ministri in aula a schiacciare il bottone non riuscirà a far passare nulla. Naturalmente, bisogna che l’opposizione continui a fare il suo mestiere. Sia con una presenza massiccia alla Camera, sia con proposte puntuali e concrete sui vari temi in agenda. Bisogna dare atto a Bersani di aver risposto tempestivamente, mercoledì, al documento economico appena varato dal governo: a stretto giro di posta, il segretario del Pd ha esposto in una conferenza stampa il suo piano alternativo per l’economia. Purtroppo, come avviene da molto tempo, pochi hanno avuto la possibilità di accorgersene, perché il clamore di quanto stava contemporaneamente avvenendo in aula ha coperto tutto. Questo è un problema: si invocano proposte e programmi, ma quando arrivano nessuno ne parla. Non è colpa del Pd, è colpa dei meccanismi dell’informazione. Bisogna cambiarli, ma nessuno sa come farlo, e forse questo è un terreno dove le organizzazioni della società civile potrebbero offrire un contributo di elaborazione e di proposta.
Ad altri toccherà il compito di vagliare i requisiti di costituzionalità dell’ennesima leggina ad personam approvata a Montecitorio. I dubbi sono tanti, vedremo quando sarà il momento se sono anche fondati. Nel frattempo, bisogna lavorare per dare voce all’Italia che non ci sta a vedersi rappresentata sulla scena internazionale come un paese-burletta. E’ un compito che spetta a tutti, eletti ed elettori. Ed è urgente, perché il mondo sta cambiando e noi rischiamo di finire tra le scorie del passato.

16 commenti

  • Vedo con piacere che anche qualcun altro si pone domande sulla costituzionalitá di questa ennesima porcata. Personalmente, non sono un fine costituzionalista, ma qualche base teorica ce l’ho e, sempre personalmente, non mi sembrava proprio di poter metter questo obbrobrio al riparo da dubbi. Per esempio: se si tratta di amnistia sostanziale allora esula dai poteri del governo, a meno che il parlamento non la voti con i 2/3 di maggioranza.
    Quindi, secondo voi, c’é speranza che ancora una volta il diavolo abbia fatto le pentole ma non i coperchi, cioé: che la legge venga dichiarata incostituzionale?
    Se ció accadesse, il prezzo che hanno pagato, come l’ottimo articolo espone, potrebbe veramente essere troppo alto.
    Saluti,
    gianfranco

  • Dobbiamo agire su tutti i fronti: impugnare il provvedimento come incostituzionale (chi di dovere), manifestare, informare, studiare altre iniziative, proporre nuovi progetti politici. Organizziamoci, continuamo a impegnarci.

  • L’ennesima “legge ad personam” ha provocato un altro micidiale vulnus allo stato di diritto ed alle norme che regolano l’equilibrio tra i poteri infliggendo alla democrazia un’ altra devastante umiliazione. Serviranno tutti gli strumenti compreso l’eventuale referendum abrogativo per ristabilire il corretto funzionamento delle istituzioni repubblicane piegate al volere del Princeps legibus solutus che occupa la poltrona di Palazzo Chigi che ha ridotto il Parlamento ad un nuovo bivacco di manipoli di mussoliniana memoria.

  • Penso che a molti sia sfuggita la proposta apparsa su LaStampa del 12 aprile 2011 da parte del sost.Proc. generale della Repubblica di Torino, il dott. Fulvio Rossi.
    SOSTENIAMOLA!
    LA PRESCRIZIONE? VA ABOLITA” TORINO RICORRE IN CASSAZIONE
    Da “LA STAMPA”12 aprile 2011
    SCONTRO GOVERNO-PM
    I casi dì impunità causati da un preciso sistema di regole e dalla storica lentezza della burocrazia”La prescrizione?Va abolita`!Torino ricorre in Cassazione La procura generale solleva una questione di incostituzionalità:
    “Non garantisce giustizia alle vittime,intervenga anche l`Europa”RAPHAEL ZANOTTI
    TORINO:Mentre in Italia si discute se abbreviare ancora i tempi della prescrizione, Torino mette sotto accusa quella attuale.
    La procura generale ha chiesto che la legge che fa estinguere il reato oltrepassato un certo limite di tempo venga giudicata incostituzionale oppure non conforme alla legislazione europea. I diritti delle vittime, infatti, non verrebbero garantiti.
    Tutto è iniziato quando sulla scrivania del sostituto procuratore generale Fulvio Rossi è arrivato l’ennesimo morto sul lavoro che,dopo un ping pong estenuante tra tutti i gradi di giudizio, si era prescritto.
    Non capita di rado:negli uffici giudiziari di Torino, tra i più efficienti d`Italia,il 14,5% dei casi che arrivano alla Corte d`Appello vengono dichiarati prescritti.E se a que-sto si aggiunge l`indulto, la percentuale in cui imputati pluricondannati tornano liberi e vittime non risarcite vengono abbandonate, sale al 50%.
    Il magistrato,però,questa volta non si è rassegnato e ha presentato un ricorso in Cassazione in cui chiede che a esprimersi sulla compatibilità della prescrizione con il resto della legislazione sia la Consulta o la Corte europea dei diritti dell`uomo.
    D`altra parte Strasburgo,il 29 marzo scorso, è già andata in quella direzione:ha bacchettato l`Italia per un processo,morto perché fuori tempo massimo, in cui uno straniero era stato ucciso dalle forze dell`ordine.«Nei casi in cui, lo Stato debba accertare le responsabilità per la morte di un uomo-hanno dichiarato i giudici europei- Questo diritto prevale sul principio della ragionevole durata del processo».
    Può sembrare una conclusione ovvia.Non lo è.In Italia la prescrizione è una mannaia che sta trasformando la Giustizia in una gigantesca e costosa macchina che gira a vuoto.Nel 2009 quasi 150mila processi sono finiti al macero. Associazioni a delinquere,violenze sessuali, trui` fe, bancarotte fraudolente, morti bianche: la prescrizione fagocita tutto.La Giustizia prende atto del suo fallimento,lo Stato alza bandiera bianca.
    In alcune parti d`Italia succede più che in altre. Napoli, per esempio, ha da solo il 20% delle prescrizioni di tutta Italia: con i suoi quasi 30.000 provvedimenti rappresenta tre volte le prescrizioni di Roma, dieci volte quelle di Reggio Calabria.
    Numeri che non hanno confronti in Europa e che non sono figli solo della storica lentezza della burocrazia italica, ma di regole precise. In Italia si può ricorrere ai tre gradi di giudizio per qualunque reato, anche l`ingiuria.
    Negli altri Paesi non è cosi.
    Nel suo ricorso in Cassazio- ne, il magistrato Fulvio Rossi fa un breve excursus su cosa capita dalle altre parti: negli Stati Uniti la prescrizione non esiste e dopo il primo grado scatta subito l`esecuzione della pena. In Inghilterra non l`hanno mai sentita nominare e solo il 3% dei processi arriva in Appello perché l`imputato, se viene condannato di nuovo, deve scontare la somma delle due condanne. In Francia e in Belgio la prescrizione ha tempi rapidi, ma per le pene superiori ai 5 anni non c`è l`Appello, si passa subito in Cassazione.(segue tutto il testo)

    http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/YYM/YYMQL.pdf

  • I sei voti della opposizione a favore della maggioranza sono un segnale di sfaldamento del PDL e Lega o del PD e compagnia ?
    Noi finiremo tra le scorie del passato , se ….non seguiamo l’ooposizione ?
    Suvvia , occorre molta arroganza a valutare tutto giusto e bello quanto proviene da sinistra, perchè anche chi ha votato CD ha diritti pari ed eguali ai suoi intelligenti, operosi, validi , onesti ecc ecc interlocutori..
    Il prezzo sarà alto ( !! ) ma comunque chi vince ha ” vinto ” e quindi !
    Grazie per l’attenzione RF

  • Oltre a tutte le altre iniziative di carattere giuridico che persone esperte e competenti potranno mettere in atto, L&G potrebbe lanciare una campagna a fianco dei promotori del referendum sul legittimo impedimento, come vessillo simbolico della lotta contro le leggi ad personam.

  • Apprezzabile la sennata riflessione di cui sopra sull’esito scontato dell’ assoluzione giudiziaria deliberata dal tribunale politico di Montecitorio a favore del bunga bunga nella sua veste diurna di capo dell’esecutivo.

    Non sottovaluterei però il segnale di pericolo per l’opposizione, con voce dimezzata,costituito dalla zona grigia di confine,evidenziato altresì prontamente dal bunga bunga. Nota essendo l’assuefazione e/o l’indifferenza con cui viene percepito ormai dagli elettori (complice la “porcata” elettorale del cui prodotto è sostanziato l’attuale parlamento italiano nonchè la televisione e la stampa asserviti e corrotti ) il vergognoso e florido mercato in cui guazza il grigiore morale della zona “politica” in questione.

  • Ragazzi spiegate bene cosa è stato approvato ieri e quali sono le falle di questa norma dal punto di vista costituzionale. Fateci vedere il testo e i commenti di Zagrebelsky.

    Non resta che aspettare il Presidente della Repubblica.

  • Se infine vedrà la luce,il testo sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della nostra Repubblica.

    Il nostro Presidente non ci farà certo mancare il suo competente giudizio.

  • Minoranza,aggiungo,imbelle,ridicola,senza personalità nè idee. Ma non credete che se i rappresentanti della sedicente opposizione proponessero,al primo punto di un loro eventuale programma,il dimezzamento dei parlamentari e del loro stipendio,nonchè l’eliminazione di tutti i loro privilegi e prebende e del vergognoso vitalizio che percepiscono dopo una sola legislatura,otterrebbero un voto plebiscitario? Perchè non lo fanno? A volte un po’ di sana demagogia non guasta : invece è il nulla,solo deboli squittii ed espressioni corrucciate. Destra,sinistra,sopra,sotto : TUTI dovranno scomparire per sempre dall’orizzonte politico,sostituiti dalla società civile,così ben rappresentata da L&G.

  • L’affabulatore mediatico “1816”ha parlato per più di un’ora auspicando il ritorno alla “Milano da Bere”: quello che c’era da mangiare l’hanno preso.
    1816, rappresentante della P2, ha esternato “urbe et orbi”(alla Milano ed agli Orbi(?)lasciatemi questa licenza “maccheronica”!)
    …tutte le sue Balle narrative a cominciare dal “passaggio”sulla legittimità d’arbitrio” riferita alla Corte Costituzionale che “boccia tutte le leggi approvate dal parlamento e firmate dal PdR, solo perchè(UDITE, UDITE!)…
    ai magistrati comunisti “NON PIACCIONO!”(ipse dixit)

    Bastasse questo!
    OCCORRE PRECISARE che vengono RESPINTE e BOCCIATE quelle Leggi approvate da un Parlamento e che NON SONO Democraticamente e Costituzionalmente conformi ai Princìpi sanciti nella Carta dei diritti dell’Uomo: UGUALI PER TUTTI.
    Il “Piano di rinascita democratica” della loggia massonica Propaganda 2 (P2), scritto probabilmente nel 1976 dal maestro venerabile Licio Gelli insieme ad alcuni “consulenti” esterni, fu sequestrato nel 1982 all’aeroporto di Fiumicino nel doppiofondo della valigia di Maria Grazia Gelli, la figlia, che rientrava in Italia da Nizza.

    Lo ripubblichiamo quasi integralmente: gli unici tagli, indicati dai puntini di sospensione fra parentesi, riguardano le parti meno interessanti e più legate ai problemi dell’Italia degli anni ’70. Le parti sottolineate e in grassetto sono commenti ai punti del Piano che sono già stati realizzati.

    Il Piano di rinascita democratica della P2 commentato da Marco Travaglio.

    http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/07/Il-Piano-di-rinascita-democratica-della-P2-commentato-da-Marco-Travaglio.pdf

    La P2 è stata definita nel 1981 da Sandro Pertini “un’associazione a delinquere” e nello stesso anno da Marco Pannella una “grande vicenda criminale”…

    PS
    Per favore , facciamo qualcosa affinchè non riduca in macerie quello che ha già dirtrutto MOLTO!”

  • Sono veramente allibito. Non è accettabile che qualcuno continui a dire “naturalmente, bisogna che l’opposizione continui a fare il suo mestiere” e “non è colpa del Pd, è colpa dei meccanismi dell’informazione”, come se fossimo di fronte ad un fenomeno naturale, non controllabile, come un terremoto devastante in area non sismica o la caduta d’un meteorite avente massa pari al conflitto d’interessi del piduista. Il quale, è bene sempre ricordare, è stato legittimato proprio dalla sedicente “opposizione”, in barba alla legge 361/57 che tuttora vieta l’elezione dei concessionari dello Stato (nel 1994 un solo ds, Luigi Saraceni, votò contro l’elezione del piduista in Giunta per le elezioni, tutti gli altri votarono a favore, 20 luglio 1994, pag. 3 del verbale. Nel 1996 nella stessa giunta non ci fu neppure un voto contrario, 17 ottobre 1996, pagg.10-12 del verbale). Successivamente, dal patto della crostata in poi (svendita della regolamentazione delle frequenze tv, il cuore, la fabbrica del consenso elettorale del caimano), hanno nei fatti “normato” accordi di ogni tipo con lo stesso, senza mandato elettorale e, ovviamente, non hanno mai cancellato – quando potevano – una sola delle innumerevoli leggi vergogna (anzi, non solo si sono tenuta ben stretta – exempli gratia – la legge porcata ma l’hanno addirittura scopiazzata in sede regionale, in Toscana!) Per contro, la “nuova” legge (assolutamente inutile, in vigenza della 361/57) sul conflitto d’interessi, inserita in più vaniloqui programmatici, è rimasta nella penna di Violante. In panne d’inchiostro, I presume.
    Trovo sconfortante leggere su LeG banalità quali “la maggioranza ha vinto, la minoranza ha perso”. Il fatto è che il piduista, l’eversore, si è comperato il parlamento e, accingendosi a comprarsi la Consulta e il Quirinale, chiuderà il cerchio. Saremo finalmente una repubblica sudamericana (senza offesa per le medesime) e ciò grazie alle “opposizioni” e al loro ormai diciassettenne (ancora minorenne, ne farà di strada!) collaborazionismo. Al loro cospetto, Pétain era un dilettante.

  • QUESTO DICE LA LEGGE
    Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche
    Art. 10
    1. Non sono eleggibili inoltre:
    1) coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l’obbligo di adempimenti specifici, l’osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta;
    2) i rappresentanti, amministratori e dirigenti di società e imprese volte al profitto di privati e sussidiate dallo Stato con sovvenzioni continuative o con garanzia di assegnazioni o di interessi, quando questi sussidi non siano concessi in forza di una legge generale dello Stato;
    Quindi la legge 361/57 che pone il divieto ai titolari di concessioni radiotelevisive di ricoprire cariche pubbliche è di certo vigente ma è stata nella sostanza aggirata in quanto, grazie al parere espresso dalla giunta per le elezioni, dopo il voto del 94, “poichè il titolare delle concessioni risultava essere (ma lo è ancora?) Fede Confalonieri e non Berlusconi”,
    *Berlusconi, grazie all’interpretazione dei fini giuristi dell’epoca, risultò perfettamente eleggibile.
    Il fine giurista non ha fatto altro che separare la forma dalla sostanza , le tv sono di berlusca (sostanza) ma le guida Confalonieri (forma).
    Si potrebbe applicare la legge solo se ci fosse coincidenza tra forma e sostanza, tra gestione e proprietà.Capite la furbata??? credo l’abbia suggerita una “lucerna iuris” di 3 saggi sul quale molti avevano forti dubbi.
    A tale proposito rimando il mistero a..
    “Blind trust, e’ gia’ scontro PDS governo
    le sinistre: ” vogliamo vedere il rapporto ” . Ma Palazzo Chigi: non e’ obbligatorio renderlo pubblico. rimane top secret il rapporto sul conflitto di interessi presentato a Berlusconi, presidente del consiglio dai 3 saggi”
    http://archiviostorico.corriere.it/1994/ottobre/01/blind_trust_gia_scontro_PDS_co_0_9410012975.shtml

    Alla fine il tanto auspicato Blind-trust fu ed è considerato un “Bluff-trust”,ovvero, la barzelletta dell’ineleggibilità.

    http://www.criticamente.it/societa-e-politica/7554-bluff-trust-la-barzelletta-dellineleggibilita

  • Cara Patrizia Rettori, esca dalla retorica!!!!
    Che cosa significa “Hanno vinto sì, ma hanno pagato un costo molto alto” ?
    NOI, stiamo pagando un prezzo molto alto! Chi ha vinto si avvoltola nel suo letame credendolo oro, e questo letame lo buttano in faccia a noi fessi.
    silvana

  • Patrizia dice: “Questo è un problema: si invocano proposte e programmi, ma quando arrivano nessuno ne parla. Non è colpa del Pd, è colpa dei meccanismi dell’informazione. Bisogna cambiarli, ma nessuno sa come farlo, e forse questo è un terreno dove le organizzazioni della società civile potrebbero offrire un contributo di elaborazione e di proposta.”

    Questo è tanto vero che, tra le tante cose assurde di questi tempi, accade anche che la lettera di Stefano Fassina- responsabile Economia e Lavoro del Pd- inviata al Corriere della Sera con l’informativa del PNR (Programma nazionale di riforma per l’Italia) non sia stata neanche presa in considerazione dal direttore De Bortoli perchè, questa la sua risposta alla domanda del Pd , le proposte contenute sono “così innovative che passano inosservate. E lei sa che il Corriere è aperto ad ogni vostro contributo. Anche il più inutile. E’ accaduto spesso” . Ora, ha osservato Fassina, da quando in qua i giornalisti filtrano le notizie sulle iniziative fondamentali del segretario nazionale del più grande partito dell’ opposizione a seconda del proprio giudizio di merito ?

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